Rivolta nel centro di accoglienza vicino a Venezia dopo la morte di una donna ivoriana
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Rivolta nel centro di prima accoglienza di Conetta, frazione del piccolo comune di Cona in provincia di Venezia, dopo la morte all'interno della struttura di una donna ivoriana di 25 anni che secondo i migranti sarebbe stata soccorsa con molto ritardo.

La donna, Sandrine Bakayoko, in attesa di una risposta alla domanda di asilo politico, deceduta all'ospedale di Piove di Sacco (Padova), era stata soccorsa dai medici del Suem dopo una telefonata arrivata al 118. All'arrivo i sanitari l'hanno trovata riversa in bagno priva di conoscenza. Subito sono iniziate le manovre rianimatorie e il trasporto al Pronto Soccorso piovese, dove però è arrivata priva di vita.

La giovane donna, come stabilito dall'autopsia, è morta per trombosi. «La causa - ha detto Lucia D'Alessandro, il sostituto procuratore della Repubblica di Venezia a cui è stato affidato il caso - della morte della giovane è stata accertata. Si tratta di una trombo-embolia polmonare bilaterale». Escluse quindi totalmente ipotesi legate a fatti violenti o a malattie virali contagiose.

Le prime luci del giorno sembrano comunque aver riportato la calma all'interno del centro di accoglienza di Conetta. I 25 volontari della Cooperativa che gestisce l'hub, barricati in alcuni container, sono stati fatti uscire. Sale nel frattempo la polemica sui ritardi: la 25enne si sarebbe sentita male, secondo i suoi compagni, verso le 8 di mattina, i soccorsi sarebbero arrivati alle 14. Dall'ospedale di Piove di Sacco fonti sanitarie affermano che l'automedica è partita non appena è giunto l'allarme. La donna si stava facendo la doccia quando si è sentita male. A dare l'allarme sarebbe stato il marito.

La rivolta è scoppiata nel giro di poco all'interno del Centro di accoglienza: 25 operatori  - tra i quali due medici e un'infermiera - si sono barricati dentro gli uffici amministrativi della struttura, intorno a loro i migranti che bloccavano le uscite con falò e muri umani. I volontari sono stati liberati intorno alle due grazie all'intervento delle forze dell'ordine che hanno aperto una trattativa con l'aiuto di un mediatore culturale. Solo in mattinata è tornata la calma. Per ore gli operatori sono rimasti chiusi, senza luce e al freddo, in uno dei container all’interno della struttura.

Solo le prime luci del giorno sembrano aver riportato la calma all'interno del centro di accoglienza di Conetta: i volontari della Cooperativa che gestisce l'hub sono stati fatti uscire. Gli operatori della cooperativa Ecofficina sono stati fatti uscire poco prima delle due. Tra di loro anche due medici e un'infermiera. Si sono allontanati in auto, alcune colpite dai manifestanti. Secondo le prime dichiarazioni tutti stanno bene anche se hanno trascorso momenti di paura quando all'esterno dei loro rifugi molti migranti avevano iniziato a colpire le pareti con bastoni e spranghe. Allo scoppio della protesta si erano chiusi e barricati in alcuni container e negli uffici amministrativi della struttura.

L'Asl ha diramato un comunicato nel quale precisa che «alle ore 12.48 è giunta alla Centrale Operativa dei Suem 118 di Padova una richiesta di soccorso per una giovane donna (25 anni) di nazionalità della Costa d’Avorio, trovata dal compagno riversa in bagno priva di conoscenza, presso il Centro di Accoglienza e Assistenza di cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale, sito in località Conetta del Comune di Cona. Stante la gravità della situazione, la Centrale Operativa attivava, sia l’equipaggio dell’ambulanza di stazionamento nel Comune di Cavarzere, sia l’automedica dell’Ospedale “Immacolata Concezione” di Piove di Sacco. I sanitari giunti tempestivamente sul posto, hanno prontamente iniziato le manovre rianimatorie e trasportato la donna al Pronto Soccorso piovese, dove, purtroppo è arrivata priva di vita».

Cento migranti trasferiti in Emilia Romagna. Il ministro dell'Interno Marco Minniti ha disposto il trasferimento di circa cento migranti attualmente ospitati nel centro di accoglienza di Cona in strutture presenti in Emilia Romagna. Il trasferimento avverrà, come si apprende da fonti della Prefettura di Venezia, domani mattina.
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