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Mostro, nuovo album per il rapper: “Ogni maledetto giorno”

Il rapper Mostro

A due anni da “The Illest Vol. 1” il rapper romano Mostro, al secolo Giorgio Ferrario, torna con un nuovo album, “Ogni Maledetto Giorno”. Anticipato a marzo dalla title-track, il cui video ha raccolto oltre un milione e 300 mila visualizzazioni su YouTube, il disco si presenta come un cupo viaggio nella psiche e una prova di maturità lirica e tecnica per l'artista classe 1992, emerso da giovanissimo in duo con LowLow e poi affermatosi da solista.

«Questo disco nasce da un periodo non facilissimo per me, avevo perso delle persone importanti dal punto di vista
lavorativo e sentimentale: per questo tutto l'album suona come un urlo, una corsa verso l'alto», racconta Mostro, che descrive questo come uno dei suoi lavori più personali. Prodotte dal duo Enemies e arricchite da tre featuring (Shiva, Sercho e Jamil), le 12 tracce più 4 bonus track ricorrono a liriche spesso intrise di un senso di riscatto e richiamano un mood oscuro: «Il primo impatto è quello di un disco dark, ma chi mi conosce può trovarci dentro delle risposte: la mia musica serve un pò da catarsi a chi la ascolta, mi piace il grottesco, infilarmi in situazioni nere, di violenza e brutalità, sono realtà che mi piace proporre per dire altro, mai fini a sé stesse».

Un esempio è “Chris Benoit” che parla dell'omonimo campione di wrestling che nel 2007 fu protagonista di un
omicidio-suicidio ai danni della moglie e del figlio: «La sua storia mi permette di raccontare il lato oscuro che si nasconde perfino dentro un eroe». Oltre le lezioni hip-hop di Eminem e Bassi Maestro, il modello dichiarato del rapper non a caso è Charles Bukowski: «Lo adoravo fin dal liceo, mi ha insegnato a trovare la poesia anche nelle situazioni più squallide: grazie a lui ho capito il potere della parola, e il rap per me è prima di tutto scrittura».
Attraverso una poetica hardcore Mostro vuole raccontare di sé: «Non andresti da un regista di horror a chiedere se
squarterebbe una persona: allo stesso modo, quando ad esempio scrivo di suicidio non faccio altro che enfatizzare le parole mentre racconto della mia vita. In questo senso l'hip-hop non può avere mai un messaggio negativo, perché trasforma pensieri anche oscuri in rime, ma la gente è troppo spaventata dalle parole».

Un impatto personale e diretto che si riflette in beat poderosi, talvolta reminiscenti di echi trap, interrotti raramente da ballad come “E fumo ancora” e “Sabato sera”. In attesa di un live che intende riproporre la stessa intensità in un set essenziale, a settembre Mostro girerà l'Italia in un instore tour.


 


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Venerdì 1 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 04-09-2017 10:32

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