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Una rotativa nel cuore del giornale che cambia. Il nuovo Gazzettino sarà in edicola sabato 23 settembre

Una rotativa nel cuore del giornale che cambia. Il nuovo Gazzettino sarà in edicola sabato 23 settembre

Si chiama Kba Commander e arriva da Würzburg, cittadina della Baviera di 125 mila abitanti, più famosa in Europa per essere punto di partenza della Romantische Strasse che sede della Koenig & Bauer, la prima fabbrica al mondo di torchi rapidi nata nel 1817 (200 anni compiuti proprio ad agosto) da Friedrich Koenig e Andreas Bauer. I due, appena tre anni prima a Londra, su una macchina a doppio cilindro a vapore stamparono il Times: grazie alla loro invenzione il quotidiano britannico passò da 3mila a 30mila copie al giorno, consentendo così la diffusione della lettura tra la popolazione inglese.

Da allora la stampa ne ha fatta di strada e la Koenig & Bauer è diventata gruppo leader internazionale del settore. Così, Il Gazzettino per fare un passo determinante verso il futuro ha deciso di bussare alla loro porta. Acquistando la Kba Commander, una rotativa mastodontica di 50 metri per 8,5 di altezza, composta da 5 torri da 80 tonnellate l'una in grado di stampare 80mila copie all'ora in formato 30x44 centimetri.

Ma da qui a farla entrare nello stabilimento di via Torino 110 a Mestre c'è voluto un anno di lavoro a ritmi serrati. Prima uno studio di fattibilità elaborato nell'estate del 2016 con un analisi dei locali dove collocare la Commander, poi una volta capito come lo stabilimento modificato poteva accoglierla, a settembre è stato firmato il contratto d'acquisto.
 



A ottobre gli operai erano già all'opera con i lavori di adeguamento del capannone a lato della vecchia rotativa: demolizioni, nuovi basamenti in cemento armato per reggere il suo peso, nuovi impianti di condizionamento, elettrici, pneumatici e di acqua addolcita-osmotizzata per bagnare le lastre, preparazione della nuova area di spedizione dei giornali.

Un cantiere terminato a marzo, quando grazie a 30 tir (di cui 10 trasporti eccezionali), la rotativa bavarese ha fatto finalmente il suo ingresso nella sede centrale del Gazzettino, a Mestre. A fine giugno la Kba Commander era già montata in tutta la sua imponenza, il tempo di iniziare le regolazione e le registrazioni a luglio e, dopo la pausa agostana, a settembre eravamo già pronti a stampare i numeri zero del nuovo Gazzettino che da sabato 23 settembre troverete in edicola.

La nuova rotativa manda in pensione da giovedì la vecchia Cerruti flexografica (le lastre erano stampate come un timbro), arrivata in via Torino nel 1983 per prendere il posto della precedente Man a piombo acquistata nel 1970. Ora la stampa diventa offset (lastra piana fotografica) e la Commander è totalmente digitale, con i tecnici in grado di intervenire da remoto in Germania in caso di guasti. Nuovo anche il sistema di produzione lastre, grazie a un computer della Kodak che stampa su alluminio le pagine preparate dai giornalisti: con un sistema automatizzato arrivano fin davanti alle 5 torri che stampano 12 pagine ciascuno. In ogni singola torre la carta bianca entra in verticale dal basso, passa in mezzo ai rulli d'inchiostro con le lastre, volteggia per lo stabilimento, viene piegata, tagliata e finalmente ecco nascere Il Gazzettino che tenete tra le mani. Le singole copie, fresche d'inchiostro a colori, finiscono appese a una catena di distribuzione che porta il giornale in un'altra area dello stabilimento, dove vengono rilasciate negli impilatori, impacchettate e poi caricate la notte sui furgoni che porteranno Il Gazzettino nelle edicole.

Se la stampa del giornale è un lavoro meccanico, è la parte tecnologica l'aspetto affascinante della Kba Commander: tutte le torri sono gestite da due pulpiti computerizzati che, grazie a una serie di microcamere all'interno della rotativa, sono in grado di controllare le pagine durante la fase di stampa, mantenendole perfettamente allineate.

A piano terra ci sono le bobine di carta da 1 tonnellata l'una, provenienti da Oslo (Norvegia). Un impianto di condizionamento garantisce un'umidità controllata per non deteriorarle. Si muovono su carrelli e da sole entrano nelle torri, andando ad attaccarsi alla bobina in esaurimento, garantendo così che il processo non sia mai interrotto.
Vi aspettiamo in edicola con il nuovo Gazzettino da sabato 23 settembre.
 


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Martedì 19 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 18:08

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