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Parigi, da clochard ad autore di best-seller. La storia a lieto fine di Jean-Marie Roughol

Parigi, da clochard ad autore di best-seller. La storia a lieto fine di Jean-Marie Roughol

Jean-Marie Roughol viveva da clochard per le strade di Parigi, chiedendo l'elemosina nei pressi degli Champs-Élysées. Ogni giorno era uguale all'altro. Un incontro casuale ha cambiato il suo destino, rendendolo uno scrittore di best seller.

Era ai margini della strada, come di consuentudine, quando si avvicinò a lui in bicicletta Jean-Louis Debré, ex ministro degli Interni e ex presidente dell'Assemblea Nazionale della Francia. Come ha raccontato Roughol al programma Outlook della Bbc: "Stavo conversando con Debré, quando ascoltammo i commenti di alcune persone che dicevano: 'Guarda, é Jean-Louis Debré che sta parlando con un mendicante'". Il tono dei commenti non piacque per niente al politico che reagì con una proposta che avrebbe cambiato per il sempre la vita di Roughol. Debré cambiò espressione del volto e gli propose: "Jean-Marie, che ne pensi di scrivere un libro sulla tua esperienza? Così le persone vedranno la vita dalla tua prospettiva. Lo pubblicheremo!" ricorda Roughol.
Il libro, intitolato Je tape la manche: Une vie dans la rue (Chiedo l'elemosina: una vita per strada), ha già venduto 50mila copie.

"Non avrei mai immaginato che il libro sarebbe stato un successo" racconta l'ex clochard. Era la prima volta che Roughol si avventurava nel mondo dell'editoria. "Non cominciai immediatamente. Erano 6 mesi che non toccavo carta e penna. Jean-Louis mi incoraggiava a scrivere quando potevo, poco alla volta. Facevo molti errori, dato che non avevo terminato la scuola. Ma Debré mi diceva: 'Non ti preoccupare, scrivi quello che vuoi e poi io gli do uno sguardo".

Il libro racconta della triste traiettoria che ha condotto Roughol a vivere per strada, che affonda le radici nella sua infanzia, fatta di maltrattamenti, pochi soldi in famiglia e un padre alcolizzato e violento. Senza mai un festeggiamento, Natale non esisteva e nemmeno i compleanni. Da bambino il suo sogno era diventare archeologo, ma dopo tutte le sofferenze subite arrivò anche a pensare al suicidio.

"La prima volta che dormii per strada avevo 19 anni e fu il giorno dopo la fine del servizio militare. Oltre alla lotta per la sopravvivenza, la mia paura era essere derubato. Una notte mi hanno sottratto le scarpe. Per strada, la prima notte non dormi, neanche la seconda, la terza sei così stanco che crolli" racconta Roughol.

Con il successo della sua pubblicazione, oggi, l'uomo ha una casa tutta sua. Dalla solitudine della strada a un appartamento confortevole, il cambiamento non è stato immediato. Roughol ricorda che la prima notte in casa ha preparato una cena gustosa. "Inizialmente, andavo avanti e indietro per l'appartamento, senza sapere cosa fare. Poi decisi di preparare una cena. Quello per me fu un momento incredibile".

Roughol oggi si sta dedicando alla stesura del suo secondo libro, un adattamento dell'opera per il teatro e si augura che la sua storia a lieto fine possa cambiare l'atteggiamento delle persone.



 


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Sabato 22 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 23-07-2017 11:31

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