Raggi: «Berdini? Troppe interviste, c'è molto da lavorare. La pazienza ha un limite»
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Sul filo della rottura o della ricucitura, Paolo Berdini e Virginia Raggi si sfidano ancora a distanza. Ma il destino dell'assessore all'Urbanistica sarà legato a una 'due diligencè, una verifica sul suo operato, già avviata: lo hanno deciso in serata i consiglieri della maggioranza M5S in una riunione, presente anche la sindaca. Berdini rilancia sul Fatto Quotidiano la battaglia per la legalità a Roma. «Se la Raggi la vuole fare mi troverà al suo fianco», scrive il professore, che individua nel progetto del nuovo stadio della Roma il movente di quella che chiama «una criminosa macchina del fango» mossagli contro.  Il destino in giunta di Berdini continua dunque ad essere appeso a un filo

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La sindaca gli risponde ai microfoni delle tv davanti al Campidoglio: «Lui sa bene che ci sono dei dossier da portare avanti e per senso di responsabilità nei confronti di Roma e dei cittadini dovrebbe farlo». Per poi aggiungere fredda: «La pazienza delle persone ha un limite..». Berdini resta in bilico. «Novità? Le avrete tra qualche giorno», dice il vicesindaco Luca Bergamo. E così sarà. Un sostituto non sembra esserci, ma resta la riserva sulle dimissioni dopo il colloquio molto critico su Raggi con il cronista del quotidiano La Stampa. La maggioranza M5S in Comune si riunisce come ogni settimana e in discussione c'è anche il caso dell'assessore.
 
 


La base M5S nei commenti sui social sembra più schierata per l'allontanamento di Berdini, che ha definito Raggi «impreparata», i suoi fedelissimi «una banda» e «una corte dei miracoli». Oltre a illazioni sulla vita privata. Ma l'assessore al Bilancio Andrea Mazzillo parla del «lavoro che stiamo facendo, tutti insieme, anche con l'aiuto di Berdini». Il capogruppo M5S in Campidoglio Paolo Ferrara dice «ha fatto molte cose positive». Il consigliere regionale M5S del Lazio Davide Barillari posta su Facebook la lettera di Berdini al Fatto. Sullo stadio «Beppe facce votà!» online, chiede con una pagina Fb un consigliere M5S del Municipio VIII di Roma. Oggi l'urbanista di sinistra tenta di uscire dall'angolo in cui lo hanno messo le sue confidenze al giornalista, che ha poi tentato di smentire, sbugiardato però dall'audio del colloquio. Berdini scrive di «una criminosa macchina del fango che non riuscirà a scalfire di un millimetro una vita dedicata alla difesa della legalità e del bene comune». «Sono di fronte a un accanimento mediatico senza precedenti - afferma -. E c'è un perché: la posta in gioco è alta e si chiama Stadio di Tor di Valle», «la più imponente speculazione immobiliare del momento in Europa». «Insieme a una complessiva azione di rientro nella legalità - aggiunge Berdini - che la giunta Raggi, seppur tra incertezze e inadeguatezze, ha portato avanti finora». Anche quando «sono state provocate le dimissioni di due persone d'eccellenza - scrive - come Carla Raineri e Marcello Minenna», capo di gabinetto e assessore al Bilancio andati via 5 mesi fa.

L'assessore ricostruisce ancora una volta il colloquio con il cronista della Stampa, considerato una trappola, e dice: «È evidente che vogliono farmi fuori». «Lo stadio è il banco di prova per fermare blocchi di potere che da sempre difendono la speculazione fondiaria e finanziaria a scapito dei diritti dei cittadini - conclude -. Se la Raggi vuole fare questa battaglia mi troverà al suo fianco. In caso contrario, le mie dimissioni sono già sul suo tavolo». «Continuo a leggere interviste e dichiarazioni - ribatte Raggi -. Sinceramente non so dove trovi il tempo. C'è da lavorare e da lavorare tanto, noi lavoriamo anche fino a notte fonda». Poi la decisione di verificare il lavoro di Berdini. Domani, intanto, nuova riunione sullo stadio.
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