Nicole Kidman spiega il perché del suo strano applauso alla notte degli Oscar
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Forse non la ricorderemo solo per il clamoroso misunderstanding delle buste, lo scambio di vincitori che, per un attimo, ha fatto credere a tutti che la statuetta per il miglior film fosse andata a La la land, salvo poi scoprire che la pellicola prescelta era Moonlight.

La cerimonia degli Oscar 2017, la numero 89, tenutasi come da tradizione nel Dolby Theatre di Los Angeles lo scorso 26 febbraio, si è caratterizzata anche per un altro buffo episodio: Nicole Kidman, vincitrice nel 2003 dell’Oscar come miglior attrice protagonista, ha suscitato l’interesse dei fotografi (e dei social) per il bizzarro modo in cui l’hanno vista applaudire. Le dita distanti e arcuate, solo i palmi che si toccano: non un vero e proprio battimani, insomma, ma un modo per farsi notare. I più maligni, infatti, hanno azzardato che la Kidman fosse semplicemente mossa dall’intento di attirare l’attenzione su di sé, diventando così la vera protagonista della serata, al di là dei vincitori che si avvicendavano sul palco. L’hanno anche ribattezzato “applauso silenzioso”, indicando con questo il fatto che muovere le mani così non fosse propriamente un modo per esprimere apprezzamento.

Ora, finalmente, a due settimane da quell’insolita performance, l’indimenticata interprete di capolavori come Eyes wide shut o The hours spazza ogni dubbio e chiarisce i motivi di quel gesto su cui fan e detrattori si sono finora arrovellati: «Al dito avevo un enorme anello, che non era di mia proprietà, ma era davvero fantastico e io ero terrorizzata al pensiero di rovinarlo. Ho cercato in tutti i modi di non applaudire, ma poi ho pensato che mi avrebbero criticato di più se non lo avessi fatto». Ed ecco, allora, scattare “l’applauso silenzioso” (o da indemoniata, che dir si voglia).

Il prezioso gioiello, realizzato da Harry Winston, le era stato concesso in occasione della cerimonia. Non appartenendole, come ha tenuto a precisare l’attrice, il rischio che si potesse rovinare applaudendo, o che lei stessa potesse farsi male, ha creato qualche resistenza iniziale, poi subito superata dall’urgenza di manifestare la propria contentezza.
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