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Addio a Carlo Vanzina, l'Italia raccontata con un sorriso

Domani l'ultimo saluto al regista:
l'Italia raccontata con un sorriso

Carlo Vanzina se n'è andato a 67 anni, prematuramente portato via da un male spietato contro cui ha combattuto con lucidità e coraggio. Il cinema italiano perde un grande regista che, in coppia con il fratello sceneggiatore Enrico, ha raccontato l'Italia e in particolare un'epoca, gli edonisti anni Ottanta e Novanta, attraverso la lente irresistibile della commedia, uno sguardo spesso preveggente, la passione di un artigiano d'altri tempi. E un obiettivo costante: parlare al pubblico.

Carlo ha diretto oltre 60 film autenticamente popolari, tutti successi, tra cui Vacanze di Natale, Eccezziunale veramente, Sapore di mare, Via Montenapoleone, Non si ruba a casa dei ladri. Le sue commedie, sottovalutate dalla critica snob e più che mai miope, hanno radiografato implacabilmente gli anni più smodati della storia recente italiana. Finte bionde, faccendieri arricchiti, tipi beceri, mariti fedifraghi, mogli avide, lussi ed eccessi hanno fatto da scenario alle sue storie che, grazie ai loro incassi stellari, hanno divertito il pubblico e tenuto in piedi l'industria italiana. Vanzina ha lanciato più di una carriera: Renato Pozzetto, Jerry Calà, Diego Abatantuono, Christian De Sica, Carol Alt gli devono tanto. Ma ha anche diretto star internazionali come Faye Dunaway, Matthew Modine, Bo Derek, Rupert Everett oltre al mostro sacro Gian Maria Volonté.

FENOMENI DI COSTUME
La famiglia - la moglie Lisa, le figlie Isotta e Assia, l'adorata Virginie - perde un marito e un padre affettuosissimo. Gli amici e i colleghi rimpiangono un gran signore colto, riservato, generoso. E inconsolabile è Enrico, non solo sceneggiatore ma anche coproduttore di tutti i film del fratello e l'altra metà inscindibile della coppia più unita e prolifica del cinema italiano.

 

Famiglia d'arte, la loro. Il padre era Steno, maestro della commedia. Insieme, nel corso di quattro decenni, Carlo e Enrico hanno intercettato i fenomeni della società e i cambiamenti del costume firmando grandi successi: dopo l'opera prima Luna di miele in tre (1976) Sapore di mare (1983) e Vacanze di Natale che nello stesso anno inaugurò l'era dei cinepanettoni, poi Sotto il vestito niente sul mondo della moda (1985), Yuppies (1986), I miei primi quarant'anni (1987) dall'incandescente biografia di Marina Ripa di Meana, I mitici - colpo gobbo a Milano (1994), A spasso nel tempo (1996), Il cielo in una stanza (1999). E poi, nel nuovo millennio, con cadenza quasi annuale sono usciti South Kensington, Febbre da cavallo-La mandrakata (remake del capolavoro di Steno), