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Roma, dai Deep Purple ai Depeche Mode, dai Jethro Tull a Damian Marley: grande Festa per la musica

Deep Purple. mezzo secolo di carriera

Appuntamenti rock pop jazz da lunedì 19 a domenica 25 giugno
 
LUNEDI' 19 GIUGNO
 
Jazz/One Night Trio all'Alex
Live dell'One Night Trio, il trio di una sola notte, ovvero il pianista Daniele Pozzovio, il contrabbassista Gabriele Greco e il batterista Valerio Vantaggio: jazz elegante e scorrevole.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21
 

 


MARTEDI' 20 GIUGNO
 
Jazz/Swing made in Italy
Ladri d'Autore è il quartetto che rivisita i classici dello swing italiano, da Nicola Arigliano a Fred Buscaglione, Natalino Otto, Alberto Rabagliati, Bruno Martino, Enzo jannacci, Sergio Caputo e mille altri protagonisti di ieri ma nche di oggi, il tutto con un sound semplice e suoni poco elaborati per rivivere le atmosfere di una volta: sono il trombettista Adriano Ferrari, il chitarrista Massimiliano Landoni, il bassista Antonio Cognetti e il batterista Guido Benedetti. Oltre a suonare cantano tutti.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21

Just Music Festival
Da oggi al 9 luglio torna il Just Music Festival, che offre a Roma musica e cultura contemporanea con otto giorni di dj set, concerti, performance con i più importanti artisti a livello mondiale. Alla sua terza edizione, il festival divide il suo programma artistico in tre location di grande fascino, cioè l’Ex Dogana, il Museo MAXXI e lo Spazio Novecento, attraversando stili, generi e nazioni per esplorare nuovi contesti e nuove platee. Il programma è vasto e per avere tutti i dettagli la soluzione migliore è andare sul sito: www.justmusicfestival.it

MERCOLEDI' 21 GIUGNO
 
Musica/Festa della musica
Oggi, per la Festa della Musica, ci sono concerti dappertutto. Ve ne segnaliamo qualcuno, ma se volete tutti i dettagli o cercare qualche appuntamento particolare trovate ogni informazione sul sito festadellamusicaroma.it
 
Rock Pop/Cosmo e La Femme a piazza Farnese
Cosmo e La Femme sono le band protagoniste del concerto gratuito offerto dall'Ambasciata di Francia. Cosmo, ovvero il cantautore Marco Jacopo Bianchi, è il volto del nuovo pop, il pop che non ti aspetti, con brani e sound che guardano alla club culture: già leader e fondatore dei Drink to Me, ha raggiunto il successo l'estate scorsa col singolo L’ultima festa, e poi con l'omonimo album. Ha alle spalle un tour di 88 date, tutte sold out. La Femme, che apre la serata, è una cult band francese il cui album di debutto Psycho Tropical Berlin, del 2013, ha spianato ogni strada alla formazione, da un tour mondiale ai brani usati nella promozione di Apple, Renault e Sonos. Guidata dal vocalist e chitarrista Marlon Magnee, con Sacha Got, Clemence Quellenec e Luca Nunez Ritter alle voci e tastiere, Sam Levevre al basso e Noe' Dalmas alla batteriaì, la scorsa stagione era l'opening band del tour dei Red Hot Chili Peppers.
Piazza Farnese, ingresso libero, ore 21

Folk/Lucy Rose al Monk
Quello della giovane cantautrice inglese Lucy Rose è un folk morbido, educato e gentile, frutto di lunghi viaggi (l'ultimo tour l'ha vista per mesi in Ecuador, Perù, Cile, Argentina, Paraguay, Uruguay, Brasile e Messico, e lei lo definisce "un piano un po’ pazzo ma che ha dato risultati molto più fruttuosi di quanto avrei mai immaginato") ma comunque più che solido. E' dall'esperienza del tour che è nato l'album Something’s Changing, inciso in due settimane più due giorni con la partecipazione di Elena Tonra dei Daughter, Marcus Hamblett dei Bear’s Den, Emma Gatrill dei Matthew and The Atlas. Il cd uscirà a luglio ma già girano due singoli, Floral Dresses e Is This Called Home. Il tour è accompagnato da un cortometraggio che racconta il viaggio di Lucy in America Latina.
Monk Club, via Giuseppe Mirri 35, ore 22

