Fra ritratti, sculture e marmi: le opere di Giovanni Prini alla Galleria d'Arte Moderna di Roma
Fresca d’apertura, la mostra romana intitolata Giovanni Prini. Il potere del sentimento racconta la vita e le opere di uno scultore, pittore e artigiano genovese divenuto un punto di riferimento nella Roma degli inizi del Novecento. I giovani affamati di arte dell’epoca, come Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Gino Severini, Sibilla Aleramo e Antonio Maraini, frequentavano il salotto di Giovanni Prini (1877-1958) e della moglie Orazia Belsito, che abitavano in una accogliente casa-studio di via Nomentana: ed è proprio da questo salotto che prende il via il percorso espositivo alla Galleria d’Arte Moderna. Visibile fino al 26 marzo 2017 la retrospettiva romana, curata da Maria Paola Maino, espone alcune delle opere più celebri di Prini, come Gli amanti e Le gemelle Azzariti, numerosi ritratti della moglie e altre opere dei suoi giovani amici, tra cui spiccano il Nudo di Cambellotti, l’Autoritratto e la Ragazza in blu di Severini, La moglie di Giovanni Prini di Domenico Baccarini e la Ballerina di Mario Sironi. 
 
 

Da tenere d’occhio anche il quadro Nello specchio di Giacomo Balla, particolarmente affezionato alla coppia, che ritrae l’atmosfera dell’ambito salotto. Si stagliano poi tra le sale della prestigiosa galleria i marmi e i bronzi, le sculture di varie dimensioni e i disegni del protagonista. Tutte queste opere invitano il visitatore a gustare le diverse fasi creative di Prini che ha vissuto, creato e amato dai primi del Novecento fino al boom degli anni ’50.
+TUTTE LE FOTOGALLERY DI SPETTACOLI e CULTURA