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“In arte Nino”: nella fiction il Manfredi segreto raccontato dal figlio Luca

Miriam Leone e Elio Germano nella fiction In arte Nino

Elio Germano visto di persona non ha nulla che ricordi nell'aspetto fisico Nino Manfredi, poi lo vedi sullo schermo ed ecco che Saturnino ti si materializza davanti. Non solo nelle movenze, nella voce, nel modo di fumare, in quello sguardo indecifrabile, addirittura quando cammina di spalle. Anche la moglie Erminia (84 anni ma ne dimostra 20 di meno), non può che confermare, come del resto il primogenito Luca che firma la regia del tv movie In Arte Nino, un omaggio a uno dei personaggi simbolo della commedia cinematografica (più di 100 film) e protagonista di numerose fiction e varietà televisivi, ma anche cantante, scomparso nel giugno del 2004, all'età di 83 anni.

In onda su Rai1 lunedì 25 settembre. Una produzione Compagnia Leone Cinematografica (Francesco e Federico Scardamaglia), in collaborazione con Rai Fiction. «Questo - spiega Germano - è un pò come fosse il prequel della saga di Nino Manfredi, per usare un termine di moda al cinema. La parte meno conosciuta di una storia che il pubblico può poi sviluppare da solo andando a vedere i suoi film».

«Senza Elio - sottolinea Luca Manfredi - non credo si sarebbe potuto realizzare, sarebbe stato quasi impossibile. È un attore che mi ricorda nella recitazione mio padre in molte cose. Un orologiaio, ovvero un perfezionista come lo era lui. Elio ha mandato a intervistare i 90enni di Castro dei Volsci, paese di papà per sentire come si parlava ciociaro una volta. Poi abbiamo fatto delle letture. È stato un lavoro meticoloso». Germano firma il soggetto insieme a Dido Castelli e Luca Manfredi, nella stesura della sceneggiatura.

L'attore protagonista aggiunge: «Abbiamo raccontato anche l'approccio alla vita più da italiani. Partire non da cosa si vuole fare da grandi, ma cedere all'aspetto meno edificante per la società. La famiglia voleva che Nino facesse l'avvocato, non certamente l'attore. C'é chi ha vissuto Manfredi come un Geppetto, noi lo abbiamo raccontato come un Pinocchio che cede al paese dei balocchi. Un omaggio al mestiere di attore».

A chi chiede a Germano se ha lavorato molto sulla mimica, risponde: «Il film è pieno di citazioni dei film di Manfredi; abbiamo provato a restituire il tono dei suoi lavori, le caratteristiche della sua maschera. L'impianto del film è teatrale». Ma tiene a dire: «Non mi sono mai sognato di sostituire Manfredi, l'obiettivo era di omaggiarlo».

Il film inoltre parla di come è nato l'amore tra Nino Manfredi e la moglie, l'indossatrice Erminia Ferrari, interpretata da Miriam Leone, al suo fianco per cinquant'anni e madre dei suoi figli. L'attrice fa notare: «Erminia è la dimostrazione che dietro ogni uomo che arriva al successo si nasconde una grande donna. Mi ha rivelato tanti episodi della loro vita insieme che sono stati preziosi per costruire il mio personaggio».

Un ritratto inedito di Nino Manfredi che ripercorre il viaggio di formazione dell'uomo e dell'artista dal 1943, quando sopravvissuto all'esperienza tragica del sanatorio dove entra a 18 anni per tubercolosi ed esce dopo tre, intraprende gli studi all'Accademia d'Arte Drammatica, fino alla soglia del successo, nel 1958, con la partecipazione a Canzonissima: le radici ciociare e gli anni difficili della guerra a Roma, gli studi di legge imposti dal padre Romeo, gli esordi avventurosi da attore insieme all'amico Buazzelli, l'incontro folgorante con Erminia e, finalmente, il grande successo.

Tutto questo è «In arte Nino», il racconto di una vocazione artistica, di un talento speciale, che con i toni divertenti e disincantati della Commedia rappresenta le speranze di un Paese in rinascita. Nel cast Stefano Fresi, Anna Ferruzzo, Duccio Camerini, Massimo Wertmuller, Paola Minaccioni, Leo Gullotta e Giorgio Tirabassi.

La direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta sottolinea: «La qualità di Nino è la sua umanità, il non arrendersi, l'inseguire una passione, l'ironia e il sorriso. Nino è un volto italiano, per lo meno di quello che associamo a un'Italia che usciva dalla guerra e guardava al futuro, decisa a costruire un Paese, ognuno nel suo posto e con la sua responsabilità. Per questo è importante raccontarlo». Sulla controprogrammazione (il 25 su Canale 5 c'è GfVip), Andreatta risponde: «Il lunedì per Rai1 è il giorno per la fiction è il giorno degli eventi. Il nostro compito è quello di fare un'offerta di qualità nel rispetto per il pubblico. Dall'altra parte c'è una rogrammazione agli antipodi». Le musiche di Piovani danno il senso di una favola che è anche la cifra del film e del suo protagonista.


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Venerdì 22 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 29-09-2017 17:14

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1 di 1 commenti presenti
2017-09-26 08:59:59
In genere a me le fiction, non piacciono molto, ma la storia di Manfredi prima del successo mi ha colpito, sia per la bravura di Germano che riesce pur non somigliandoci fisicamente ad "essere" Nino manfredi, sia perchè sono riusciti a rendere il sapore degli anni "ruggenti" a Roma... Bravi.

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