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A Sanremo le "Parole note" di Enrico Benetta: la mostra e l'omaggio a Tenco

A Sanremo le "Parole note" di Enrico Benetta: la mostra e l'omaggio a Tenco

Le sedie giganti in acciaio corten davanti a Santa Tecla, l’enorme violino in corso Mombello, una grande clessidra bianca davanti al Teatro Ariston. E poi l’omaggio a Luigi Tenco, a 50 anni dalla sua scomparsa: cinque gocce in acciaio mirror, sospese per aria, nella sede del Club dedicato all’artista. Sanremo apre i suoi spazi all’artista Enrico Benetta, quarantenne talentuoso, molto conosciuto in Italia e all’estero, che ha inaugurato proprio nei giorni del Festival della canzone, la mostra dal titolo “Parole Note”. Promotore dell’iniziativa la Galleria Fabrizio Russo di Roma, curatrice Daniela Del Moro.
 

 

«E’ un percorso - spiega Benetta - che si snoda in tutta la città e nei luoghi strategici: due effe davanti alla magnifica struttura liberty del Casinò e che concettualmente rappresentano le fessure dalle quali esce la musica, un violoncello di sette metri in via Matteotti, quattro gigantesche sedie Thonet con i relativi leggii al Santa Tecla intitolate “quartetto d’archi”, cinque gocce in acciaio mirror sospese al Club Tenco in omaggio al grande artista, e per finire la clessidra bianca nell’atrio del Teatro Ariston “Rumore bianco” che rappresenta il momento in cui tutti i suoni si allineano e diventano armonia. Per me - aggiunge l’artista - l’uso delle lettere, tutte rigorosamente del carattere che preferisco, il Bodoni, è una ricerca continua di equilibrio. Bodoni è stato il primo a trovarlo tra caratteri e spazio: l’arte, infatti, è riempire una pagina con le parole giuste, in equilibrio. Mi piace ricreare le lettere e disporle secondo un ordine che deve ispirare serenità, eleganza, stile. Non sono un artista propenso al tormento dell’introspezione ma concettualmente penso che le lettere e le note musicali trasmettano un flusso che arriva dal cuore, che esprime sentimenti e serenità».

Poesia visiva, dunque, la corrente a cui si ispira Benetta, che in dieci anni dal corten è passato all’acciaio e sperimenta sul vetro, con un percorso di crescita importante: «Vorrei che la mia arte suggerisse semplicemente la bellezza, l’eleganza, la naturalezza della condivisione emotiva». Le opere rimarranno in mostra fino a primavera e stanno già riscuotendo un grande successo di pubblico.


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Lunedì 6 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 08-02-2017 14:22

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