Jazz/Multi Cover all'Arciliuto
Per la Festa della Musica la Multi Cover Band rilegge brani di varii autori e esecutori: sono la vocalist Elisa Pezzuto, il chitarrista Maurizio Pierdominici, il tastierista Orlandi Salvitti, il bassista Marco Poverini e il batterista Carlo Bordini.
Arciliuto, Piazza Montevecchio 5, ore 21.30

Jazz/The Saxophone Three   
Tre sax, tre musicisti, tre anime legate alle sonorità blues e jazz che danno fiato alle emozioni più pure dell’avanguardia afroamericana, Ecco The Saxophone Three, ovvero Danielle Di Majo al sax alto, Claudio Martini al sax tenore e Marco Colonna al sax baritono. Nel progetto, figlio del lavoro The Joyful Breath of the Dragon, il trio di sassofoni è lo strumento ideale per composizioni potenti e colorate di blues, nelle quali il jazz è inteso come denuncia e ricostruzione, con uno sguardo alle avanguardie ma rispettoso della grande tradizione.
28 Divino, via Mirandola 21, ore 22

Jazz/World Spirit Orchestra
La World Spirit Orchestra diretta da Mario Donatone è insieme un'orchestra di voci e un coro moderno nato nel 2011 presso la Casa del Jazz e il cui repertorio si muove a 360 gradi fra i generi più diversi, dal gospel di varie epoche al soul, dal jazz alla world music e al pop d’autore. Ha collaborato con Harold Bradley, Linda Valori, Neri Marcorè, Mario Biondi, Hajnal Nemeth, Claudio Boccaccini, Charlie Cannon, Joy Garrison, Cheryl Lewis, Kay Jay Forest, Michael Allen, Herbie Goins e tanti altri musicisti, gli arrangiamenti sono del pianista Riccardo Biseo. Insomma, è un eccellente ensemble che ospita musicisti come Isabella Del Principe, Angelo Cascarano e Roberto Ferrante. Vi divertirete con i suoi impasti vocali.
Biblioteca Leopardi, via Makallè, ingresso nel Parco, ore 21

Jazz/Band per la Festa
Per la Festa della Musica si comincia alle 19 con Sicily Jass - The world’s first man in jazz, documentario sul trombettista Nick La Rocca (guidava la band che un secolo fa incise il primo disco della storia jazzistica) realizzato da Michele Cinque. Poi tocca, nel Parco dalle 20.30, a due folte formazioni: prima al Jazz Oltre Student Ensemble e poi al Jazz Oltre Master Ensemble, con Paolo Damiani come special guest. Giornata lunga e piena di appuntamenti.
Casa del Jazz, viale Porta Ardeatina 55, dalle ore 19

Jazz/Paolo Innarella Quartet
Brani firmati dal sassofonista e flautista Paolo Innarella arrangiati dal quartetto e proposti dal vivo, protagonisti Innarella, Alessandro Gwis (piano ed elettronica), Luca Pirozzi (basso) e Pietro Iodice (batteria).
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21

