Nerone ritrova la sua Poppea: scelta la protagonista femminile dell'opera rock
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Dopo quasi duemila anni Nerone ritrova la sua Poppea. Sarà Rita Pilato la protagonista femminile del musical "Divo Nerone" che dal primo giugno 2017 infiammerà Roma con uno spettacolo che ripercorrerà gli anni più controversi dell’Imperatore capitolino tra amori, intrighi e colpi di scena.
 

La giovanissima performer di 27 anni, nata in un paesino della provincia di Taranto, è riuscita a vincere il casting grazie alle sue doti canore e alle sue capacità interpretative di uno dei personaggi chiave della sceneggiatura. Alla serata conclusiva, andata in scena al Teatro Greco di Roma, sono giunte 10 finaliste, selezionate tra le circa 100 candidate che hanno inviato alla produzione video-provini della durata massima di 90 secondi.

I requisiti richiesti erano quelli di rientrare in una fascia di età tra i 18 e i 35 anni, di avere una buona presenza scenica e di conoscere in maniera approfondita la lingua inglese. A scegliere l’affascinante e bravissima artista pugliese è stata la giuria di qualità, composta tra gli altri da Franco ed Ernesto Migliacci, rispettivamente l’autore e il produttore artistico dell’opera e da Gino Landi, regista del musical.

Rita Pilato affiancherà Giorgio Adamo, il volto del giovane Nerone costantemente combattuto tra passioni profonde e atroci delitti, tra l’arte più sublime e i tradimenti più dolorosi, tra gli intrighi di potere e la promessa di salvezza di una nuova religione, in un alternarsi forte e furioso che ha reso la sua vita indimenticabile. I due giovani attori hanno già recitato insieme nel “Giulietta e Romeo live 3D”, con la regia di Claudio Insegno, andato in scena nei maggiori teatri italiani nel 2012. Ma ora sono pronti ad incendiare Roma con un musical che si preannuncia straordinario e con uno sforzo produttivo senza precedenti In Italia.

Solamente una squadra di eccellenze mondiali poteva affiancare un progetto così ambizioso. L’ideazione di Franco Migliacci (2 Grammy Award), le scenografie del premio Oscar Dante Ferretti, l’arredo del premio Oscar Francesca Lo Schiavo, i costumi del premio Oscar Gabriella Pescucci, la regia di Gino Landi e il contributo eccezionale alle musiche di Luis Bacalov, altro premio Oscar, sono la garanzia che il pubblico vivrà un’esperienza indimenticabile nella città eterna.

Il tutto, in una location unica al mondo: la zona della Vigna Barberini che copre la parte della Domus Aurea che insiste sul colle Palatino. E’ proprio qui, infatti, che nel 2009 gli archeologi portarono alla luce i resti della “Coenatio Rotunda”, la leggendaria sala da pranzo della Domus di Nerone che ruotava giorno e notte, imitando i movimenti della terra. Scenografie tridimensionali appositamente ricreate sui luoghi della storia, tecnologie interattive e proiezioni faranno così da sfondo alle pagine luminose e alle ombre della Roma neroniana, raccontata in chiave rock, tra coreografie e canzoni.

Un susseguirsi di emozioni fino al suicidio dell’imperatore romano. Puntandosi il pugnale alla gola la sua ultima frase fu:
«Qualis artifex pereo» ovvero «Quale razza di artista muore con me». Una morte scenica, come una vera rockstar maledetta. Nerone non fu solo in indimenticabile sovrano, fu la prima grande rockstar della storia. “Divo Nerone” racconta i 14 anni che sconvolsero il mondo, quelli del suo regno.
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