Mario Monicelli suicida a Roma
dal quinto piano del San Giovanni
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CINEMA
ROMA (29 novebre) - Il regista Mario Monicelli, 95 anni, si è ucciso lanciandosi dal quinto piano del reparto di urologia dell'ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato per un tumore alla prostata.

Monicelli si lanciato da un balcone del nosocomio romano intorno alle 21. Inutili i tentativi di soccorso da parte degli operatori. Il corpo del regista coperto da un lenzuolo bianco, rimasto a lungo steso sull'asfalto. Anche suo padre Tomaso, noto scrittore e giornalista, si era tolto la vita nel 1946.

Era stanco di vivere, ha detto un sanitario uscendo dal reparto di urologia. La moglie di Monicelli, Chiara Rapaccini, in giacca nera e pantaloni grigi, uscita con il volto sofferente e visibilmente provato dalle lacrime, ma con lo sguardo alto, senza dire nulla.

Monicelli era nato a Viareggio il 16 maggio 1915 da una famiglia di origine mantovana. Viveva da lunghissimo tempo a Roma, dove abitava in via dei Serpenti al numero 29. Come si legge nel suo ritratto su Wikipedia, Monicelli frequenta a Milano il liceo classico Giosu Carducci e si laurea in storia e filosofia a Pisa, accostandosi al cinema grazie all'amicizia con Giacomo Forzano. L'esordio alla regia del 1932 con il corto, firmato insieme ad Alberto Mondadori, Cuore rivelatore.

Padre, con colleghi come Dino Risi, Luigi Comencini e Steno, della commedia all'italiana, Monicelli stato regista di 66 film e autore di pi di 80 sceneggiature. Fra i suoi grandi successi, Guardie e ladri (due premi a Cannes nel '51), nel pieno del suo sodalizio con Tot; I soliti ignoti (nomination all'Oscar), La Grande guerra (1959), trionfatore a Venezia con il Leone d'oro; L'armata Brancaleone (1965). Sono gli anni dell'amicizia con Risi, degli scontri con Antonioni, del controverso rapporto con Comencini, del trionfo della commedia all'italiana e dei "colonnelli della risata".

Inventa Monica Vitti attrice comica in La ragazza con la pistola (1968); nel 1975 raccoglie l'ultima volont di Pietro Germi che gli affida la realizzazione di Amici miei. Nel 1977 recupera la dimensione tragica con Un borghese piccolo piccolo. Seguono fra gli altri Speriamo che sia femmina (1985) e il feroce Parenti serpenti (1993) con cui dimostra di saper leggere le trasformazioni della societ italiana con l'acume e la cattiveria di sempre.

Nella sua lunga carriera ha collaborato con tutti i pi importanti attori italiani: Alberto Sordi, Tot, Aldo Fabrizi, Vittorio De Sica, Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi. da considerarsi senza dubbio il regista che meglio di tutti ha interpretato lo stile e i contenuti del genere della commedia all'italiana.

Tra gli avvenimenti che hanno segnato di pi la sua vita c' il suicidio del padre. La sua ultima compagna stata Chiara Rapaccini. Quando si sono conosciuti lui aveva 59 anni e lei 19. Hanno avuto una figlia, Rosa, quando lei ne aveva 34 e lui 74. Da tre anni vivevano separati.


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