Rai, via Ballarò e 3 donne per i nuovi tg: ecco i nomi
  • 672
Un talk show per ogni rete generalista. Questa la strada indicata da Campo Dall'Orto e Verdelli per la nuova informazione Rai, e anticipata l'altro giorno dal Messaggero. A viale Mazzini si sta già ragionando in dettaglio di chi resterà e invece chi salterà in vista dei prossimi palinsesti.

Per la rete ammiraglia non ci sono dubbi: resta Porta a Porta, rigorosamente in seconda serata. Anche per Raidue si va verso la conferma di Virus, l'appuntamento del giovedì condotto da Nicola Porro. Tirando le somme la sua stagione è positiva, è cresciuto negli ascolti, ha vinto la sfida diretta con Formigli su La7, e schiera gli ospiti due alla volta, particolare da non trascurare, in quanto piace molto ai vertici dell'azienda.

Diverso il discorso per Raitre. Perché qui i talk di fascia serale sono due (Chi l'ha visto? è un programma di cronaca e Agorà va in onda la mattina). Si tratta di Che tempo che fa con Fabio Fazio e di Ballarò con Massimo Giannini. Il primo sta vivendo una stagione più che positiva. Ascolti super, ospiti doc, il conduttore in grande spolvero, pronto a sfidare anche la leggenda Mike Bongiorno con il ritorno del Rischiatutto. Soprattutto: assai appezzato - si sussurra - dall'ad in persona. Morale della favola: intoccabile. Poi se vogliamo aggiungere un particolare, non indifferente, che rafforza la tesi, bisogna dire che sia Fazio sia il neo direttore di Raitre Daria Bignardi appartengono alla stessa scuderia di Caschetto, il super agente dei divi tv. Quindi non si vede il motivo perché la Bignardi debba fare la guerra proprio al compagno Fazio. Sarebbe dunque Ballarò, la vittima sacrificale pronta a essere immolata sull'altare della regola di «un solo talk a rete».
 
INDIZI
Tanti gli indizi. Risultati al di sotto delle attese. Giannini spesso nel mirino per la sua conduzione e per la ormai lunga polemica con Renzi. Un format un po' logoro. Tutte componenti che non depongono certo a favore di una conferma del programma. Non è da escludere una fermata ai box per poi rispolverarlo dopo il restyling. Chi invece è destinato a congedarsi da Viale Mazzini è Giannini, voluto dall'ex direttore Vianello, che potrebbe tornare alla carta stampata.

Poi c'è il sogno che Campo Dall'Orto e Verdelli coltivano per le prossime nomine a capo dei tg, subito dopo le elezioni di giugno. Ovvero quello di avere tre direttori donne nelle testate principali. I tempi non sono imminenti, appunto. E certo non sarà facile scalzare Orfeo dal Tg1. Comunque, chi ha recentemente parlato con l'ad, assicura che il suo desiderio è proprio questo. E di donne pronte alla scalata ce ne sono. I nomi che circolano a Saxa Rubra? Sarah Varetto, Lilli Gruber, Maria Teresa Meli.

Sui futuri programmi ieri è intervenuta anche la presidente Rai. «Io non sono mai per il buttare via tutto, però insomma molti, moltissimi dovranno cambiare», ha detto Monica Maggioni, intervistata a a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24. E rispondendo alle critiche di Carlo Verdelli a Rainwes, diretto fino all'anno scorso dalla stessa Maggioni, «abbiamo lavorato contro tutta la burocrazia dell'azienda», ha detto la presidente. «Ci sono cento persone che fanno 24 ore di televisione, il resto lo fan gli altri. Esperimento straordinario, da lì si può costruire per andare avanti».
+TUTTE LE FOTOGALLERY DI SPETTACOLI e CULTURA