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Grande Fratello Vip, Alfonso Signorini rivela: "Ecco cosa mi ha fatto Giulia De Lellis..."

Grande Fratello Vip, Alfonso Signorini rivela: Ecco cosa mi ha fatto Giulia De Lellis...

ROMA - Non si placano le polemiche dopo lo scontro in diretta tra Alfonso Signorini e Giulia De Lellis, durante la scorsa puntata del Grande Fratello Vip. E dopo lo sfogo social di Andrea Damante, arriva la verità del direttore di Chi: "Ecco cosa mi ha fatto Giulia".

Come riporta il sito Anticipazioni.tv, il giornalista nel corso della sua trasmissione web “Casa Signorini” ha spiegato più diffusamente l'accaduto: "Perché mi sono inalterato? Te lo spiego: perché tu Giulia De Lellis non puoi elencare tra le categorie disgraziate della società i gay e i drogati, perché se la De Lellis avesse detto ‘Io sono ipocondriaca e non voglio condividere la mia sigaretta e il mio bicchiere con nessuno’ io non avrei detto niente. Ma se tu mi citi i gay e i drogati vuol dire che fai delle distinzioni".





E conclude: "Seconda cosa: se tu mi tiri in ballo le malattie e ti riferisci ai drogati e ai gay, ciascuno di noi che cosa pensa, se non all’Aids? Pensiamo al raffreddore? Alla dissenteria? Alla mononucleosi? Direi proprio di no, perché quella per anni è, per retaggio culturale, è stata la malattia degli omosessuali".

Come andrà a finire il "duello" Signorini-De Lellis? Lo scopriremo lunedì con la nuova puntata del Gf Vip.


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Sabato 7 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 08-10-2017 13:44

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4 di 4 commenti presenti
2017-10-08 13:27:14
o è inalberato oppure alterato... inalterato?
2017-10-09 11:27:58
Ma Signorini è un ex-calciatore? O lo confondo con Bettarini?
2017-10-09 12:35:44
Ma perchè dobbiamo sorbirci Signorini?
2017-10-09 19:30:35
per Signorini: AIDS in Italia le categorie a rischio: popolazione Hiv positiva; adolescenti e giovani; minoranze etniche; tossicodipendenti; omosessuali; prostitute; donne in età fertile Popolazione Hiv positiva Gli studi sulla diffusione dell’epidemia indicano che la proporzione di persone con Hiv consapevoli della loro infezione è aumentata e che comunque, la maggior parte dei soggetti sieropositivi continuano ad essere sessualmente attivi dopo aver appreso della loro condizione. I dati sulla presenza di eventuali comportamenti sessuali a rischio in questa popolazione sono contraddittori. Adolescenti e giovani Ancora oggi gli adolescenti e i giovani (con meno di 20 anni) hanno sentito poco parlare di Hiv e Aids. I nuovi interventi di prevenzione devono considerare una specificità nei messaggi rivolti ai due sessi per i quali soprattutto in età adolescenziale, la sessualità assume significati completamente diversi. Secondo le raccomandazioni degli psicologi e alla luce del fatto che l’Aids oggi non è più mortale a breve termine ma costringe a lunghissimi periodi di terapia, è opportuno costruire l’informazione su un messaggio semplice non più basato sul rischi di morte (poco recepito dai giovani) ma sul rischio di sviluppare una malattia cronica e invalidante. Minoranze etniche Dal 1992 ad oggi nel nostro Paese si sono registrati 2.617 casi di Aids tra gli stranieri contro i 46.425 degli italiani. Nella maggior parte dei casi (1.078) si tratta di persone di origine africana, seguiti da stranieri provenienti dall’America (751) e dall’Europa (320) e dall’Europa dell’Est (100). Questo trend è confermato anche per il periodo di diagnosi 2000-2001 con 214 malati provenienti dall’Africa, 75 dall’America, 15 dall’Europa, 20 dell’Est. Tossicodipendenti La distribuzione dei casi di Aids per modalità di acquisizione dell’infezione, evidenzia come più del 60% del totale dei casi sia attribuibile alle pratiche associate all’uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa, anche se la distribuzione nel tempo mostra comunque una progressiva diminuzione dei casi n questo gruppo di persone con comportamenti a rischio. Negli ultimi anni, gli interventi realizzati per questo gruppo bersaglio hanno esteso l’attenzione anche alla prevenzione dell’uso di sostanze “nuove” (“droghe sintetiche” del gruppo ecstasy e analoghi ad azione stimolante) assunte per modalità non iniettive, ma associate, specie con il concomitante uso di alcool, ai comportamenti sessuali ad alto rischio. Omosessuali E’ probabilmente la parte di popolazione più a rischio in cui la prevenzione dell’Aids soprattutto tra i più giovani sembra attraversare una crisi. Alcuni segnali preoccupanti vengono evidenziati dai risultati degli studi sul comportamento sessuale degli omosessuali, che evidenziano un sensibile aumento del sesso senza protezione. Ulteriori elementi di riflessione emergono anche da analisi realizzate su siti internet specifici per questo target, secondo le quali vanno aumentando le pratiche “negotiated safety (sicurezza negoziata) in cui i due partner del rapporto accettano consapevolmente, in determinate situazioni e circostanze di avere rapporti non protetti. Prostitute Questo target è particolarmente vulnerabile rispetto all’infezione di Hiv e secondo alcuni studi realizzati nel nostro Paese specifici sottogruppi del mondo della prostituzione (es.: travestiti/transessuali; donne tossicodipendenti) continuano ad essere particolarmente importanti per la diffusione dell’infezione. - 1 - Donne in età fertile Nell’ultimo decennio la proporzione di pazienti di sesso femminile tra i casi adulti di Aids è andata progressivamente aumentando passando dal 16% del 1985 al 24,2% del 2000. La modalità di acquisizione dell’infezione è per i tre quarti delle donne con Aids, legata a contatti eterosessuali. Le donne eterosessuali che hanno contratto l’infezione senza mai aver utilizzato sostanze stupefacenti sono state normalmente contagiate dal loro partner stabile (nella maggior parte dei casi tossicodipendente) e hanno avuto rispetto alle donne tossicodipendenti meno partner sessuali. Le utilizzatrici di droga sono maggiormente esposte ai comportamenti ad alto rischio di trasmissione. Fonte: Ministero della Salute

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