L'ad di Musica per Roma: l'Auditorium
è un successo che vive già nel futuro
MUSICA
ROMA - Per troppo tempo Roma ha guardato principalmente al suo passato, al suo straordinario patrimonio culturale con il quale è difficile competere. Dimenticando quanto sia invece necessario concentrare l’attenzione sul presente e sul futuro, sui nuovi generi e sui linguaggi contemporanei. La missione dell’Auditorium fin dall’inizio stata proprio quella di creare un luogo permanente dove far vivere i diversi generi artistici e culturali internazionali non solo musicali, rivolgendosi a ogni tipo di pubblico. E a otto anni dalla sua nascita il Parco della Musica di Roma arrivato a essere il complesso musicale e di spettacolo dal vivo pi grande d’Europa, con il maggior numero di spettacoli e concerti (1.190 nel 2010) e di spettatori (1.050.844 sempre nel 2010). Un successo raggiunto per quattro principali motivi.

Lo spazio della cultura. Uno dei punti di forza deriva dal complesso architettonico disegnato da Renzo Piano. Marc Aug sostiene che sempre di pi nella nostra societ l’esigenza di socializzazione della collettivit, una volta superata l’agor virtuale rappresentata dalla televisione, si sposta nei luoghi d’identit delle citt. A partire dalla met degli anni Settanta, e simbolicamente dalla realizzazione del Centre Pompidou a Parigi nel 1977, il nuovo spazio culturale diventato il luogo di riconoscimento e di rinascita di una citt e della collettivit che la abita. Ma anche uno spazio da visitare. Una sorta di cattedrale per pellegrinaggi laici: incontri, informazione e apprendimento. Tratti e funzioni del tutto nuovi rispetto al passato. Il Parco della Musica tutto questo. Un complesso molto grande, di pi di 90.000 metri quadrati, dotato di tre grandi sale per concerti e teatro, un grande teatro all’aperto - la cavea - un teatro studio, quattro sale prova pi moltissimi spazi di servizio. Uno spazio, fortemente unitario dal punto di vista architettonico, che consente lo svolgersi di molti eventi contemporaneamente e di garantire una molteplicit di funzioni.

La programmazione contemporanea. Se fondamentale lo spazio dove rappresentare e vivere lo spettacolo dal vivo forse ancor pi importante, nella societ attuale, il contenuto che vi si rappresenta. E non c’ dubbio che le grandi istituzioni di spettacolo del nostro Paese – e in larghissima parte nei paesi occidentali – siano rimaste ancorate agli ambiti tradizionali. La societ cambia e le istituzioni culturali ripetono quasi sempre una formula che rimanda a un rito ottocentesco per pochi eletti. I programmi spesso si basano sul teatro di prosa, la musica classica, l’opera e la danza classica. Al contrario, in un mondo che cambia cos velocemente, lo spettacolo dal vivo deve ripensare forme e generi. Travalica rigidi confini. E cos insieme con la musica classica di una delle pi antiche e nobili istituzione musicale del mondo, l’Accademia di Santa Cecilia, nella nostra programmazione trovano spazio il jazz, la musica pop e quella rock, la musica popolare e la world music. E poi la Festa del Cinema che nasce dall’idea che sia possibile fare incontrare il grande pubblico con i protagonisti del cinema e di trasformare anche questo in uno spettacolo. Ma anche il teatro di Parola, la danza contemporanea e il nuovo circo – che mescolando molti linguaggi riesce spesso a rappresentare meglio di molte altre forme artistiche la complessit del mondo di oggi. E la letteratura, la poesia e le arti figurative. Ma l’aspetto forse pi innovativo e significativo stato quello di ospitare nella programmazione i festival e le lezioni. Il cartellone dell’Auditorium comprende infatti incontri e conferenze sulla matematica e l’etica, sul giornalismo e la storia della musica, sull’arte o i libri. E tutto questo nelle grandi sale da centinaia e in alcuni casi migliaia di posti.

La nascita di un nuovo consumatore. Il fattore determinante nell’attivit di una istituzione il rapporto con il suo pubblico. Molti, all’inizio, temevano che l’Auditorium potesse catturare tutti gli spettatori, a danno delle istituzioni gi operanti. Cos non stato. Le statistiche dicono che, negli ultimi anni, a Roma, il numero di spettatori aumentato in misura maggiore di quello dell’Auditorium. Non c’ stato un effetto di sostituzione, bens di moltiplicazione. Per fare questo, si dovuto lavorare sulla capacit di attrazione di nuovo pubblico, estendendo i confini dell’offerta. E convincendo cittadini e turisti a impegnare una maggior parte del loro tempo giornaliero nei musei, teatri, sale di concerto o cinema, piuttosto che nei ristoranti, centri commerciali, stadii.

La governance e l’autofinanziamento. Il quarto fattore, ma non per importanza, stato il modello adottato e i risultati economico-finanziari raggiunti. La Fondazione Musica per Roma, che gestisce l’Auditorium con l’Accademia di Santa Cecilia, un soggetto autonomo di diritto privato, i cui soci fondatori sono il Comune di Roma, la Camera di Commercio di Roma, la Provincia di Roma e la Regione Lazio. E’ la fondazione culturale pi capitalizzata del Paese. Attualmente il fondo di dotazione della Fondazione superiore ai trenta milioni di euro. Una delle chiavi principali che hanno garantito i risultati descritti senz’altro ascrivibile all’alto grado di autofinanziamento raggiunto, pari nel 2010 al 67% del budget totale. Questo valore non riscontrabile in nessuna grande istituzione culturale a livello europeo ed stato ottenuto attraverso una forte diversificazione finanziaria di ricavi propri: biglietti e abbonamenti, cards, sponsor, servizi congressuali, servizi di ristorazione, libreria e merchandising e i redditi dalle fondo di dotazione. Per un’istituzione culturale, l’autonomia finanziaria sinonimo di autonomia culturale. Un elevato grado di indipendenza dal finanziamento pubblico consente, infatti, una programmazione pluriennale non condizionata dalle fluttuazioni della finanza pubblica, grande libert di azione nella scelte artistiche e nelle politiche di prezzo e di servizio e, infine, una elevata responsabilizzazione sui risultati dell’istituzione stessa.

*Amministratore delegato di Musica per Roma

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