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Claudia Cardinale regina a Cannes
"Il mio sogno, inziato per caso"

Claudia Cardinale sul manifesto del 70mo Festival di Cannes

La risata roca, inconfondibile, arriva avvolta nel fumo dell'ennesima sigaretta. «E pensare che la bella della famiglia è sempre stata mia sorella Blanche: bionda, occhi azzurri, quando eravamo piccole e vivevamo in Nordafrica era lei quella destinata al cinema. Poi, a 16 anni, andai a una festa rionale e mi ritrovai la fascia di italiana più bella di Tunisi. Da allora tutto è cominciato». Sessantatré anni e 160 film dopo, Claudia Cardinale è ancora la ragazza di ieri. Un po' selvaggia e libera di scegliere. Anche di girare un film dietro l'altro: l'ultimo, Nobili bugie, una commedia nera diretta da Antonio Pisu, ambientata nel dopoguerra e interpretata anche da Raffaele Pisu e Giancarlo Giannini, passerà in anteprima al BiFest di Bari. Claudia interpreta una duchessa decaduta e avida, decisa a rimpinguare le finanze di famiglia approfittando di tre ebrei sprovveduti.
La pensione sembra lontana: cosa la spinge a lavorare senza sosta?
«A 79 anni, ho la fortuna di essere chiamata ancora dai registi e se la sceneggiatura mi convince corro felice sul set. Quest'anno ho in programma altri due film».
Per invecchiare bene è più utile una buona salute o la memoria corta?
«Conduco una vita sana e non mi fermo un attimo. Quando non ho tempo per imparare una parte, mi aiuto con l'auricolare. E non ho il culto del passato: meglio guardare avanti».
C'è spazio, alla soglia degli 80, per i rimpianti?
«Non nel mio caso. Da piccola volevo fare l'esploratrice e ci sono risucita: grazie al cinema ho girato il mondo».
Quanti dei suoi partner le hanno fatto la corte?
«Marlon Brando bussò alla mia porta. Non gli aprii ma poi me ne sono pentita. Con Delon ho coltivato una lunga amicizia: meglio così, fin dai tempi del Gattopardo siamo una coppia mitica. A Hollywood mi finsi compagna di Rock Hudson per proteggerlo dalle discriminazioni contro gli omosessuali. E con Belmondo ci siamo divertiti a gettare i mobili di un hotel in mezzo alla strada».
Non ha subito nemmeno il fascino di Mastroianni?
«Quando giravamo Il bell'Antonio a Catania, gli uomini della città lo aspettavano davanti all'hotel urlando che i siciliani non possono essere impotenti come il suo personaggio ispirato a Brancati. Marcello era innamorato di me e me lo disse in diretta alla tv francese all'epoca in cui stava con la Deneuve. Lei mi ha tolto il saluto».
Nel 1963 girava in contempranea Otto e mezzo e Il Gattopardo: come si è barcamenata fra Fellini e Visconti?
«Federico mi voleva bionda, Luchino bruna. E io mi tingevo i capelli ogni settimana. Fellini non aveva un copione, Visconti era rigoroso come a teatro. Sono sopravvissuta a quell'altalena perché sapevo di girare due capolavori».
E' stato più difficile decidere di diventare madre a 17 anni, in seguito a una violenza, o uscire dallo star system quando abbandonò il produttore Cristaldi per Squitieri?
«Non ho mai pensato di abortire come mi suggerivano tutti per non compromettere la mia carriera nascente. Oggi sono felice di avere un magnifico rapporto con mio figlio Patrick, che partorii a Londra per nascondere lo scandalo. Quanto al lavoro, affrontai l'ignoto senza paura perché volevo assolutamente Squitieri e andai a prendermelo in America».
Il successo è frutto più della fortuna o dei sacrifici?
«Maktoub, dicono gli arabi: è scritto nel cielo. Era destino che diventassi un'attrice famosa».
Ha mai pensato che la bellezza fosse una gabbia?
«Ma io non mi sono mai sentita bella e ho tenuto i piedi per terra. Ho rifiutato le guardie del corpo che in America volevano affibbiarmi. Perciò sto meglio nella mia Europa».
Come abitante di Parigi, pensa che Marine Le Pen possa diventare presidente della Francia?
«No, nel modo più assoluto. La sua posizione contro gli immigrati e l'Europa è inaccettabile. Io tifo per Macron, che ho recentemente conosciuto con sua moglie Brigitte, una donna intelligente. Trovo offensivo sottolineare il fatto che abbia 25 anni più del marito. Sono innamoratissimi».
E cosa pensa delle polemiche scatenate dai ritocchi apportati alla sua immagine giovanile che campeggia sul manifesto del Festival di Cannes?
«Quelle polemiche mi sembrano una stupidaggine. Mi considero femminista, ma non mi sono sentita offesa. E' solo cinema e non vedo l'ora di essere festeggiata sulla Croisette. Prima farò un salto al festival di Beirut».
Quante sigarette fuma al giorno?
«Tante, ma non le aspiro. Il medico lo sa, è tutto a posto».


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Mercoledì 26 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 09:51

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