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L'Europa antica voluta da Traiano: l'imperatore che seppe riportare gioia tra ai romani

L'Europa antica voluta da Traiano, l'imperatore che piaceva ai romani

“Optimus princeps”, il migliore tra gli imperatori. Marco Ulpio Traiano, ispanico d’origine ed a capo dell’Impero Romano per meriti in battaglia, godeva di questa considerazione tra gli uomini del suo tempo. Ne parlava così Plinio il Giovane, suo contemporaneo, citando il consenso ottenuto da senatori, uomini dell’esercito e popolo. A 1900 anni dalla sua morte, l’esposizione allestita ai Mercati di Traiano dal titolo “Traiano. Costruire l’Impero, creare l'Europa” celebra le gesta di quell’imperatore “che seppe riportare gioia tra i romani” (di nuovo Plinio). In cosa riuscì Traiano meglio dei suoi predecessori e successori, ce lo racconta questo percorso espositivo che mescola archeologia e tecnologia.

 

 


Reperti e multimedialità. Sicuramente le conquiste. Roma sotto il comando di Traiano raggiunse la sua massima espansone: 6,5 milioni di chilometri quadrati, di cui 5 sono i confini attuali dell’Europa. D’altronde era un condottiero, formatosi tra le fila dell'esercito e scelto dall'imperatore Nerva proprio per i suoi successi meritori. Ma l’ambizione di Traiano è andata oltre. Le guerre seminarono prima morte e poi rapporti di pacificazione, mentre la sua politica fece dell’inclusione sociale tra i popoli conquistati, un obiettivo primario. Le basi della futura Europa, non apparato burocratico, bensì simbolo di una convivenza pacifica tra culture diverse, furono gettate proprio da Traiano. Da qui il titolo della mostra.

“Traiano fu un costruttore materiale e simbolico” dice il sovrintendente capitolino Claudio Presicce intervenuto alla presentazione ai Mercati di Traiano “quest’idea di costruzione abbiamo voluta accostarla all’Europa, che nacque secoli dopo, ma che ci restituisce il senso delle sue conquiste. Non sottomissione, ma inclusione”. L'esposizione dunque intende offrire una conoscenza approfondita del personaggio storico, ma in una chiave decisamente pop, sottolinea Lucrezia Ungaro, curatrice della mostra, in cui il termine significa “per tutti, popolare perché non è una mostra per specialisti, pur portando all'attenzione del pubblico materiali straordinari. Abbiamo voluto raccontare la storia, la costruzione dell'Impero avendo ben presenti quali sono oggi i confini legali dell'Europa”.

La mostra alla luce del mondo in cui viviamo, scosso da tensioni sociali e dal terrorismo, acquisisce un significato ancora diverso per questo aggiunge l'assessore alla cultura di Roma Capitale Luca Bergamo “la lezione di Traiano l’abbiamo dimenticata e diamo per scontato quel processo di pacificazione. Dobbiamo leggere gli insegnamenti della storia per comprendere i tempi in cui siamo”. Nelle 7 sezioni in cui è divisa “Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa”, viene dunque evidenziato il piano strategico dell'Imperatore che conquistò terre e popoli, attuando riforme sociali, potenziando le infrastrutture più remote, dosando buona amministrazione e applicando leggi, senza mai dimenticare la capacità di persuasione per accrescere il consenso.

Entrando nel dettaglio della mostra, la prima curiosità. “Il basamento della colonna, che apre il percorso, in realtà è la sua tomba dove si conservano le sue ceneri. La sua fine è connessa con il trionfo postumo. Traiano mori fuori dall’Italia, in Asia Minore, si ammalò e non riuscì a tornare vivo per celebrare le sue vittorie” ci racconta il sovrintendente. Il racconto si sviluppa attraverso statue, ritratti, decorazioni architettoniche, calchi della Colonna Traiana, monete d’oro e d’argento, modelli in scala e rielaborazioni tridimensionali, compresa un App (per Ios e Android) pensata per stimolare l'immaginazione dei cosiddetti “millennials”, in modo da proseguire il percorso anche alla fine della visita.

Tra i pezzi in mostra: le grandi statue del Foro di Traiano che sottolineano il trionfo in Dacia (Romania) e la costruzione della sua immagine di successo già in vita, mentre i combattimenti sono impressi sul fregio della Colonna di Traiano (di cui sono presenti i calchi). Il Traiano privato invece è raccontato dagli splendidi stucchi dorati della villa che l’imperatore fece costruire ad Arcinazzo Romano, simbolo di un lusso privato e discreto. E ancora. I video illustrano al visitatore l'ingegno delle opere infrastrutturali, come i porti di Civitavecchia e di Portus, una vera e propria autostrada fluviale che attraverso il Tevere consentiva di raggiungere la capitale dell'Impero. La fama di Traiano, è giunta fino ai nostri giorni, attraversando incolume il buio del Medioevo. Anzi la sua immortalità fu celebrata anche nel Purgatorio di Dante Alighieri.


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Martedì 28 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 01-12-2017 17:24

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