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Chris Cornell morto suicida: la generazione X ripiomba nell'incubo

Chris Cornell morto suicida: la generazione X ripiomba nell'incubo

La speranza fino all'ultimo era che ciò che trapelava dalle indagini della polizia non fosse confermato. Ma era una speranza destinata a crollare davanti all'evidenza dei fatti: Chris Cornell, cantante dei Soundgarden, è morto suicida, impiccandosi nella sua stanza d'albergo a Detroit dopo un concerto.

Una circostanza che rende la notizia della sua morte ancora più difficile da metabolizzare. Una canzone degli Afterhours spiegava che "Non si esce vivi dagli anni '80". Ebbene, Cornell era uscito incolume non solo dagli anni '80, ma anche dal complicatissimo decennio successivo, quello dell'esplosione del grunge e della cosiddetta "generazione X". Un decennio che per lui era iniziato tragicamente con la morte di uno dei suoi più cari amici, Andrew Wood, per overdose di eroina, e che è passato attraverso gli effetti devastanti della droga e del successo inaspettato che travolse le band di Seattle. Un impatto devastante, che nel 1994 si portò via Kurt Cobain, leader dei Nirvana, anch'egli suicida. E che ebbe i suoi terribili strascichi nel 2002, con la morte di Layne Staley, leader degli Alice in Chains, distrutto lentamente dalla droga, fino addirittura al 2015, quando il frontman degli Stone Temple Pilots, Scott Weiland, fu ucciso da un mix di alcol e stupefacenti.

Tutti i principali protagonisti del movimento grunge erano così scomparsi tragicamente, fatta eccezione per Eddie Vedder dei Pearl Jam e appunto Cornell: gli unici due "sopravvissuti" alla spirale di autodistruzione che si era innescata in quegli anni. Una spirale che ancora oggi, in maniera inquietante, esige il suo debito senza pietà. Chris Cornell ha deciso di ammazzarsi non nel mezzo di quel periodo turbolento, quando la voracità del successo e la pressione del momento creavano una miscela spaventosa. Ha deciso di seguire i suoi amici a 52 anni, con tutta la consapevolezza dell'età adulta e l'esperienza della star di lungo corso. Una fine che getta una luce ancor più inquietante su una vicenda già tragica. E che fa ripiombare la generazione X nell'incubo che sembrava essere rimasto sospeso nel vuoto, in silenzio, per quasi trent'anni. Ma che quando meno te lo aspetti torna, come a ricordare che certe ferite non si rimarginano mai del tutto.


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Venerdì 19 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:16

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