GIOVEDI' 22 GIUGNO

Rock/L'addio dei Deep Purple
E' l'ultimo tour della carriera degli inglesi e ormai leggendarii Deep Purple: i vincitori della Rock'n Roll Hall Of Fame (si sono guadagnati il posto solo nell'aprile 2016) sono una delle band più rappresentative di sempre e presentano nel mondo, ovviamente insieme a brani storici ai quali sia loro che il pubblico non possono rinunciare, il nuovo album inFinite uscito a inizio 2017. Insieme a poche altre formazioni, i DP sono uno dei gruppi più longevi della rock story: nati a Hertford nel lontano 1968, insieme a Led Zeppelin e Black Sabbath, vengono considerati i principali pionieri dell'heavy metal, anche se già negli anni settanta mescolavano blues, rock and roll, funky, jazz, folk, rhythm & blues, musica orientale e musica classica a quel progressive rock in auge a quei tempi.
Dopo una vita sul palco (la prossima stagione segnerà il loro mezzo secolo di attività) il vocalist Ian Gillan (nato nel 1945 e quindi settantaduenne), il bassista Roger Glover (stessa età), il batterista Ian Paice (69 anni), il tastierista Don Airey (69 anni) e il chitarrista Steve Morse (a 63 anni è il giovane del gruppo) continuano il loro viaggio nell’hard rock senza cambiare strada, nel senso che i testi e le atmosfere degli ultimi lavori sono soprattutto ricostruzioni e sviluppi di un lungo percorso musicale. I Deep Purple erano venuti in Italia parecchie volte nella loro più recente formazione completa e a marzo era sbarcato a Roma Ian Paice (che per inciso è mancino e usa la batteria al contrario, con il charleston a destra e il tom basso a sinista, e ha un modo di suonare strano ma potentissimo) impegnato in un tour europeo con la band guidata dal chitarrista italiano Matt Filippini. Che altro dire dei vecchi ma inarrestabili Deep Purple? Che hanno alle spalle venti album fatti in studio e 35 incisi live, con oltre 120 milioni di copie vendute e altrettante, se non di più, dei bootleg dei loro concerti, e che nonostante la non più tenera età danno ancora diversi punti a formazioni famose ma assai più giovani. Sono l'ennesima dimostrazione del fatto che la qualità non dipende dall'anagrafe ma dalle mille esperienze di un oceano di concerti dati in tutto il globo. Se non ci credete andate a sentirli, resterete sicuramente sorpresi dall'energia accumulata in 49 anni di live e pronta a scaricarsi, benevolmente, addosso a voi.
Palalottomatica, viale Pier Luigi Nervi, ore 21
 
Rock/Michael Kiwanuka al Parco
Inglese di Muswell Hill, un quartiere del nord di Londra, Michael Kiwanuka, 30 anni, nero, origini ugandesi, è un vocalist che si muove fra rock e soul con la giusta dose di psichedelia e ha un modo di cantare che gli ha fruttato paragoni con star come Bill Whithers e Van Morrison. Ha collaborato con tanti artisti, da Adele ai Danger Mouse, è stato nominato due volte ai Mercury Price, è la voce del tema di apertura della serie Big Little Lies. Ha cominciato come chitarrista, finché la sua voce, che altrimenti sarebbe stata confinata dietro lo strumento, è stata notata da Paul Butler dei The Bees e ha dato il via a una nuova carriera. Ora è in tour per proporre il suo nuovo album Love & Hate, entrato subito al primo posto della classifica britannica. "La mia priorità è creare melodie che catturino chi le ascolta. L’unica cosa che chiedo alla gente è molto semplice: ti emoziona?": così Kiwanuka, che offre una black music ricca e coinvolgente, riassume la sua filosofia sia di vita sia musicale.
Parco della Musica, Cavea, ore 21

Pop/Patty Pravo al Gay Village
Un'intervista condotta da Pino Strabioli nella quale racconterà momenti della sua vita e della sua carriera e naturalmente un concerto nel quale proporrà i suoi storici hit e i brani del suo ventiseiesimo album in studio, Eccomi: al Gay Village arriva Patty Pravo, all'anagrafe Nicoletta Strambelli, che alla faccia dei suoi 69 anni è più bionda e pimpante che mai anche in palcoscenico. Con più di 100 milioni di dischi venduti (il singolo La bambola ne ha fatti da solo quaranta), sopravvissuta a ben nove festival di Sanremo, la ragazza che mezzo secolo fa cantava nel Veneto col nome d'arte Guy Magenta e un giorno venne a Roma, andò al Piper Club e fu subito scritturata dalla mente dello storico locale, Alberigo Crocetta (la chiamò Patty Bravo, che diventò subito Pravo, e per anni il grosso pubblico l'ha conosciuta soprattutto come "la ragazza del Piper"), ha alle spalle una vita, come dice lei, senza noia e senza rimorsi. La sua voce ha il fascino di sempre e altrettanto vale per i suoi concerti, e quell'atmosfera di mistero che ancora oggi la circonda è una parte importante del gioco. Ma non aspettatevi niente di banale nel suo show, così come nei brani di Eccomi, selezionati  fra più di 700 proposte e scritti per lei da autori come Tiziano Ferro, Fortunato Zampaglione, Giuliano Sangiorgi, Gianna Nannini, Emis Killa, Samuel dei Subsonica, Zibba, Rachele Bastreghi. Non dimenticate che una serata con lei sul palco può essere tutto ma mai noiosa.
Gay Village, Parco delle Cascate, via delle Tre Fontane 2, Eur, ore 22

