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Roma, tutti i concerti dal 9 al 15 ottobre

Procol Harum

 
LUNEDI’ 09 OTTOBRE
 
Rock/I Procol Harum, festa per i cinquant’anni
Nel 1967 il loro splendido A Whiter Shade of Pale fece il giro del mondo e superò i 10 milioni di copie vendute, due anni dopo arrivò il bis con A Salty Dog, che ancora oggi viene considerato uno dei brani più belli e magici che siano mai stati scritti (l’hanno riletto in tanti, in Italia dai Dik Dik a Zucchero), e da allora i Procol Harum, che non hanno mai smesso di fare album (l’ultimo, il diciottesimo, s’intitola Novum, nome che è tutto un programma) e di girare il globo con i loro tour (ma non così spesso), sono una delle band storiche, una vera e propria leggenda del rock.
Anche per loro vale il discorso fatto tempo fa per altri coetanei, come i Marillion: alla faccia delle band giovani e agguerrite continua a essere il momento dei grandi vecchi del rock, di chi (vedi i Rolling Stones) ha sulle spalle decenni di esperienze, dischi e tour. E per averne conferma basta elencare la formazione, che nel tempo ha avuto diverse variazioni ma il cui nocciolo è sempre stato nelle mani del vocalist, pianista, compositore e leader Gary Brooker (londinese nato nel 1945, ora settantaduenne). Al suo fianco ci sono il chitarrista e vocalist Geoff Whitehorn (nato nel 1951, quindi 66 anni), il tastierista Josh Phillips (nato nel 1962), il bassista Matt Pegg (è il più giovane, solo 46 anni) e il batterista Geoff Dunn (del 1961). Fate la somma e per il quintetto il totale delle loro età supera i tre secoli.
 

 


La band britannica, in tour per celebrare il suo cinquantesimo anniversario, non veniva in Italia dal 2010 e festeggia la ricorrenza appunto con Novum, che segue di 14 anni il precedente The Wells on Fire, per non contare Secrets of the Hive del 2007 che però era un’antologia di hit. Il nuovo disco (vista la lunga carriera della band forse bisognerebbe tornare alla vecchia definizione di long playing, o se preferite LP) offre undici brani scritti dai Procol insieme al paroliere Pete Brown (annata 1940, scriveva per i Cream di Jack Bruce) e ha una copertina firmata da Julia Brown che richiama quella originale di A Whiter Shade of Pale del 1967, momento in cui i Procol Harum contribuivano allo sviluppo del giovane progressive rock.
Che cosa vi aspetta? Semplice, musica doc, suonata con tutti i crismi, fatta con arrangiamenti assai difficili da imitare (se non scopiazzandoli) com’erano quelli dei primi tempi, ma adesso con l’aiuto della tecnologia e dei suoni di oggi. All’inizio Gary Brooker aveva un pianoforte, oggi esistono mille tastiere e altrettante sonorità, e tanto vale per gli altri strumenti. Ascoltateli, resterete affascinati anche dopo mezzo secolo.
Parco della Musica, Sala Sinopoli, ore 21
 
 
Rock/Radio Moscow live al Monk
Americani di Story City, Iowa, nati nel 2003 da un’idea di Parker Griggs, vocalist e polistrumentista , i Radio Moscow sono considerati una delle più credibili cult-band dell'attuale revival dello psychedelic rock. Lanciati dieci anni fa da Dan Auerbach dei The Black Keys, ora presentano il nuovo album New Beghinnings, che segue i precedenti dischi, Brain Cycles del 2009, The Great Escape of Leslie Magnafuzz del 2011 e Magical Dirt del 2014. La formazione ha visto diversi musicisti accanto a Griggs, che oggi divide il palco con il bassista Anthony Meier e il batterista Paul Marrone. Aprono la serata e intervengono con i Radio Moscow i finlandesi Kaleidobolt, cioè il vocalist e chitarrista Sampo Kurki, il bassista Marco Menestrina e il batterista Valtteri Lindholm, tutti da Helsinki.
Monk, via Giuseppe Mirri 35, ore 22.30
 
 
Jazz/Morgan, piano e voce a Na Cosetta
Un concerto spaziale: viene definito così l’appuntamento di stasera con Morgan, che offre un live solista per voce e pianoforte, con un repertorio che sarete voi a scoprire, ma nel quale naturalmente non mancheranno i suoi hit.
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
MARTEDI’ 10 OTTOBRE


