Morto Alan Rickman, il professor Piton di Harry Potter
Una beffa del destino ha privato Alan Rickman del piacere di festeggiare i 70 anni con sua moglie (l'attivista politica Rima Horton, sposata nel 2012 dopo una lunga convivenza) il prossimo 21 febbraio. Dopo mesi di malattia il grande attore inglese è scomparso oggi e la notizia si è sparsa alla velocità del fulmine grazie alla setta degli innumerevoli fan di «Harry Potter» che piangono la scomparsa del geniale professore di pozioni Severus Piton, uno dei personaggi più multiformi e segreti dell'intera saga.
 

Ma Alan Rickman è stato molto di più: grande interprete shakespeariano, brillante umorista dentro e fuori scena, «vilain» principe della sua generazione, sintesi di quell'eleganza e versatilità che fanno dei grandi attori inglesi un'icona di risalto mondiale. Figlio di una gallese metodista e di un irlandese cattolico, secondo di quattro fratelli, resta orfano di padre ad appena 8 anni e prosegue gli studi grazie ai sacrifici della madre. Nel 1972 vince una borsa di studio per la Royal Academy of Dramatic Arts (Rada), istituzione a cui rimarrà sempre legato assumendone anche la carica di vicepresidente nel 2003. Ma i primi anni restano incerti anche perchè il suo talento come pittore e disegnatore lo spinge in una direzione diversa. Continua però a frequentare il mondo del teatro e alla fine si impone al Royal Court Theatre. In quegli anni si misura con i classici (Shakespeare in primis) e i moderni (celebre la sua performance in «Uno sguardo dal ponte»), ma anche nelle farse popolari («Therès a girl in my soup») e in personaggi famosi come Sherlock Holmes che porta con successo sulla scena.

Dopo il successo in «Romeo e Giulietta» per la regia di Alvin Rakoff che ne firma anche un'applaudita versione tv, la svolta della sua carriera viene dall'incontro con Christopher Hampton che gli affida la parte del marchese di Valmont in un fortunato adattamento delle «Relazioni pericolose» che trionfa a Londra e approda poi a Broadway nel 1986. Nel frattempo si cimenta nella regia per il teatro e per la tv e nel 1980 la Bbc lo chiama a impersonare il Reverendo Slope nella serie «Barchester Towers». È ormai una figura di spicco sulla scena anglosassone quando nel 1988 Hollywood lo chiama: in «Trappola di cristallo - Die Hard» di John McTiernan divide la scena con Bruce Willis e la sua caratterizzazione di un cattivo a sangue freddo gli vale l'ammirazione della critica e dei produttori. Rickman capisce che questa nuova maschera gli porterà fortuna, ma subito dopo si diverte a disegnarne il lato umoristico in «Robin Hood: il principe dei ladri» in cui seduce Lady Marian (Elizabeth Mastrantonio) e combatte ad armi pari con Kevin Costner (Roin Hood). Da allora sceglie con cura i suoi personaggi, è romantico amante in «Ragione e sentimento», veste panni presidenziali da «Michael Collins» a «The Butler» (col ruolo di Ronald Reagan), abiti regali come Luigi XIV in «Le regole del caos». Attento a non sbagliare ruoli (rifiuterà «Goldeneye» in cui doveva opporsi a 007 come ex agente del Secret Service), continuerà però a privilegiare parti da cattivo come nel magistrale Giudice Turpin del musical-thriller «Sweeney Todd» di Tim Burton. Indubbiamente però sono le quattro apparizioni nella saga di «Harry Potter» a fissare per sempre i suoi tratti nella fantasia degli spettatori. Accetta il ruolo di Piton (Severus Snape in originale) dopo il rifiuto di Tim Roth nel 2001 per la regia di Chris Columbus.

La scrittrice J.K. Rowling si è innamorata della sua recitazione a tal punto da confessare che le sembrava che il ruolo fosse scritto da sempre per lui e ha accarezzato a lungo l'ipotesi di inserire nei romanzi una storia d'amore che lo riguardava. «Questo è un mestiere serio che va preso seriamente - amava dire. E il modo migliore per farlo è non prendersi troppo seriamente». Nonostante moltissimi riconoscimenti e premi (un Golden Globe e un Emmy per la serie tv «Rasputin» nel 1997, quattro premi per il bellissimo «L'ospite d'inverno» da lui diretto nello stesso anno, un Tony per il dramma di Noel Coward «Private Lives»), Rickman ha sempre alternato generi, modi della recitazione, grandi produzioni e quelle indipendenti. Agile e imponente insieme, seducente e ambiguo nello sguardo languido e nel sorriso arguto, politicamente impegnato nel partito laburista, innamorato dell'America e del suo stile di vita, ma britannico nell'educazione e nella recitazione, solo di recente si era convinto a passare dall'altra parte dell'obiettivo, tornando a dirigersi in «Le regole del caos» (2014). «Ma come mi ha insegnato Ralph Fiennes - ha detto - il problema maggiore nel fare il regista è quando devi ordinare un secondo ciak per un tuo monologo. In quel momento è davvero dura!».

Il dolore di J.K. Rowling ed Emma Watson.
«Non ci sono parole per esprimere quanto sia scioccata e devastata». È quanto ha scritto su Twitter, dopo la notizia della morte di Alan Rickman, la scrittrice J. K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter. «È stato un attore magnifico e un uomo meraviglioso» ha aggiunto, riferendosi al personaggio da lui interpretato, Severus Piton. «Il mio pensiero - ha scritto in un altro tweet - è con Rima e la famiglia di Alan. Noi abbiamo perso tutti un talento strepitoso. I suoi cari hanno perso una parte del loro cuore». Un messaggio pieno di affetto arriva anche da Emma Watson, che ha interpretato Hermione nella saga: «Sono molto triste - ha scritto su Facebook - mi sento così fortunata ad aver lavorato e ad aver passato del tempo con un uomo e un attore tanto speciale. Mi mancano molto le nostre conversazioni. Riposa in pace, Alan. Ti vogliamo bene».
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