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Il Laureato fa 50. Dal romanzo al film: “The sound of silence” dell'America

Katharine Ross e Dustin Hoffman ne Il Laureato

In quel lontano 1963 Charles Webb, allora ventiquattrenne, rileggeva per l’ultima volta il suo manoscritto; l’aveva iniziato pochi mesi prima a bordo piscina al Pasadena Huntington Hotel. Non se la passava troppo bene, ma era soltanto colpa sua, aveva già rifiutato l’eredità del padre medico, un botto di soldi. Ma a lui interessava poco. Lui si sentiva un artista, soprattutto un ragazzo incompreso. Quel manoscritto, che oggi riesce edito da “Mattioli 1885” lo intitolò “Il laureato”; due anni prima Webb si era diplomato al Williams College nella sua California.
 

 

In quel ‘63 Il Laureato arrivò nelle librerie d’America e dentro c’era tutto, ma proprio tutto quel ‘63 davvero infame per gli States e non solo: il 28 agosto Martin Luther King urlava il suo “I have a Dream” al Lincoln Memorial e tre mesi dopo, il 22 novembre, John Fitzgerald Kennedy, il Presidente della Frontiera, del Sogno, veniva assassinato a Dallas. Contemporaneamente, Benjamin Braddock, quel borghese ventunenne, il Laureato di Charles Webb, prima di incontrare la splendida e arrogante e alcolizzata e fedifraga Mrs. Robinson, versava già in stato catatonico; era la maschera della depressione a stelle e strisce e parlava al padre così: «Gente semplice. Voglio gente semplice e onesta che non sappia nemmeno leggere o scrivere il proprio nome. Voglio passare il resto della mia vita con questa gente...Contadini, camionisti. gente qualunque che non possiede grandi ville. Che non ha la piscina». Insomma Benjamin era un depresso rivoluzionario.

Quel virgolettato, quattro anni più tardi nel ‘67, gli sceneggiatori e il regista Mike Nichols lo cancelleranno nel loro “Il Laureato” anche se praticamente il romanzo di Charles Webb venne trasposto per il grande schermo esattamente come una sceneggiatura: copia e incolla. Perché? Per il semplice motivo che in quei quattro anni, dal ‘63 al ‘67, l’America non aveva più bisogno del rivoluzionario Benjamin Braddock: la contestazione dei giovani esplodeva nei campus universitari, nuotava non più nella piscina di Ben ma nel mare del Peace and Love, per le strade del mondo. 

BORGHESI
Quelli ancora “down”, invece, erano rimasti gli adulti borghesi, le Mrs. Robinson e i papà e le mamme Braddock di turno. Annaspavano: e questo assoluto, ingovernabile nichilismo il romanzo di Webb lo fa respirare al lettore: «Ben, ti sei fatto un’idea romantica della vita» risponde Mr. Braddock a suo figlio «Non siamo veri, noi?» ma è una domanda retorica visto che la risposta la troveranno Mike Nichols e i suoi nel film, affidando a quei due splendidi ragazzi, Paul Simon e Art Garfunkel, la chiave per la quadratura del cerchio, The Sound of Silence: “Salve oscurità, mia vecchia amica/ho ripreso a parlarti ancora/perché una visione che fa dolcemente rabbrividire/ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo/e la visione che è stata piantata nel mio cervello/ancora persiste/ nel suono del silenzio”.

Oggi, a 50 anni esatti dall’uscita nelle sale de Il laureato, probabilmente è di nuovo “The sound of silence” a risuonare nelle orecchie degli americani: nessun dialogo ma alte muraglie. Il suono del silenzio. Charles Webb, da vero artista, l’intuizione di questa resa incondizionata l’aveva colta al volo già allora: Mrs. Robinson è a letto con Ben in uno degli innumerevoli incontri d’albergo e lui le fa: «Non vorrei interrompere il corso dei suoi pensieri, ma non crede che potremmo fare un pò di conversazione? Le nostre conversazioni non mi sembrano troppo vivaci, non crede?» e la signora Robinson replica scocciata e depressa: «Già».

La vera rivoluzionaria è un’altra. Si chiama Elaine, Elaine Robinson, la splendida figlia della Signora alcolizzata e perduta. Irrompe nella vita di tutti a metà romanzo, nel film poco prima, col volto sublime di Katharine Ross. Lei è già oltre; lei non studia a Pasadena ma in quella Berckley cuore pulsante della contestazione. Lei è una pulita senza troppi casini per la testa. Elaine allontanata e poi amata da Ben come l’ultimo sogno possibile. Elaine che nel romanzo offre a Benjamin Braddock l’unica soluzione possibile: «Vai in giro per il mondo…L’Africa, l’Asia. Uno di quei continenti…Ma non sarebbe emozionante? Visitare terre così diverse dalla nostra e conoscere popoli tanto diversi e così via?». 

LA PROMESSA
Charles Webb mantenne la promessa, come la sua Elaine che fugge davanti all’altare e assesta l’ultimo schiaffo all’America puritana. Webb si fece bastare i 20 mila dollari che gli sganciarono per la trasposizione del suo romanzo; si sposò con Eve, un’artista con la quale vive da quasi cinquant’anni, non più da sposati ma da divorziati come atto d’accusa contro la mancanza di diritti per le unioni omosessuali negli Usa. Charles ed Eve, che rimandarono al mittente i regali ricevuti per le nozze; Charles ed Eve con due figli in giro per il mondo; Charles ed Eve che hanno venduto le quattro case ottenute come lascito familiare e hanno vissuto da poveri, cuoco, donna delle pulizie, raccoglitore di frutta…

Sarebbe bello pensare che siano proprio loro due Benjamin ed Elain, quando salgono su quella corriera che li porta via, alla fine, sulle strade d’America. E la macchina da presa resta fuori ad osservare.


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Sabato 17 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 21-06-2017 15:01

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