Techno/Versus Synthesizer di Craig e Tristano
L’americano Carl Craig, dj e producer, è una leggenda vivente della musica techno e ha sempre cercato di rinnovare la definizione del genere di cui è assoluto pioniere facendosi conoscere come un’instancabile sperimentatore e affermandosi come uno dei più importanti punti di riferimento dell’odierna cultura musicale. E sbarca a Roma con il suo ultimo progetto, Versus Synthesizer Ensemble, realizzato con il pianista lussemburghese Francesco Tristano e nato da una primissima esibizione del 2008 presso la Citè de la Musique di Parigi, dove fu accolto da ben cinque lunghissime standing ovation. Sono solo tastiere e sintonizzatori che lui e Tristano, dopo quasi dieci anni di sperimentazioni e rielaborazioni, usano per tradurre nel linguaggio sinfonico e orchestrale le più celebri tracce composte da Craig, con un live in cui cinque musicisti (tra cui lo stesso Tristano al pianoforte) si mettono all’opera per quello che loro chiamano "un nuovo imprevedibile processo di transcodifica".
Parco della Musica, Sala Sinopoli, ore 21
 
 
Jazz/Women Next Door a Le Mura
La vocalist Elisabetta Antonini arriva con il progetto Women Next Door, formazione che con una partecipazione tutta al femminile (con lei ci sono la pianista e vocalist Silvia Manco, la sassofonista Danielle Di Majo e la contrabbassista Federica Michisanti) si ispira alle composizioni e agli arrangiamenti del pianista inglese George Shearing, scomparso nel 2011. Il gruppo, in una Vocal Groove Session, ripropone nello stesso stile di Shearing alcunì dei brani più eleganti del jazz, perle ricche di forza espressiva e di freschezza comunicativa. Per l’occasione le Women Next Door, che hanno inciso il cd usando come titolo il nome della band, saranno affiancate dal batterista Max De Lucia, fedele del jazz classico.
Le Mura, via Porta Labicana 24, ore 22:30
 
 
Latin Jazz/Burgos & Buschini, chitarre dall’Argentina
Due eccellenti chitarristi argentini, Horacio Burgos (chitarra classica, da Buenos Aires ma d’adozione a Cordoba) e Carlos “El Tero” Buschini (chitarra e basso acustico, da Cordoba ma attivo in Italia da un quarto di secolo), giravano da anni il mondo partecipando a concerti, festival e rassegne ognuno per proprio conto, finché un giorno si sono incontrati e si sono detti la classica frase «prima o poi dobbiamo fare qualcosa insieme», intenzione che per varie ragioni raramente diventa realtà. Poi però si sono ancora una volta ritrovati e hanno inciso un album che si muove sui tanti ritmi del loro paese (zamba, milonga, chacarera, gato, tango e così via) e offre una musica suggestiva, che arriva al cuore, semplice, intima, ispirata e rispettosa della tradizione, con l’aggiunta di un tocco molto personale. E stasera propongono il tutto al club romano con il nome di Entreverados.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21.30
 
 
Soul/Doppio live del grande ChesnuTT
Negli Usa lo chiamano The Soul Storyteller, Il Cantastorie del Soul, per il suo modo soft di affrontare la potenza  e i ritmi della soul music: afroamericano di Atlanta, Georgia, annata 1968, Cody ChesnuTT è un talento che viene dall’undergrond, un cantautore, vocalist e chitarrista che ha raccolto l’eredità dell’enorme patrimonio di black e soul cresciuto e maturato nel sud degli States grazie a The Black Crowes, Gloria Gaynor, Brenda Lee, Jessie James, Mother’s Finest, Mary Lou Williams, Kaki King e compagnia. La sua forza? Tradurre in musica, sensazioni ed emozioni le mille sfumature del soul, da quello classico alle sperimentazioni più moderne e elettroniche.
ChesnuTT inizia la carriera dopo essersi trasferito a Los Angeles, dove lavora come compositore e arrangiatore per varie rockband, poi continua come solista, forte della sua perseveranza che pian piano gli ha fatto conquistare un successo mondiale. Nei primi anni duemila scrive molti brani registrandoli col sistema che a quei tempi era definito lo-fi, bassa fedeltà, fatto praticamente in casa su apparecchiature analogiche oggi fuori moda ma ancora amate da tanti musicisti, anche e soprattutto giovani. Nel 2001, all’indomani del millennium bag, incide il doppio album che lo ha reso popolare: grezzo ma sincero e innovativo, The Headphone Masterpiece ha avuto splendide recensioni e ha conquistato le hit parade, mentre il singolo The Seed, una canzone firmata da Cody e arrangiata dalla band hip hop The Roots, è rimasto in radio per mesi e mesi e gli ha fatto finalmente guadagnare il vero grosso pubblico. Da allora, dopo il trascinante groove di quel pezzo, sono arrivati dischi come The World is Coming, Afrobama, Black Skin No Value, finché nove anni più tardi, nel 2012, ha inciso Landing On a Hundred, mix di soul, blues, rhythm & blues e funk che l’ha reso celebre.
Ora ChesnuTT presenta live insieme alla sua band il nuovo e attesissimo album My Love Divine Degree, già anticipato dai singoli Bullets In The Streets and Blood (inciso in duo con il bassista Raphael Saadiq, specialista del neo soul) e I Stay Ready. Oltre a cantare è anche un chitarrista di classe. Il sogno di Cody, alla faccia di Donald Trump sull’accordo di Parigi, è vedere un futuro migliore e un mondo più pulito per tutta l'umanità. Attenzione, è d’obbligo prenotare inviando una mail a eventi@indieforbunnies.com
Unplugged in Monti, Blackmarket, via Panisperna 101, ore 21
 