Jazz/Giancarlo Maurino 5tet
Composizioni originali e musica ispirata ad alcune tradizioni popolari: è il repertorio del quintetto guidato dal sassofonista Giancarlo Maurino (al tenore e al soprano), in concerto con Danielle Di Majo al sax alto. Roberto Genovesi alla chitarra, Lillo Quaratino al contrabbasso e Carlo Bordini alla batteria.
Arciliuto, Piazza Montevecchio 5, ore 21.30
 
VENERDI' 23 GIUGNO

Rock/Jethro Tull al Parco della Musica
Due anni fa il flautista Ian Anderson, scozzese, 70 anni, è venuto in Italia con uno show nel quale proponeva live gli hit della band e i brani del suo album Homo Herraticus, ma adesso arriva per davvero con la leggendaria formazione dei Jethro Tull, che è nata nel 1967 e quindi festeggia il mezzo secolo di carriera offrendo nel tour il The Best Of, il meglio dei grandi classici del rock che hanno reso celebre nel mondo la formazione. Ecco quindi Anderson (flauto, chitarra, bouzouki, mandolino, armonica, voce) insieme al chitarrista Florian Opahle, al tastierista John O'Hara, al bassista David Goodier e al batterista Scott Hammond, raccontare in palcoscenico la storia di un gruppo che ha alle spalle più di 65 milioni di dischi venduti e piu' di 3.000 concerti in 40 diversi paesi. Per gli appassionati del rock progressive è l'occasione di ritrovare e ascoltare dal vivo brani storici come Aqualung, Thick as a Brick, Locomotive Breath, Bouree, Driving Song, My God, Living In The Past, Pussy Willow, Bungle In The Jungle e così via.
I Jethro, che mescolavano al rock il blues, il jazz e i sapori della musica classica, come poi avrebbe fatto buona parte del progressive di quell'epoca, sono diventati famosi grazie una ricetta insolita, che a fine anni Sessanta offriva come protagonista un flauto anzichè le solite chitarre elettriche che impazzavano dappertutto. «Sono molto orgoglioso di poter suonare la mia musica in ogni parte del mondo davanti a un pubblico variegato come quello che ha la nostra band, senza che ci siano barriere culturali, religiose o generazionali - dice Anderson. - Sappiamo tutti che la musica riesce a superare tutti quei confini che spesso la politica e i politici non sanno oltrepassare, e chi fa il mio mestiere ha quindi il dono di poter parlare di sentimenti comuni a ogni società. In India, negli Usa, in Sudamerica o in Europa abbiamo un rapporto profondo e di reciproco rispetto con chi viene ad ascoltarci, ed è un'esperienza  meravigliosa. Tempo fa eravamo in Turchia, e lì abbiamo dovuto rispettare le loro regole e fermare il concerto quando l’imam chiamava i fedeli alla preghera. Ma l'abbiamo fatto volentieri perché questo fa parte del rispetto che dobbiamo avere dovunque e nei confronti di qualsiasi pubblico». Se non li avete mai sentiti live non perdete questa possibilità.
Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, ore 20

Reggae/Damian Marley a Rock in Roma
Ultimo figlio dell'indimenticabile re del reggae Bob Marley (è scomparso nel 1981, e solo un anno prima aveva dato a Milano uno storico concerto, aperto da Pino Daniele, a San Siro) Damien Marley si sta guadagnando l'eredità lasciata dal padre e da qualche tempo è il leader, insieme al fratello Stephen, della vecchia scuola di musica jamaicana che oggi, dopo un continuo sviluppo, punta sul dialogo fra reggae e hip hop, un po' come ha fatto a Cuba e dintorni il reggaeton. Il ragazzo (si fa per dire, visto che a luglio avrà 40 anni) presenta il suo ultimo album Distant Relatives, inciso insieme al rapper statunitense Nas, che nei live propone insieme a Nas con una coreografia suggestiva: la gigantografia dei loro volti spalla contro spalla, divisi soltanto dal perimetro del continente africano illuminato da led accesi. Tema del disco: le rivolte nel Nord Africa, l’importanza della reazione messa in moto dai ragazzi africani, la disuguaglianza e la povertà, la libertà per i paesi soggiogati.
Postepay Rock in Roma, Capannelle, via Appia Nuova 1245, ore 21

