Canova, prove d'artista
in mostra a Firenze
Nessuno meglio di lui incarnava l’ideale classico e il recupero, voglioso, dell’antico; nessuno piý di lui era conteso in tutto il mondo: dai papi come dagli zar, dai marescialli di Napoleone come dai nobili e dalle corone dell’intera Europa. Per almeno vent’anni, i suoi ultimi, Canova ¬ę√® stato lo scultore: non ce n’erano altri¬Ľ, dice Antonio Paolucci, il direttore dei Musei vaticani. Le sue statue all’epoca facevano mercato, poi hanno fatto epoca; pochi, in vita, ricevettero altrettanti elogi. Ma dietro ognuna di esse, c’√® tanta preparazione. Il momento in cui scocca il genio non √® quando scolpisce, ma quando disegna, o prepara i bozzetti. Nelle pubbliche collezioni, di lui esistono 20 taccuini: otto, con dieci album, sono custoditi al Museo di Bassano; qualcosa ha regalato al suo segretario Melchior Missirini, abate di Forl√¨; altro √® disperso. Bene: ora Bassano impresta questo suo tesoro (tra i numerosi che possiede, e lo vedremo), a Casa Buonarroti di Firenze: da mercoled√¨ al 21 ottobre, una mostra singolare, ¬ęAntonio Canova, la bellezza e la memoria¬Ľ, (cat. Palombi), a cura di Giulia Ericani, che dirige l’istituto della ¬ęcitt√† della grappa¬Ľ, ed √® organizzata da Metamorfosi.



OPERE RARE



Ci saranno anche il gesso della Venere Italica, nata per la Tribuna degli Uffizi dal 1804 al ’12, con altri progetti sulla sua (ineguagliabile) figura femminile, che discende anche dalle danzatrici di Ercolano: la scultura come ¬ęvera carne¬Ľ, assai sensuale; e l’iter per la tomba di Vittorio Alfieri, che √® in Santa Croce, ed ha mutato sensibilmente progetto lungo il percorso. Ma ci saranno soprattutto loro, i disegni da cui nasceva la prima idea dell’opera, con ¬ęla carica di poesia che in essa vive¬Ľ (Gonzales Palacios); ¬ędisegni e schizzi mostrano senso squisito del movimento, il fascino languido e la grazia voluttuosa che pervadono le sue figure femminili¬Ľ, spiega G√©rard Hubert. Questi tratti sono i cugini maggiori dei bozzetti, fanno intendere ¬ęquali idee avesse, il senso formidabile dei valori plastici; immagini veloci, pensieri espressi con franca immediatezza¬Ľ, diceva Emilio Lavagnino. Per Stendhal, il sommo Michelangelo aveva ¬ędato una sola statua pari al suo genio, il Mos√©¬Ľ.



NUOVO RAFFAELLO



√ą quindi da vedere questa esposizione: mostra il massimo dei talenti proprio nel momento in cui scaturisce, mentre sboccia dalla mente e dal pensiero. Quando Canova se ne andr√†, lo piangeranno come ¬ęil nuovo Raffaello¬Ľ. Pochi non lo amano; tra loro, Roberto Longhi (e chiss√† se si sarebbe pentito), con una stroncatura cos√¨ impietosa che mette pena riportare: Scultore nato morto, il cui cuore √® ai Frari, la mano all’Accademia e il resto non so dove¬Ľ. Una leggenda vuole che la prima opera sia stato un leone, sbozzato nel burro alla mensa di un senatore, a Venezia; a Roma, lavora per tre papi; nella sua Possagno riedifica il Pantheon, che √® il suo sacrario. A Bassano, i disegni (1.800, il massimo fondo di un artista al mondo) finiscono per via ereditaria; il fratellastro Giambattista Sartori riceve il lascito, e li definiva giustamente ¬ępensieri delineati da lapis¬Ľ.



PICCOLI MUSEI



Non √® facile organizzare una mostra cos√¨. Il disegni sono fragilissimi; secondo le regole del Louvre, poi assunte da tutti gli altri musei, perch√© non si deteriorino vanno esposti tre mesi ogni tre anni. Ma un ulteriore pregio di questo evento √® la valorizzazione di un patrimonio assai poco noto. Bassano ospita anche il nucleo pi√Ļ ingente al mondo di opere di Jacopo dal Ponte, detto appunto Bassano; ma fa parte di quell’Italia fantastica, eppure troppo poco conosciuta. Come Casa Buonarroti, sepolta e dimenticata tra leglorie fiorentine, a cominciare dagli Uffizi, anche se conserva i rilievi, le opere della giovinezza, preziosi archivi di Michelangelo. ¬ęAbbiamo organizzato un incontro tra queste due realt√† perch√® vogliamo valorizzare, √® il nostro scopo, i giacimenti, si pu√≤ usare in questo caso la parola, di tanti istituti e luoghi italiani ancora da scoprire per la loro rilevanza¬Ľ, dice Pietro Folena, che presiede l’Associazione Metamorfosi.

Ultimissima cosa: Canova √® anche soprintendente a Roma, in questo erede di Raffaello; altissimo il suo senso civico: dialoga con Antoine-Chrysost√īme Quatrem√®re de Quincy sul modo di mantenere integri i patrimoni e salvare l’Italia dalle spoliazioni. Il Papa lo invier√† a Parigi a recuperare il maltolto: torner√† con 149 tonnellate d’arte. Si lascer√† dire (non si √® mai saputo se da Talleyrand o Vivant Denon) ¬ęAmbassadeur? Vous voulez dire emballeur sans doute¬Ľ, altro che ambasciatore, siete un imballatore. Davvero un grande.
+TUTTE LE FOTOGALLERY DI SPETTACOLI e CULTURA