 
Canzone d’autore/Stefania D’Ambrosio al Parco
La vocalist Stefania D’Ambrosio presenta Immaginaria, nuovo progetto nel quale offre un repertorio che va oltre la canzone prettamente d’autore (da Sting a Fossati, da Morricone a De André e PFM) con sonorità non solo acustiche ma anche elettroniche. Considerata come l’erede artistica di Umberto Bindi, col quale ha collaborato e per il quale continua a realizzare concerti a lui dedicati, è in concerto con Michele Micarelli (tastiere e  arrangiamenti), Corrado Grassoni (chitarre), Marco Perrotti (basso e chitarra), Lorenzo Mastropietro (batteria) e Fabrizio Verduchi (percussioni).
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
 
Cantautori/Alessio Bondì a Na Cosetta
Torna il cantautore palermitano Alessio Bondì con i suoi brani tra blues e folk. Nelle sue canzoni in siciliano racconta anche le atmosfere dell'infanzia, adesso è in tour con il materiale del suo primo album Sfardo e sta finendo di lavorare al nuovo disco che uscirà nel 2018.
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
MERCOLEDI 11 OTTOBRE

Rock/Saint Vitus live al Traffic
Torna a Roma per la seconda volta, una delle band piu influenti dell'hard rock e heavy metal piu oscuro, di matrice Black Sabbath, ovvero i Saint Vitus, storica formazione di Los Angeles che dalla fine degli anni 70 ha influenzato significativamente la nascita di sottogeneri come il  doom metal e lo stoner rock. Questa volta alla voce ci sarà Scott Reagers, cantante membro della primissima formazione: era presente nei primi due storici album, poi ha lasciato il gruppo ma adesso è tornato, anche se non si sa quanto resterà in scena. L’attuale formazione vede sul palco il chitarrista Dave Chandler, il bassista Mark Adams, il batterista Henry Vasquez e il vocalist Scott "Wino" Weinrich. Hanno tutti facce da galera ma quando suonano sembrano angioletti, un po’ incazzati ma angioletti, e picchiano fortissimo.
Traffic Live, via Prenestina 738, ore 21
 
 
Rock Pop/Gli R5 da Los Angeles all’Orion
Gli R5, ormai celeberrima rockband di Los Angeles, California, tornano a Roma a due anni di distanza dai loro precedenti successi per presentare New Addictions, il nuovo album che è il seguito di Sometime Last Night e segna una nuova era per il gruppo, che ora si assume un ruolo molto più importante nella scrittura e nella produzione dei brani. Dal 2015 gli R5 sono stati ininterrottamente in tour per portare il loro folle groove pop in tutto il mondo, e fra una data e l’altra il leader Ross Lynch (voce e chitarra) e i suoi fratelli Riker (basso, voce), Rocky (chitarra, voce), Rydel (tastiera, voce) e Ellington “Ratliff” (batteria, voce), hanno lavorato al nuovo materiale, canzoni in grado di raccontare con fedeltà le loro avventure nel mondo. New Addictions riflette la grande passione degli R5 per la musica che si traduce, dicono loro,  «in un grande livello di ricchezza sonora e artistica».
Orion Live Club, viale J. F. Kennedy 52, ore 18
 