Pop/Pussywarmers dalla Svizzera
I Pussywarmers (nome che è tutto un programma) sono una band svizzera di Lugano i cui componenti parlano italiano ma cantano in inglese, scrivono e suonano i loro brani ma anche le melodie cosmiche di Réka, amica ungherese del gruppo, e usano tanti strumenti, dal banjo al trombone, dalle chitarre Harmony agli organi optigani, cioè dotati di un particolare vibrato. Hanno suonato e suonano ovunque: matrimoni e funerali, club e pub, teatri e musei, feste marinaresche e regate piratesche, festival busker e resort sciistici, ascensori, bagni pubblici, vascelli e rimorchi, come se fossero (e in realtà lo sono) una street band aperta a ogni esperienza. L'ultimo album s'intitola ironicamente My Pussy Belongs To Daddy.
Fanfulla, via Fanfulla da Lodi 5a, ore 22

Jazz/Guarino suona Metheny
Un viaggio fra le composizioni di Pat Metheny con il duo formato dal chitarrista Roberto Guarino e dal tastierista Danilo Riccardi: arrangiamenti e riletture originali e essenziali.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21

SABATO 24 GIUGNO
 
Cantautori/Daniele Silvestri a Rock in Roma
Acrobati, l'ultimo lavoro discografico di Daniele Silvestri uscito l'anno scorso, è un album di gran classe, da ascoltare più volte per gustarne i sapori, le atmosfere, i testi e tanti altri ingredienti, e l'autore e interprete lo racconta così: «E' un disco acrobatico anche per come è nato, da un iPhone pieno di appunti musicali e di idee, che partendo da uno studio di Lecce la scorsa estate ha viaggiato fino a ritrovarsi al chiuso di una sala di registrazione dove si è fatto ascoltare germogliando e facendo germogliare un flusso inesauribile di musica. Jam che diventavano sessioni, armonie, melodie, break che si condensavano in canzoni, musicisti in tondo a suonare ogni nota come se fosse sempre la prima e anche l’ultima, una serie di take fissate su hard disk che davano già il volto a un disco pieno di spunti, di idee, di libertà. Di acrobazia in acrobazia diciotto di queste canzoni si sono fatte avanti e si sono tuffate nel disco iniziando ad abitarlo, e rendendolo in poche settimane quello che è diventato: 74 minuti di musica, un piccolo mondo da esplorare e da ascoltare per quanto sa raccontarci».
Che altro aggiungere a queste sincere, forse intricate ma intriganti spiegazioni? Che Daniele è uno che la musica la sa fare, e molto bene, che la sua creatività è ricca e costante, e che ascoltare dal vivo i brani di Acrobati e le precedenti composizioni del cantautore è un piacere e una sorpresa al tempo stesso. Al suo fianco la band formata da Daniele Fiaschi (chitarre), Marco Santoro (fagotto, tromba), Gianluca Misiti e Duilio Galioto (tastiere), Gabriele Lazzarotti (basso), Piero Monterisi (batteria) e Sebastiano De Gennaro (percussioni e vibrafono) per un appuntamento da non mancare.
Postepay Rock in Roma, Capannelle, via Appia Nuova 1245, ore 21

Brasile/Jim Porto all'Arciliuto
Una serata di musica brasiliana con il vocalist e pianista Jim Porto, autentico virtuoso di quel mix fra ritmi sudamericani e improvvisazione ormai noto come jazz-samba. Jim viene da Rio Grande, la più antica città dello Stato di Rio Grande do Sul, ma vive in Italia da un pezzo ed è ormai un romano d'adizione. Con lui suonano il trombettista Denis Fattori, il bassista Daniele Basirico, il batterista Mauro Salvatore e il percussionista Fabrizio Verduchi. Il suo ultimo album è Live at Blue Note, registrato dal vivo al Blue Note di Milano con il suo trio più, ospiti, Fabrizio Bosso alla tromba e Michele Ascolese alla chitarra.
Arciliuto, piazza Montevecchio 5, stasera e domani ore 21

