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Emozioni e social, così il Web ha creato la LovePolitik: il saggio di Alberto Di Majo

Emozioni e social, così il Web ha creato la LovePolitik: il saggio di ​Alberto Di Majo

«Negli ultimi venticinque anni in Italia c’è stata una rivoluzione silenziosa che si è conclusa con il passaggio dalla SpotPolitik alla LovePolitik. Gli imperativi dettati dalla tv sono stati sostituiti progressivamente da quelli imposti dal marketing di ultima generazione».

Un cambiamento innescato soprattutto dal web che ha trasformato "la politica, al pari del mercato, in una conversazione" in cui le emozioni giocano un ruolo determinante. E' questa la tesi dell'ultimo libro di Alberto Di Majo, pubblicato da Castelvecchi, che si intitola "LovePolitik" (100 pagine, 12,50 euro). Il caporedattore del quotidiano Il Tempo compie un viaggio nella comunicazione politica: dall'antica Grecia, in cui dominava la retorica, cioè l'arte della persuasione contro cui si scaglia Platone, fino ai social network. Analizza le strategie di presidenti americani ed europei, gli slogan più fortunati delle campagne elettorali e si sofferma sulla rilevanza dell'immagine (racconta dei 26 mila euro pagati a una truccatrice dal presidente francese Emmanuel Macron nei primi tre mesi del mandato e della folta chioma di Donald Trump rinvigorita da tre farmaci).

Con la Rete il mondo è cambiato e la politica, avverte l'autore, è diventata un'esperienza emotiva. Nell'era della sharing economy e della condivisione di affetti, accuse e critiche, i vecchi partiti sono sempre più fragili e hanno conquistato spazio le strategie aziendali più recenti, che puntano a far partecipare i clienti alla definizione del prodotto o, comunque, a renderli protagonisti nella diffusione del brand (le aziende che ci riescono, come Apple, Harley Davidson, Ducati e tante altre, sono definite, appunto, "lovemarks").

Di Majo parla delle etichette personalizzate della Coca Cola e della Nutella, delle tecnologie per le scarpe Nike che gli appassionati possono scegliere, del finale delle favole tradizionali che Netflix dà la possibilità di variare con il telecomando. In Italia il cambiamento "politico" è avvenuto con il MoVimento 5 Stelle che l'autore definisce "il primo partito condiviso".

Secondo Di Majo ha saputo "declinare politicamente il marketing relazionale e quello più recente (in particolare il tribal marketing) permettendo agli elettori di costruire legami, di discutere programmi e anche di entrare direttamente nelle istituzioni. È riuscito a interpretare pienamente la LovePolitik, che imporrà i suoi schemi a tutti i partiti".

L'hanno compreso, secondo l'autore, sia Silvio Berlusconi (il libro ripercorre le intuizioni del gruppo di esperti di comunicazione e marketing che ha creato Forza Italia) sia Matteo Renzi, che tuttavia sono irretiti in contesti che rendono complicato il cambiamento. Il libro si conclude con un'intervista al candidato premier del M5S, Luigi Di Maio, che ripercorre la sua storia personale e politica e lancia la sfida agli avversari in vista delle prossime elezioni politiche.

La prefazione del testo è firmata da Gianluca Comin, esperto di comunicazione e docente alla Luiss, che avverte: "Il successo di un politico o di un movimento non dipende esclusivamente dall’uso di strumenti e tecniche; nemmeno i più innovativi come i big data o le campagne grassroots online da soli consentono di vincere. Certo nell’armamentario dello staff del candidato ci devono essere tutti e devono essere usati in modo appropriato. (...) Alla base del successo di un politico c’è, invece, sempre la sua capacità di semplificare il proprio programma proponendo un messaggio facile, inclusivo, che crea simpatia e adesione. Proprio come per i marchi più importanti".


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Mercoledì 8 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 09-11-2017 17:45

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