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L'addio di Roma a Kounellis
maestro dell'arte povera

Jannis Kounellis

Maestro indiscusso dell'Arte Povera,
Jannis Kounellis è morto ieri all'età di 80 anni a Roma, la
città che, dopo aver lasciato la Grecia a soli 20 anni, aveva
scelto per vivere, lavorare, creare le sue opere provocatorie,
spiazzanti, destinate a far discutere, a rivoluzionare il mondo
dell'arte italiano e internazionale. Pittore e scultore,
Kounellis ha creato un linguaggio in continua evoluzione, che
non è mai venuto meno in virtù di un incessante spirito di
ricerca. Per l'artista si è aperta alle 14 la camera ardente in Campidoglio che resterà
aperta fino alle 19 nella sala della Protomoteca. Ad accogliere il feretro
il vicesindaco e assessore alla cultura Luca Bergamo. 
Jannis Kounellis aveva scelto in vita il
luogo della sua sepoltura indicando
il Cimitero Acattolico di Roma. Sono in corso, da parte dei familiari,
verifiche sulla fattibilità di quanto indicato dall'artista. Il
cimitero, noto anche come “Cimitero degli Inglesi” o “Cimitero degli artisti e dei
poeti”, si trova nel quartiere di Testaccio, vicino Porta San Paolo, a
lato della Piramide Cestia. Molti i personaggi noti sepolti nell'area:
fra gli altri John Keats, Percy Shelley, Antonio Gramsci, Emilio
Lussu, Dario Bellezza, Carlo Emilio Gadda, Luce d'Eramo.
«Kounellis è un personaggio gigantesco nella
storia dell'arte contemporanea. Ci lascia un importante contributo, anche dal
punto di vista della rete di relazioni umane che ha costruito con le
generazioni successive e che oggi si portano appresso la sua presenza. È il
talento dei grandi maestri, riuscire a tramandare loro stessi mentre sono
ancora in vita: un talento che lui aveva certamente». Così ha affermato il vicesindaco e
assessore alla cultura di Roma Luca Bergamo in occasione dell'apertura della
Camera ardente: «Ne ho un ricordo personale di quando lo invitammo a fare il curatore della
sezione d'arte alla biennale dei giovani artisti al Mattatoio nel 1999. Lui
accettò volentieri e si mise a disposizione costituendo un gruppo di persone
tra cui c'era Edoardo Ciceri e Mario Cotognato, e nel suo studio facemmo una
lunghissima riflessione su come lui vedeva l'arte affinché emergessero le
nuove forme di espressione dei giovani artisti. La sezione che curò lui
incluse artisti in concorso e altri reclutati attraverso un'operazione di
scouting in Europa. Gran parte di quei giovani che lui scoprì all'epoca sono
diventati dei personaggi dell'arte contemporanea», ha concluso. Il
vicesindaco ha poi accolto la salma, seguita da familiari e amici, al suo
ingresso alla Protomoteca dove dopo poco è giunto anche l'assessore allo
Sport di Roma Daniele Frongia.
LE REAZIONI
Il sindaco di Roma Virginia Raggi entrando alla
camera ardente  si è fermata 
alcuni minuti a parlare con i familiari dell'artista scomparso per poi
rientrare a Palazzo Senatorio. 
«Un giorno triste, ci ha lasciato Kounellis, un grande maestro,
italiano per adozione, che con la
sua opera ha segnato l'arte contemporanea». Con questo Tweet
il ministro Dario Franceschini ha espresso il
cordoglio per la scomparsa dell'artista.
«Voglio esprimere un immenso dolore
per la scomparsa di Jannis Kounellis maestro unico e geniale. Lo
avevo incontrato proprio pochi giorni fa, persona sempre curiosa
e disponibile. L'arte di Kounellis ci mancherà. Nato in Grecia,
romano d'adozione non ha mai smesso di sperimentare e innovare.
Tra i primi a sostenere la nostra petizione per Civita di
Bagnoregio patrimonio Unesco. Un abbraccio forte alla famiglia».
A scrivere questo ricordo, in una nota, il Presidente della Regione Lazio,
Nicola Zingaretti.
 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 17 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:44

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