ACCEDI AL Il Messaggero.it


oppure usa i dati del tuo account

Terremoto, una mostra sulla Bellezza ferita di Norcia, l'arcivescovo: «Un danno alla nostra storia»

La Basilica di San Benedetto di Norcia (Deisy Valli)

Apre a Siena, nella Cripta sotto il Duomo di Santa Maria della Scala, la mostra LA BELLEZZA FERITA. Norcia, Earth Heart Art Quake. La speranza rinasce dai capolavori della città di San Benedetto: la retrospettiva ha alle spalle lacrime e sangue, ma trasmette una sensazione di speranza. Il 24 agosto scorso un forte terremoto ha colpito il centro Italia: le scosse successive del 26 e del 30 ottobre lasciano Norcia e il territorio circostante in ginocchio.

La Basilica di San Benedetto, la Concattedrale di Santa Maria Argentea e le altre chiese della città sono crollate, ma nessuno smette di rimboccarsi le maniche. La mostra senese, che resterà aperta fino al 29 ottobre 2017, racconta questa pagina drammatica mostrando al pubblico i capolavori che è stato possibile recuperare. Ce ne parla in modo dettagliato l'Arcivescovo di Spoleto e Norcia, S.E. Mons. Renato Boccardo, che ha risposto alle nostre domande.
 

 

Da Norcia ad Aleppo non sono soltanto le anime a soffrire, ma anche il patrimonio culturale, parte integrante della nostra storia. La mostra senese ci mette di fronte alle ferite provocate dal recente terremoto. Quale è il messaggio che la retrospettiva intende veicolare?
Da sempre, quello che noi definiamo “patrimonio d’arte” o culturale, è in realtà il segno tangibile della storia dell’uomo, del suo percorso attraverso il tempo. È la storia dei nostri padri e, nel caso delle chiese e dei siti ecclesiastici, la testimonianza della devozione popolare, dell’amore e della preghiera di chi è vissuto prima di noi ma anche di chi oggi vuole affermare questa fede. Ecco dunque la duplice ferita che colpisce l’uomo: quella alla persona e l’altra, quella che distrugge i segni della sua storia. Andando a visitare i paesi colpiti dal sisma, ho trovato tanti preoccupati più per i luoghi di culto che per la casa: “un’abitazione si ricostruisce – hanno detto – ma la nostra bella chiesa chi potrà restituircela?”.

Quali sono le bellezze perdute per sempre e quali quelle recuperate?
Alcune chiese non potranno tornare come prima e gli affreschi, con esse, sono andati perduti: la basilica di San Benedetto e la Concattedrale di Santa Maria a Norcia, San Salvatore a Campi, Sant’Eutizio a Preci, e così via. Ma ci preme recuperare prima di tutto la serenità degli animi: questa è la preoccupazione più grande e certamente la vicinanza di tanti, che si stanno alternando in questo periodo con il coordinamento della Caritas diocesana e non solo, fa la differenza e abbrevia la strada per questa ‘ricostruzione’.

Come mai è stata scelta come location la Cripta? Come si svolgerà il percorso espositivo?
Tanti, in questo periodo, hanno voluto le macerie del sisma come sfondo per la rappresentazione di presepi: proprio a testimoniare che, come allora, anche oggi Gesù nasce in mezzo a una situazione disagiata e, se vogliamo, lontana dai riflettori. Ci sembra un po’ in sintonia anche questo: nella Cripta, in una zona sotterranea. E la Cripta è intitolata alla Vergine Maria, da sempre potente nell’intercessione presso Dio, soccorso dei cristiani e consolatrice degli afflitti. Mi pare dunque un segno importante.

Quali sono le opere chiave? Quale il loro significato?
Sono tutte opere significative. Certamente, alcune possono essere considerate delle ‘eccellenze’, come la Madonna con il Bambino ed i Santi Spes, Santolo, Fiorenzo ed Eutizio del Pomarancio, proveniente dalla Concattedrale di Norcia; il Crocefisso in legno scolpito attribuito a Benedetto da Maiano e la Madonna col Bambino in marmo del Ferrucci, provenienti dalla chiesa della Madonna della Bianca in Ancarano; ancora, il Trittico di Roccanolfi del XIV secolo, finora custoditi nel museo dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci. Ma la lista potrebbe continuare. Seguendo il percorso, si può percepire il dramma che accompagna la morte, il martirio e la crocifissione, ma anche la maternità di una Maria che abbraccia il suo Bambino e, con lei, la maternità della Chiesa che continua a raccogliere le sofferenze umane e a generare amore.

Ci sono opere che verranno restaurate?
Alcune delle opere esposte saranno restaurate al termine della mostra mentre altre, per le quali già ci sono i finanziamenti, verranno sostituite nel corso di questo periodo.

In un momento come questo pare ci sia bisogno di Monuments Men.
Credo che, senza bisogno di alcun ingaggio particolare, abbiamo già visto all’opera i nostri “monuments men”. Le immagini dei Vigili del Fuoco, degli uomini della Protezione civile, della Soprintendenza, dei Restauratori dei Musei Vaticani, ecc. hanno fatto il giro del mondo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 3 Gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: 05-01-2017 13:56

Paolo Villaggio, Montesano: «Ce ne vorrebbero di uomini come lui»
Video

Paolo Villaggio, Montesano: «Ce ne vorrebbero di uomini come lui»

  • Pavarotti, Nicoletta Mantovani: racconteremo la sua anima

    Pavarotti, Nicoletta Mantovani: racconteremo...

  • LA MUMMIA con Tom Cruise – Secondo trailer italiano ufficiale

    LA MUMMIA con Tom Cruise – Secondo...

  • "Lei non è un uomo...è una merdaccia": il ragionier Fantozzi e la signorina Silvani

    "Lei non è un uomo...è...

  • E’ morto a Roma l’attore Paolo Villaggio

    E’ morto a Roma l’attore Paolo...

  • Fantozzi e la partita di tennis con Filini: «Batti lei»

    Fantozzi e la partita di tennis con Filini:...

  • «Papà, perché mi chiamavano Cita?», Fantozzi con la figlia Mariangela

    «Papà, perché mi...

  • La scena indimenticabile: Fantozzi e la corazzata Kotiomkin

    La scena indimenticabile: Fantozzi e la...

Prev
Next
COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

CULTURA

CINEMA

TELEVISIONE

MUSICA