Pop & Rap/Tornano i Gemelli Diversi
I Gemelli Diversi fra gli anni Novanta e i Duemila hanno segnato la scena del rhythm & blues made in Italy e da qualche tempo viaggiano con eccellenti risultati nel mondo dell'hip hop: i rapper Strano, all'anagrafe Francesco Stranges, e Thema, cioè Emanuele Busnaghi, rileggono i loro successi, da Dammi Solo un Minuto a Mary, Fotoricordo e così via, nonche ì brani degli ultimi album Tutto da capo e Uppercut.
E42, via delle Tre Fontane 5, Eur, ore  Roma

Jazz/Mingo, omaggio a Montgomery
Il chitarrista Nicola Mingo si è sempre ispirato a Wes Montgomery, un grande della storia del jazz che ha seguito le tracce di pionieri della chitarra come Django Rheinhardt e Charlie Christian, e gli rende omaggio con il suo quartetto, ovvero Ettore Carucci al piano, Giorgio Rosciglione al contrabbasso e Andrea Nunzi alla batteria.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21.30

DOMENICA 25 GIUGNO
 
Rock/Depeche Mode all'Olimpico
Trentasette anni di rock, o se preferite di un electro-pop molto elegante e amatissimo dal pubblico, oltre un centinaio di milioni di dischi venduti, un tutto esaurito dietro l’altro ogni volta che fanno un tour, non importa dove: ecco i Depeche Mode, britannici di Basildon, on the road dal lontano 1980, ovvero il vocalist David Gahan (annata 1962), il chitarrista e tastierista Martin Gore (1961) e il tastierista Andrew Fletcher (1961), che ha praticamente la stessa età degli altri ma è arrivato a metà anni novanta. Stasera i DM sono in concerto all'Olimpico, stesso spazio dove 11 anni fa vennero a presentare l’album Playing The Angel. Oltre ai loro successi (da Enjoy The Silence a Master And Servant, Never Let Me Down Again, People Are People, Get The Balance Right, Shake The Disease e così via) proporranno il nuovo album Spirit e brani dei precedenti cd Sound of Universe e Delta Machine. Veri pionieri del pop elettronico, genere che nel 1980 muoveva ancora i suoi primi passi, i DM si sono adattati molto rapidamente alle infinite possibilità offerte dall’elettronica e dalle umtime tecnologie e spiegano di continuare ad affrontare i temi di sempre con una dose sempre maggiore di quell’umor nero che continua a farsi strada nei loro pezzi, firmati da Gore e da Gahan.
Aprono la serata gli Algiers, ottima band di Atlanta, Giorgia, che dal profondo sud degli Usa porta il suo mix di punk-rock e gospel con testi potenti e dal forte contenuto politico: Franklyn James Fisher (voce e chitarra), Lee Tesche (chitarra), Ryan Mahan (basso) e Matt Tong (batteria) si muovono fra rap, soul e industrial e presentano l'ultimo album The Underside of Power. Vi aspetta una serata molto calda.
Stadio Olimpico, Foro Italico, ore 21

Jazz Swing/Todrani al Fonclea
Si chiama Piacere Todrani la band guidata dal vocalist Giulio Todrani, noto come Alan Soul, vero e proprio trasformista capace di passare da uno stile all'altro, dal rhythm & blues al rock, dal jazz al soul (che lui considera "una missione e una fede") o allo swing  con la massima disinvoltura. Tanti anni fa era il leader della band Io Vorrei la Pelle Nera, con la quale si è fatte le ossa la figlia Giorgia, e stasera è in concerto con il sassofonista Ferruccio Corsi, il pianista Stefano Sabatini, il bassista Stefano Nunzi e il batterista Massimo D'Agostino. Roba buona.
Fonclea, via Crescenzio 82a, ore 22


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Domenica 18 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 26-06-2017 15:20

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