ACCEDI AL Il Messaggero.it


oppure usa i dati del tuo account

“Resistere è anche un destino”: nel libro di Andrea Catarci una Roma sanguigna e popolare

Andrea Catarci

Avventure e disavventure di due nonni, Vincenzo e Armando, raccontate in una carovana di sere tra familiari e amici, mentre figli e nipoti diventavano grandi, fino a farsi uomini a loro volta, pronti a combattere le loro di battaglie, in nome di quei valori e ideali tramandati di generazione in generazione. Parte da questo bagaglio di storie il libro di Andrea Catarci “Resistere è anche un destino”, di Palombi Editori, che vede protagonisti proprio i suoi due nonni attraverso frammenti di vita ascoltati da chi, negli anni, ha condiviso con loro pezzi di esistenza. A fare da sfondo alla narrazione, la Roma del Novecento, «città sanguigna e popolare ed insieme incline all’obbedienza, metà rivoluzionaria e metà clerico-fascista – spiega l’autore – Una Roma che ha nella contraddizione la sua cifra, che è destinata a rinascere in eterno sulle macerie di saccheggi millenari, quella che nessun barbaro di nessuna età è riuscito e riuscirà a far sparire definitivamente».
 


Attivista per i diritti civili e impegnato politicamente sul territorio, tanto da guidare da Presidente il Municipio VIII (ex XI) per dieci anni, Andrea Catarci, romano doc, decide così di rendere omaggio ai suoi due nonni con un libro che ne ripercorre le vite. Vincenzo, forte, risoluto ed altruista, e Armando, scaltro, intelligente e dotato di istinto organizzativo, sono due figure guida per l’autore, nonostante li abbia persi all’età di dieci anni o poco più: «Se sono combattivo, molto lo devo anche a loro, che hanno saputo trasmettermi l’ambizione a migliorare il condominio ed il mondo. Siamo fatti di radici oltre che di aspirazioni ed ali, siamo come Enea che carica sulle spalle il vecchio padre Anchise mentre trascina per mano il figlio Ascanio. Quella del titolo è una frase bella e vera: resistere e combattere sono anche un destino, oltre che una scelta da rinnovare ogni giorno», spiega l’autore del volume con prefazione di Erri De Luca e postfazione di Massimigliano Smeriglio.

Dal periodo fascista alla Resistenza, dalla Liberazione
ai moti post-bellici per il lavoro e la terra, fino alla battaglia di Porta San Paolo del 1960 ed agli anni ’70, quasi a lambire il contemporaneo, Catarci ripercorre così le vicende collettive delle famiglie di origine, una vissuta nella provincia nord di Roma ed una al centro della città, da Trastevere a Porta Portese fino a Monteverde. E lo fa attraverso una scrittura che ha molto di suggestione e di fascino. Le pagine parlano di anni di lavoro duro dentro cave, cantieri e Mercati Generali, vissuti a torso nudo e sopra i cavalli; ancora, di antifascismo e resistenza, di occupazioni di terre e scontri di piazza, di reclusioni e libertà riconquistate sul campo, di insofferenza per ingiustizie e discipline ottuse, di dimensioni private anche, fatte di delusioni, rabbia, amori, sogni, emozioni e drammi. C’è il Novecento tutto, nelle vite comuni, ed insieme esemplari, di chi lo ha vissuto e di chi ne ha fatto la storia senza lasciare traccia nei libri, in punta di piedi e col clamore relegato al focolare domestico.

Un ambiente che l’autore associa soprattutto alle figure femminili della sua vita: «Le mie nonne sono morte nei primi anni Settanta, troppo presto per lasciare segni diretti su testa e orecchie di un bambino. Nelle chiacchiere sul passato sono generalmente liquidate con riferimenti alla concretezza ed alla perfezione: sono quelle che in silenzio fanno funzionare tutto, che magari usano le maniere forti nell’educazione dei figli, ma che difficilmente sbagliano un colpo», confida l’autore di un libro che nasce dal cuore e dalla paura che quel patrimonio di voci e racconti esclusivamente orali potesse andare perduto. «Infine, la malattia e la morte recente di mio padre Ezio, una delle mie fonti principali, mi hanno dato la forza di continuare a scrivere il libro e oggi sono qua in attesa di poterlo finalmente vedere nelle librerie lunedì prossimo», conclude Catarci.
 
“Resistere è anche un destino” di Andrea Catarci (Palombi Editori, pagg. 223, 14 euro)
 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovedì 6 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 07-07-2017 18:15

Toro Scatenato, il film di Scorsese con De Niro sulla vita di La Motta: la scena del pugno
Video

Toro Scatenato, il film di Scorsese con De Niro sulla vita di La Motta: la scena del pugno

  • Floris: a dimartedì la satira di Gene Gnocchi, ci occuperemo anche di sport

    Floris: a dimartedì la satira di Gene...

  • Gaffe a Miss Italia, Facchinetti confonde Garko con Raoul Bova

    Gaffe a Miss Italia, Facchinetti confonde...

  • L'ex velina Alessia Reato: «Tornerò in tv con un ruolo inedito. Intanto Mikaela goditi Striscia la notizia»

    L'ex velina Alessia Reato:...

  • Abel Ferrara, regista: «Roma non sarà mai come Londra, o Parigi»

    Abel Ferrara, regista: «Roma non...

  • Maltempo a Roma, allagati gli studi Rai della Prova del cuoco: la prima puntata ha rischiato di saltare

    Maltempo a Roma, allagati gli studi Rai...

  • Valeria Golino nei panni di una non vedente: «Così ho imparato a recitare senza usare gli occhi»

    Valeria Golino nei panni di una non vedente:...

  • Torna Tale e quale show, Carlo Conti: «Sanremo? Meglio fermarsi un attimo»

    Torna Tale e quale show, Carlo Conti:...

Prev
Next
COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

CULTURA

CINEMA

TELEVISIONE

MUSICA