Damien Hirst torna sulla scena dell’arte
A Venezia una mostra a Palazzo Grassi
Si intitola “Tesori dal Naufragio dell’Incredibile” la nuova doppia mostra che in aprile a Venezia segnerà il ritorno di Damien Hirst sulla scena dell’arte contemporanea: una testa di Medusa in malachite da 4 milioni di dollari, un piccolo oggetto di giada da 400 mila. Un progetto a cui l’artista degli squali e delle pecore squartate in formaldeide ha lavorato per gli ultimi dieci anni. Le mostre, curate da Elena Geuna e parte del ciclo di monografie dedicate a grandi artisti contemporanei - Urs Fischer (2012), Rudolf Stingel (2013), Martial Raysse (2015) e Sigmar Polke (2016) - apriranno al pubblico il 9 aprile, un mese prima della Biennale, nelle due sedi espositive della Pinault Collection: Palazzo Grassi e Punta della Dogana, per la prima volta dedicate entrambe a un singolo artista. «Ha confuso il mercato in passato. Ora dipende tutto dal successo che avrà quest’ultimo lavoro», ha detto al New York Times Marc Porter, presidente della divisione Fine Arts di Sotheby’s, secondo cui Hirst «è stato audace ad affrontare Venezia».
PROGETTO
Il nuovo progetto è un segreto molto ben custodito: secondo i pochi che hanno avuto accesso e ne hanno parlato con il New York Times, «assomiglia a tesori incrostati di coralli che sembrano riemersi dal fondo del mare come fossili della città perduta di Atlantide o da un viaggio del Capitano Nemo». In tutto saranno 250 pezzi di varie dimensioni e cartellino del prezzo. Le mostre rappresentano il terzo affondo di quello che appare un tentativo di rilancio dell’artista dopo l’apertura della Newport Street Gallery a South London nel 2015 e l’annuncio in aprile del «ritorno all’ovile» da Gagosian, la galleria «powerhouse» del mondo dell’arte abbandonata nel 2012. 
Il tutto in un momento in cui il fondatore del movimento dei Young British Artists, famoso per lo squalo in formaldeide da 12 milioni di dollari, tenta un rilancio delle quotazioni. Molti collezionisti sono rimasti con il cerino in mano quando lo stesso Hirst, bypassando i consueti canali, ha invaso il mercato dell’arte di opere con l’asta da Sotheby’s del 15 settembre 2008. Nel giorno del crack della banca d’affari Lehman a New York, l’artista incassò 200 milioni di dollari, ma il risultato fu un surplus di pezzi che provocò un crollo dei prezzi. Un mercato che fino ad ora ha dato scarsi segni di ripresa. 
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