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Ferragamo, una mostra celebra i 90 anni dell'arrivo a Firenze

Il museo Ferragamo a Firenze

Si intitola «1927. Il ritorno in Italia» la grande mostra che a Firenze celebra il 90esimo anniversario del rientro in patria di Salvatore Ferragamo dopo 12 anni trascorsi negli Stati Uniti, proponendo un viaggiò che mette a confronto il celebre stilista con la cultura visiva del primo Novecento.
L'esposizione si tiene nel Museo Salvatore Ferragamo di Palazzo Spini Feroni e sarà visitabile per un anno, fino al 2 maggio 2018.

Il percorso è curato dallo storico dell'arte Carlo Sisi e ha come filo conduttore il viaggio (visibile anche nell'originale allestimento che richiama un transatlantico) e offre in particolare una panoramica sulla cultura italiana degli anni Venti. Il percorso espositivo si snoda seguendo il fil rouge del viaggio in transatlantico che Ferragamo compie per tornare in Italia.

Il tema è alla base dell'allestimento dello scenografo Maurizio Balò e metafora dell'itinerario mentale che Salvatore Ferragamo percorre nella cultura visiva dell'Italia degli anni Venti, estrando da questa le tematiche e le opere che influenzarono, in maniera diretta o indiretta, la sua officina poetica, senza trascurare tutti gli aspetti culturali e sociali che contraddistinsero la rinascita del primo dopoguerra, alla vigilia dell'autoritaria affermazione del regime fascista.

Oltre alle calzature create dallo stilista, un pioniere della scarpa d'artista, nelle sale sono esposti costumi, stoffe,
manufatti di alto artigianato, dipinti e sculture d'epoca, fotografie,manifesti pubblicitari e si possono ammirare rari filmati, alcuni girati dallo stesso stilista.
Salvatore Ferragamo arriva nel capoluogo toscano in un momento in cui si parla di ritorni: ritorno all'ordine, ritorno al mestiere, ritorno alla grande tradizione nazionale.

E la mostra narra proprio la storia di questo attraversamento: un attraversamento di praticità, la fondazione di un'industria; un attraversamento di gusto, la percezione che Salvatore Ferragamo ha della cultura del suo tempo. Una storia, sviluppata per capitoli, che il pubblico potrà analizzare nel suo insieme come un romanzo di formazione.

 La mostra, composta da otto sale, espone numerose opere d'arte, con dipinti di Maccari, Martini, Thayaht, Gio Ponti, Rosai,Balla, Depero e molti altri, provenienti da collezioni pubbliche e private. Nelle sale spiccano, ovviamente, le calzature create in quegli anni a dimostrazione della profonda sintonia di Salvatore Ferragamo con il mondo artistico contemporaneo.


 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Domenica 21 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 17:33

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