 
Jazz Swing/Caravan Balboa con Piji & Emmet Ray
Per tre mercoledì, da stasera al 18 e al 25 ottobre, al club romano si sposano nell'appuntamento Caravan Balboa  il jazz manouche e la danza Balboa, ballo swing nato tra gli anni ‘20 e gli anni ’30 a Orange County, in California. Protagonisti sul palco sono il cantautore Piji e la sua Emmet Ray Manouche Orkestra, band che prende il nome dal personaggio, appunto Emmet Ray, inventato nel 1999 da Woody Allen  per il film Accordi e disaccordi. Con Piji suonano Gian Piero Lo Piccolo al clarinetto, Augusto Creni alla chitarra, Egidio Marchitelli alla chitarra e live electronics e Saverio Capo al basso. Quello del cantautore, visto che tempi e strumenti cambiano, ora si chiama electro swing, e lui lo propone con brani piacevoli e dai testi intelligenti.
Contestaccio, via di Monte Testaccio 65, ore 22
 
 
Rock Blues/I Rival Poets al Big Mama
Prima erano solo la vocalist Angelica Pallone e il chitarrista e vocalist Daniele Bazzani, che suonavano col nome di The Blackbirds i brani dei Beatles, poi è arrivato il mandolinista Lino Muoio e così sono nati i Rival Poets, formazione insolita dal sound molto originale. La chitarra fa da parte ritmica e il mandolino crea tessiture armonico/melodiche, con le due voci di Angelica e Daniele impegnate in armonie vocali.
Big Mama, vicolo S. Franceco a Ripa 18, ore 22
 
 
Jazz/Filastro, Pellini & band al Gregory
Una serata di swing e hot jazz, mix che finalmente è tornato di moda, con il pianista Luca Filastro, il sassofonista Red Pellini e una folta band, con i sassofoni di Giuseppe Ricciardo e Piercarlo Salvia, la chitarra di Gino Cardamone, il basso di Vincenzo Florio e la batteria di Carlo Battisti. La formazione, The Swingkeepers, ha un semplice ed efficace slogan: il jazz per noi è una musica che prima di tutto deve arrivare gentilmente alle orecchie del pubblico, invitandolo a un dialogo e a entrare in un'atmosfera.
Gregory, via Gregoriana 54a, ore 22
 
 
Jazz/ Standards, Originals, Jazz al Parco
Standards, Original, Jazz è la serata in cui tre gruppi presentano le loro produzioni. Il quartetto del sassofonista Stefano Preziosi propone il nuovo album che viaggia negli standards più famosi suonati dagli anni ‘30 in poi, da Cole Porter a Charles Mingus, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Bruno Martino, Jimmy Van Heusen, Ray Noble. Il Role-Play Trio (Nicola Di Tommaso, chitarra; Andrea Colella, basso; Vincenzo Bardaro, batteria; Francesco Fratini, tromba) offre pezzi che sono in equilibrio tra il jazz americano contemporaneo e il respiro europeo. E il Conversation Duo del chitarrista Mino Lanzieri e del pianista Andrea Rea si muove fra brani originali e temi di grandi compositori sudamericani come Antonio Jobim e Carlos Aguirre, dallo swing pulsante dei temi parkeriani alla mistica atmosfera delle ballads di Wayne Shorter.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
 
Jazz/Il progetto di Sade Mangiaracina
La giovane pianista siciliana Sade Farida Mangiaracina è la protagonista di un nuovo progetto prodotto da Paolo Fresu, e lo presenta stasera in prima mondiale con un guest artist famoso, il grande sassofonista nero Greg Osby, americano del Missouri, e un altro musicista world di classe, l'ospite tunisino Ziad Trabelsi (dell'Orchestra di Piazza Vittorio, voce e oud). Al fianco di Sade suonano il contrabbassista Marco Bardoscia e il batterista Gianluca Brugnano.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21
 
