A Montecitorio il Vo(l)to della donna che vota
Dare un volto alla donna che vota. In estrema sintesi questo racconta e descrive la mostra intitolata Vo(l)to di Donna, ideata per celebrare i 70 anni del voto alle donne italiane e allestita fino al 18 gennaio 2017 alla Sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Era infatti il 10 marzo 1946 quando veniva emanato il decreto relativo alle “Norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente” e quelle che oggi si chiamano quote rosa venivano incluse nell’elettorato attivo e passivo.



L’esposizione ad ingresso gratuito si articola in tre sezioni, precedute da un’introduzione dei fattori socio-politici che portarono al voto in Italia. «Un omaggio alla donna - ricorda la presidente della Camera dei Deputati Laura Bordini - e a quelle in particolare che hanno permesso che si arrivasse a questo voto. Dobbiamo essere tutti femministi, in modo da riuscire ad avere uomini e donne con gli stessi diritti». 

La prima è dedicata alle opere di uomini che hanno fatto della donna l’oggetto della propria arte, tra cui Giacomo Balla, Umberto Boccioni,Piero Pizzi Cannella, Mimmo Rotella, Alberto Savinio (autore dello splendido ritratto di Palma Bucarelli del ‘45 prestato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e scelto come immagine-simbolo della mostra), Mario Schifano, Mario Sironi. 

La seconda parte vive di opere di artiste italiane che hanno trasformato il panorama artistico del Novecento e dell’inizio del nuovo millennio come Carla Accardi, Pippa Bacca (artista performativa assassinata il 31 marzo 2008 durante un viaggio in Turchia), Benedetta Cappa Marinetti, Antonietta Raphaël Mafai, Cloti Ricciardi e Grazia Toderi.

Il percorso si conclude con una sezione dedicata a 16 artiste straniere di fama internazionale; le “nuove italiane” arrivate da Venezuela, Iran, Georgia, Senegal, Libia, Argentina, Ucraina, Sudan, Spagna, Australia, Germania, Tunisia, Cina, Giappone e Stati Uniti d’America.
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