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Pirandello, a 150 anni dalla nascita via alle celebrazioni dalla sua casa a Roma

Luigi Pirandello

La scrivania dove nacquero i Sei personaggi. Le grandi vetrate del salotto dove ebbe la notizia del Nobel nel '34. E poi la biblioteca, le fotografie, i ritratti di Marta Abba, la camera da letto dove dormì fino all'ultimo, persino le medicine nel cassetto. Tutto è rimasto come era nella Casa Museo di Luigi Pirandello (28 giugno 1867 -
10 dicembre 1936), sua ultima dimora a Roma, in via Antonio Bosio 13/b, oggi cuore delle celebrazioni per i 150 anni della nascita del drammaturgo.

In programma fino a gennaio, un calendario di mostre, incontri, film e lectio magistralis, curati dall'Istituto di studi pirandelliani e sul Teatro contemporaneo e dal Comitato promotore Pirandello 150, con Andrea Camilleri presidente.
«Per vedere una casa così, a Parigi - dice il presidente dell'Istituto Paolo Petroni - bisognerebbe prenotarsi un mese
prima. A Roma invece le persone conoscono la casa di Goethe, ma qui fino a qualche anno fa era più facile arrivasse un giapponese con la guida in mano, piuttosto che un italiano.Queste celebrazioni sono un'occasione per farla conoscere, oltre che per parlare e mantenere viva la produzione di Pirandello».

«Questo è un paese che non capisce - prosegue Gabriele Lavia, interprete pirandelliano per eccellenza e tra i protagonisti delle celebrazioni - Pirandello è un gigante, probabilmente anche più grande di Shakespeare. Capisce quello che non aveva capito Platone. Ma da noi c'è una grande dimenticanza».

«I 150 anni - concorda il direttore generale per le Biblioteche e Istituti culturali del Mibact, Rosanna Rummo - devono essere l'occasione per andare avanti e non fermarsi a una semplice celebrazione». E allora, dopo la festa a giugno, anniversario esatto dei 150/o, il programma realizzato con il sostegno del Ministero dei beni culturali e turismo (per 100 mila euro), in collaborazione con Cineteca nazionale, Accademia Filarmonica
Romana, Centro sperimentale di cinematografia, Teatro di Roma e Rai Radio3, prende il via il 6 ottobre al Teatro di Villa Torlonia con il Festival Ecco come parla la verità, dall'ultima battuta del Così è se vi pare.

Tre serate a cura di Petroni sul tema centrale nella poetica pirandelliana Verità e Identità con lezioni magistrali di Giorgio Patrizi, Umberto Galimberti, Valerio Magrelli, Remo Bodei, Giancarlo Da Cataldo e Gabriele
Lavia. Si prosegue poi con Il caso Pirandello, mostra curata da Claudio Strinati e Petroni con autografi, tele dipinte dallo stesso Pirandello, foto inedite e costumi (21 novembre-14 gennaio, Teatro di Villa Torlonia e Casa Museo). E poi Pirandello e il cinema, a cura di Amedeo Fag, con i film cui collaborò il Premio Nobel, le pellicole ispirate invece ai suoi lavori e tavola rotonda con Marco Bellocchio e fratelli Taviani (25-29 novembre, Sala Trevi e Casa Museo).

Infine, Mondo di carta, tre serate di letture sceniche delle Novelle per un anno curate da Roberto Antonelli e Adriano De Santis, con introduzioni di Annamaria Andreoli, Antonella Ottai, Giorgio Patrizi. Il 150/o per l'Istituto è stata poi l'occasione per concludere la terza fase del Progetto di digitalizzazione del patrimonio pirandelliano, grazie a Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo. E per riprendere la pubblicazione della rivista di drammaturgia Ariel.
 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 29 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 30-09-2017 19:20

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1 di 1 commenti presenti
2017-09-29 19:33:57
Ma come? Si celebra Pirandello! E Fiano che fa? Non sa che lo scrittore aderí al fascismo subito dopo il delitto Matteotti? Non sa che al Nobel lo candidò la fascistissima Addademia d'italia? Ma insomma, Fiano! Si svegli e faccia subito una nuova legge contro Pirandello.

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