Dillon, cantautrice e pianista in concerto a Roma
«Non c’è niente di brasiliano nella mia musica e non mi sono mai preoccupata né delle mie origini né di fare una ricetta di ciò che canto, scrivo e suono. Sì, sono nata a San Paolo ventotto anni fa ma a 5 anni mi sono trasferita a Colonia. Vivo e lavoro a Berlino, mescolo elettronica e strumenti acustici con un coro di sedici voci femminili, ma nei miei lavori di ritmi e sapori del Brasile non c’è nessuna traccia»: così si riassume Dillon, ovvero Dominique Dillon de Byington, cantautrice e pianista in concerto stasera a Roma.

«Io suono il pianoforte e provo a mettere insieme elettronica e altri ingredienti con un solo obiettivo: creare atmosfere personali, che è impossibile mettere in una precisa categoria», spiega Dillon. Ha inciso due album, The Silence Kills (tutta elettronica, per l’etichetta della producer Ellen Allien) e The Unknown (secondo capitolo dell'avventura), canta in inglese e tedesco e nei live unisce i brani dei due dischi come se raccontassero la stessa storia.

Innamorata dei Cure, di Lauryn Hill, di Jeff Buckley e di Billie Holiday («Sono cresciuta con i generi che piacevano ai miei genitori, e i dischi di Billie sono parte importante della mia maturazione: Lady Sings The Blues resta uno dei miei pezzi preferiti»), Dillon affronta il suo lavoro in modo a dir poco particolare. Un esempio: quanti dischi ha venduto? «Non ne ho la minima idea, non è un problema che mi riguarda. Io penso solo a fare musica».

Cosa è cambiato per lei negli ultimi tempi? «Ho deciso di avere accanto un coro che faccia da ponte fra me e l’elettronica, un elemento che renda le mie performance più speciali aggiungendo nuove emozioni. Ho frequentato tanti generi, dal rock all’hip hop, ma non potevo restare legata a uno stile, quindi ho costruito quello che sembrava più adatto a esprimere la mia personalità». Ha avuto successo dappertutto, non ve la perdete.
Parco della Musica, sala Petrassi, ore 21

 
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