Ridley Scott pensa ad un sequel: «So come far tornare Il Gladiatore»
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«So come riportarlo sullo schermo. Ne sto parlando con gli Studios e loro mi dicono “Ma è morto!'”. Eppure c'è un modo per riuscire a farlo tornare. Non so se accadrà, "Il Gladiatore" è del 2000 e Russell ovviamente è cambiato un po'. Ora è impegnato ma sto cercando di farlo tornare». Lo ha dichiarato Ridley Scott nel corso del South West Film Festival di Austin (Texas). Impegnato nella promozione di “Alien: Covenant”, il regista ha riavvolto il nastro a 17 anni fa, quando il colossal conquistò il mondo - riempiendo le casse di oltre 457 milioni di dollari - e cinque premi Oscar (tra cui quello per il miglior film e il migliore attore protagonista). Il sequel pare essere nelle sue intenzioni, nonostante la storia si concluda in modo inequivocabile con la morte del generale ridotto a schiavo e dello schiavo divenuto gladiatore. Come potrebbe Massimo Decimo Meridio riconquistare la scena?
 
 


Per il momento Scott non rivela altro ma se il regista ha ritenuto opportuno lanciare un amo vuol dire che in ballo c’è qualcosa in più di una pulce nell’orecchio messa a Crowe. In realtà già nel 2004 l’idea ronzava nell’aria. Allora, infatti, Nick Cave raccontò di essere stato contattato da Russel Crowe e Ridley Scott la scrittura di un sequel: «Forse per via dell’asse australiana volevano da me “Il gladiatore 2”. Ci ho messo tre settimane, ho scritto e mandato il copione. Suppongo non gli sia piaciuto, non ho avuto risposta. D’altronde c’è un problema di fondo: alla fine l’eroe muore. Non è facile fare un seguito. Il mio era un “gladiatore” spirituale che finiva in Vietnam. Chiaramente non era ciò che avevano in mente», rivelò il rocker. A distanza di altri 13 anni, cosa sarà venuto in mente a Scott?
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