 
GIOVEDI’ 12 OTTOBRE
 
Jazz/Ialsaxophone Ensemble a Cotton Club
Una splendida formazione ma al tempo stesso un laboratorio musicale in continua evoluzione, on the road da anni e che vale  assolutamente la pena di ascoltare dal vivo: ecco lo Ialsaxophone Ensemble guidato dall’altosassofonista Gianni Oddi, del quale non si può fare a meno di citare tutti i componenti. Che sono un fiume di sassofonisti, da Marina Acerra a Stefano Angeloni, Mario Biondi, Carla De Virgilio, Giorgio Guarini, Anna Impellizzeri, Marco Macor, Lino Pasqualetti, Massimiliano Perugini, Adriano Piva, Paolo Piva, Tiziano Liburdi, Luigi Martini, Sandro Perelli e Maria Grazia Lanzafame (avete idea del sound che viene fuori da sedici sax?), più il trombettista Cicci Santucci, la vocalist Beverly Lewis, il pianista Antonello Vannucchi, il bassista Stefano Napoli e il batterista Massimiliano Di Cristoforo. Per noi sono ventuno eroi che offrono un jazz da big band energico e ricco di sostanza e di qualità, e meritano una medaglia d’oro.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 21
 
 
Jazz/Irene Serra da Londra all’Alex
La vocalist Irene Serra, milanese di origini siciliane e sarde, ha girato un bel po’ prima di fare base a Londra: trasferita in Danimarca da bambina, tornata in Italia e infine in Inghilterra, si rifà viva in patria per una sera con il suo Isq, quartetto formato da lei, dal pianista John Crawford, dal bassista Richard Sadler e dal batterista Chris Nickolls. Irene, 30 anni, ha una voce definita da All About Jazz «malinconica e straordinariamente espressiva», canta jazz ma anche blues, gospel, pop e bossanova, adora Roberto Benigni, odia Silvio Berlusconi e dal vivo ci sa fare parecchio. Vi basta?
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21.30
 
 
Folk/Naomi Wachira, da Nairobi a Seattle
Un’artista afroamericana nata in Kenya, a Nairobi, e cresciuta a Seattle, dove quattro anni fa è stata premiata come Best Folk Singer: ecco Naomi Wachira, che nella sua vita ne ha viste tante, compresi gli incontri con Tracy Chapman e con la grande Miriam Makeba, e le cui canzoni fondono atmosfere e armonie che attraversano continenti e culture. Dopo African Girl del 2012, Naomi Wachira del 2014 e I Am Because You Are del 2015, presenta il suo ultimo album Song of Lament, i cui ingredienti sono l’amore e la speranza in un momento storico in cui guerre civili, disastri naturali, crisi ambientali e lotte per i propri diritti segnano sempre di più il mondo in cui viviamo. «Sono una ragazza africana, so bene da dove vengo e so cosa voglio diventare»: erano le prime parole di African Girl, la canzone con cui ha conquistato il successo. E in un altro brano spiega di odiare «la violenza travestita dalle ideologie politiche». Insomma, la nostra Naomi, oltre a essere brava, ha le idee molto chiare.
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
VENERDI’ 13 OTTOBRE
 
Jazz/Diana Krall live al Parco
La vocalist e pianista canadese Diana Krall, annata 1964, è già in un tour mondiale che supporta il suo nuovo album Turn up the Quiet, uscito a maggio. Il disco segna il suo ritorno al jazz e alla grande canzone americana (nel cd interpreta e suona undici brani, molti dei quali sono dei classici, come Night And Day, I'm Confessin', Moonglow, Blue Skies) nonché sancisce la sua reunion con il grande Tommy LiPuma (il produttore di molti grossi nomi e di parecchi dischi di Diana), sfortunatamente scomparso a marzo, poco  prima della pubblicazione dell’album. Quella di stasera è una delle due sole serate italiane di Diana, che offre l’esecuzione live dei nuovi brani e una selezione dei suoi successi.
Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, ore 21
 

Jazz/Sivan Arbel, da Israele al Charity
La vocalist israeliana Sivan Arbel, anche compositrice e arrangiatrice,  sbarca a Roma per un live insieme al pianista Enrico Zanisi, il bassista Jacopo Ferrazza e il batterista Valerio Vantaggio. Residente a New York da tre anni, ha studiato nella Rimon School of Jazz & Contemporary Music di Tel Aviv ed è un’interprete di notevole talento che spazia dal jazz tradizionale a quello più moderno, dalla musica contemporanea a quella del suo paese. Il suo primo album è Broken Lines, del 2016, e si è già esibita in Russia e negli Stati Uniti, al Montreal Jazz Festival in Canada e all’International Music Showcase a Gerusalemme.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 

