Colosseo, riaffiora l’antico pavimento di Vespasiano
La scena potrebbe essere la stessa di un pellegrinaggio domenicale allo stadio. La folla che raggiunge il Colosseo e si incanala nell’area pedonale recintata che girava ad anello intorno al monumento, alla ricerca dell’arcata giusta corrispondente al settore prescritto dalla “tessera” personale. Una scena che sembra oggi più facile da immaginare, visto che gli archeologi hanno riportato alla luce il pavimento in travertino originario dell’Anfiteatro Flavio. Vale a dire, il lastricato che duemila anni fa costituiva la quota di calpestio della cosiddetta “area di rispetto” del monumento, non altro che la promenade anulare rigorosamente pedonale al servizio del pubblico che doveva entrare al Colosseo per godersi ludi gladiatori e cacce. Siamo nella piazza del Colosseo, sul lato Sud, rivolto al Celio, presso lo sperone Stern e la Porta Libitinaria, dove si spalanca un cantiere mozzafiato, promosso dalla Soprintendenza archeologica di Roma guidata da Francesco Prosperetti, e posto sotto la direzione scientifica della direttrice del Colosseo Rossella Rea.

TRE ANNI DI SCAVI
Il risultato è frutto di tre anni di indagini, che hanno fatto riemergere a circa sessanta centimetri di profondità una sequenza perfetta di blocchi di travertino risalenti al I secolo d.C., cioè all’epopea Flavia del Colosseo sotto Vespasiano e Tito. «Le lastre di travertino hanno una grandezza regolare di circa cinquanta centimetri per quaranta - racconta la Rea - e sono disposte lungo circa trenta metri in modo da disegnare un andamento circolare che sembra seguire in parallelo il perimetro esterno del Colosseo».


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