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Televisione, maratone Rai anni 70 alla Fondazione Prada

Mina e Raffaella Carrà in Milleluci (1974). 
(da Mostra Francesco Vezzoli guarda la Rai , courtesy AGI)

 Ci sono i grandi reportage, che portavano il mondo all'interno del tinello di casa attraverso il tubo catodico, e ci sono i mitici sceneggiati che raccontavano la nostra cultura e in parte erudivano. I personaggi più amati come Raffaella Carrà e il grande Sandokan di Kabir Bedi. Li troveremo tutti alla  Fondazione Prada  in  “Maratone TV 70”, sei incontri serali che si svolgeranno al Cinema della sede di Milano ogni venerdì e sabato dall'8 al 23 settembre, in occasione della mostra “TV 70: Francesco Vezzoli guarda la Rai”.

 Le maratone propongono programmi che hanno sperimentato nuove modalità di racconto televisivo - dal documentario d’autore al varietà femminile, dallo sceneggiato di genere al teatro d’avanguardia – e che, a quarant’anni di distanza, mantengono intatte la carica innovativa e la capacità di intrattenimento e approfondimento. Si comincia con uan serie di interviste e documentari realizzati dalla Rai e dedicati ad artisti italiani come Vincenzo Agnetti, Alberto Burri, Eugenio Carmi, Giorgio De Chirico, Renato Guttuso e Mario Merz.

Gli estratti televisivi, selezionati e introdotti dalla curatrice associata della mostra Cristiana Perrella, appartengono a programmi emblematici come Artisti d’oggi (1974) e Come nasce un’opera d’arte (1975) di Franco Simongini, Vidikon (1979) di Anna Zanoli e Biennale Rosa (1975-’76) di Alfredo di Laura. In queste trasmissioni gli artisti si confrontano con le potenzialità e le insidie del mezzo televisivo che li rende per la prima volta visibili al grande pubblico e trasforma il processo creativo all’origine delle loro opere in una narrazione rivolta all’insieme eterogeno dei telespettatori.

Sabato 9 settembre Marco Senaldi, consulente per la sezione dedicata all’arte di “TV 70”, introduce le cinque puntate integrali dell’Orlando Furioso (1975), uno sceneggiato televisivo diretto da Luca Ronconi e tratto dalla celebre opera di Ludovico Ariosto. La versione Rai, adattamento del rivoluzionario spettacolo teatrale del 1969, scritto da Ronconi con Edoardo Sanguineti, traduce l’immaginario fantastico e lo sguardo ironico di Ariosto in un originale prodotto mediatico che unisce il linguaggio televisivo con le sperimentazioni teatrali più radicali.

Venerdì 15 settembre Massimo Bernardini, consulente per la sezione della mostra dedicata alla politica, presenta Chung Kuo, China, un documentario realizzato da Michelangelo Antonioni nel 1972 e trasmesso dalla Rai nello stesso anno. Antonioni racconta la Cina delle fabbriche, dei palazzi del potere, delle campagne e delle metropoli secondo un punto di vista domestico e intimista. Il film, che procura al regista l’accusa di nemico del popolo da parte degli organi di stampa cinesi, racconta un paese lontano dalla mitologia maoista, diviso tra tradizioni millenarie e corsa verso il futuro.

La maratona di sabato 16 settembre riunisce le sei puntate integrali di Sandokan (1976), uno degli sceneggiati più noti della Rai degli anni Settanta, introdotte da Mario Mainetti, curatore associato di “TV 70”. Diretto da Sergio Sollima e interpretato dall’attore protagonista Kabir Bedi, il programma è tratto dai racconti malesi di Emilio Salgari. Considerato dalla critica dell’epoca come una lettura naïf o deformante dell’universo di Salgari, Sandokan riscontrò un notevole successo di pubblico diventando un programma di culto per due generazioni e il primo sceneggiato italiano a essere realizzato con i mezzi di una produzione cinematografica.

Venerdì 22 e sabato 23 settembre “Maratone TV 70” si conclude con “Fenomenologia di Raffaella Carrà”, un palinsesto ideato da Francesco Vezzoli. Proponendo integralmente due varietà come Milleluci (1974) di Antonello Falqui e Ma che sera! (1978) di Gino Landi, l’artista analizza l’evoluzione nel corso degli anni Settanta di una delle icone più popolari della televisione italiana. Milleluci è un varietà in bianco e nero con ritmi e modalità di presentazione tradizionali, ma caratterizzato da una doppia conduzione al femminile, affidata a Raffaella Carrà e Mina, rivoluzionaria per l’epoca. Al contrario Ma che sera! è uno spettacolo musicale a colori che rivela una carica dissacrante e liberatoria, in grado di trasformare Raffaella Carrà in un personaggio ironico e trasgressivo, considerato anche il clima socio-politico italiano degli anni di piombo. L’ingresso a “Maratone TV 70” è gratuito. I titoli di accesso possono essere ritirati alla biglietteria nel giorno della proiezione a partire da un’ora prima dell’inizio dell’evento, fino a esaurimento dei posti disponibili. 


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Venerdì 14 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:44

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