Latin Jazz/Manuel Valera da Cuba
I ritmi e i sapori cubani si fondono con l’improvvisazione del jazz e la giusta dose di rhythm & blues nel trio di Manuel Valera, trentasettenne pianista nato all’Havana e, dal 2000, cresciuto a New York. Ispirato da grandi musicisti come Bill Evans, Chick Corea e Keith Jarrett, Valera ha suonato con tante star, da Arturo Sandoval a Paquito D'Rivera, Brian Lynch, John Patitucci, Horacio "El Negro" Hernandez e Seamus Blake, ha un sound molto personale e arriva in concerto in trio con il bassista Hans Glawischnig e il batterista EJ Strickland.
Alexanderplatz, via Ostia 9, stasera e domani ore 21
 
 
Jazz/La leggenda del pianista al Cotton
Le più belle colonne sonore dei film che hanno fatto la storia del cinema, scritte da compositori storici come Morricone, Trovajoli, Ortolani, Bakalov, Ferrio: sotto la testata La leggenda del pianista sull'oceano le suonano Cicci Santucci al flicorno e il pianista e compositore Luca Ruggero Jacovella, ospite la vocalist francese Clara Simonoviez.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 21
 
 
Blues/Tomaino & band al Big Mama
E’ una bella band quella del vocalist Fulvio Tomaino, bluesman già considerato fra le migliori voci europee: ci sono il sassofonista Carlo Micheli, il chitarrista Luca Casagrande, il tastierista Aidan Zammit, il bassista Francesco Puglisi, il batterista Luca Trolli e le voci di Simona Farris, Francis Alina Ascione e Nicola Gargaglia, e il repertorio del concerto di stasera fruga nella black music e nel rock/pop americano, con brani di Steve Wonder, Huey Lewis, Michael McDonald, John Hiatt, Neville Brothers, Tower of Power, Bill Whiters, Doobie Brothers, Hall & Oates e tanti altri. Roba buona.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 21
 
 
Jazz/Swing con la band di Emanuele Urso
L’appuntamento classico del venerdì è con lo swing di Emanuele Urso, che offre un omaggio a Benny Goodman e Gene Krupa e brani d’annata con gli arrangiamenti originali di Goodman, di Glenn Miller e di Fletcher Henderson. Al suo fianco suonano Giuseppe De Simoni (tromba), Patrizio Destriere (sax), Fabrizio Guarino (chitarra), Adriano Urso (pianoforte), Giuseppe Civiletti (contrabbasso) e Francesco Bonofiglio (batteria).
Gregory’s Jazz Club, via Gregoriana 54a, ore 22
 
 
SABATO 14 OTTOBRE
 
 
Jazz/Nuova veste per le grandi colonne sonore
Si chiama Mo’ Better Movies il progetto che traduce in versione jazz le più coinvolgenti e celebri musiche da film di tutti i tempi, sia del cinema italiano che internazionale: lo fa il trio del pianista Paolo Bernardi, della contrabbassista Flavia Orsini e del batterista Stefano Cicconetti, ai quali si aggiunge per l’occasione il sassofonista Luca Rizzo. Affrontano temi famosi di Morricone, Rota, Cipriani, Piccioni, Trovajoli, nonché composizioni di Harris, Lai, Williams, Blanchard e Bill Conti, classici di varii generi scelti da grandi registi come ideale commento sonoro alle loro immagini,  più altri brani originali. La formazione ha appena finito di registrare il suo secondo cd Mo’ Better Music.
Casa del Jazz, viale di Porta Ardeatina 55, ore 21
 
 
Soul/Lucy Campeti & Band
La vocalist Lucy Campeti frequenta da sempre il soul e la black music. ed è quello che propone insieme alla sua band, ovvero il tastierista Muzio Marcellini, il chitarrista Bruno Marinucci, il bassista Mimmo Catanzariti e il batterista Stefano Marazzi. In scaletta brani di Aretha Franklin, Michael Mac Donald, Ann Peblees, Stevie Wonder, Anastacia, Chaka Khan, Rachelle Ferrell, Marvin Gaye, Janis Joplin.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22


Musica/Saverio Martucci canta Tenco
Saverio Martucci, vocalist e pianista, rende omaggio a Luigi Tenco nel cinquantenario della scomparsa: con Michele Telegramma (chitarra), Carmine Fachiano (basso) e Pasquale Renna (batteria) rilegge le canzoni più note ma anche meno note del cantautore morto nel 1967.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 21
 
 
Show/Greg & Big Fat Band al Parco
Non è la prima volta che Greg, cioè Claudio Gregori, sale sul palco insieme alla Big Fat Band diretta da Massimo Pirone, e oggi alle 18 la partnership si ripete con l'intenzione di offrire uno show degno dei palcoscenici di Las Vegas. Swing all’ennesima potenza e allegria pura sono gli ingredienti del concerto, con Greg nella veste di crooner, in smoking e con un ideale bicchiere di scotch in mano, in un lungo viaggio musicale fra i classici del genere. Nella band del trombonista e leader Massimo Pirone suonano tre trombe, tre tromboni, quattro sax, una ricca sezione ritmica e quattro coriste. Buon divertimento.
Parco della Musica, Sala Petrassi, ore 18
 
 
Cantautori/Non Giovanni a Na Cosetta
Non Giovanni all’anagrafe è Giovanni Santese, cantautore pugliese di Grottaglie, annata 1983, che mescola folk, pop e elettronica. Ha cominciato tre anni fa con l’album Ho deciso di restare in Italia, l’anno dopo è stato finalista alla targa Tenco, e ora è in tour per presentare il nuovo disco Stare bene, dieci brani che parlano di vita e di amore, di stare bene e stare male, di ansia e di stress, della gioia di mettere al mondo dei figli e della paura di crescerli, della follia, della bellezza, della forza di essere umani, insomma della vita di oggi. Ha appena proposto un video del suo nuovo singolo che s’ intitola Dan Brown, anticipa un nuovo album ed è "un inno a chi si adatta e a chi trova il tempo quando il tempo non c’è”. «Non facciamo in tempo a programmare un futuro che dobbiamo già inventarne un altro – dice. -  Siamo sempre di corsa, affannati e assediati dallo stress. Come in un thriller di Dan Brown, corriamo da una parte all’altra, scansiamo asteroidi inseguiti da mostri giganti». Splendida intuizione,  no?
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
Musica/Anna Vinci all’Arciliuto
La vocalist Anna Vinci propone Vincipit, sottotitolo Ricomincio da me, recital nel quale interpreta, con il solido sostegno del pianista Riccardo Biseo, alcuni tra i più famosi brani della tradizione musicale italiana, inglese, spagnola e brasiliana, alternando alle canzoni aneddoti, riflessioni, poesia e un pizzico di tango. In scaletta anche alcune composizioni di Biseo.
Arciliuto, piazza Montevecchio 5, ore 21
 
 
DOMENICA 15 OTTOBRE
 
 
Musica/Stefano Bollani, concerto per piano solo
Quando si parla di Stefano Bollani dire "piano solo" non significa aspettarsi un tradizionale concerto al pianoforte ma un’evento in cui può accadere di tutto, un autentico omaggio all’arte dell’improvvisazione. Non esiste nessuna scaletta, nessun programma a cui aggrapparsi per seguire il succedersi dei brani: lo spettatore è trascinato in un’avventura ogni sera diversa, un viaggio a perdifiato attraverso orizzonti musicali solo apparentemente lontani. Si può passare da Bach ai Beatles, da Stravinskij ai ritmi brasiliani, con improvvise incursioni nel pop o nel repertorio italiano degli anni Quaranta, e in questo vero e proprio flusso di coscienza musicale, il riso e l’emozione si mescolano. Una sola cosa è certa, alla fine del concerto sarà il pubblico a decidere il bis, e lo straordinario Bollani eseguirà diligentemente i pezzi richiesti in un medley imprevedibile in cui il virtuosismo si mescola all’irriverenza. Da non mancare.
Parco della Musica, Sala Santa Cecilia ore 21
 
 
Musica/Concerto Napolide con Erri De Luca
«Chi nato a Napoli si stacca e perde la cittadinanza è Napolide», stabilisce Erri De Luca, voce narrante del Concerto Napolide in cartellone stasera. Con il violinista Marcello Corvino, il chitarrista Biagio Labanca, il contrabbassista Massimo De Stephanis e Fabio Tricomi all’oud, tamorre e mandolino, De Luca offre un viaggio attraverso le bellezze e le contraddizioni di una città che è un posto unico al mondo, con un racconto in musica che trae spunto dal libro intitolato appunto Napolide e da lui firmato. Le musiche, partendo dai grandi capolavori della musica partenopea, ce li restituiscono in una veste inedita. Non resta che lasciarsi accompagnare.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 


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Lunedì 9 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 16-10-2017 00:00

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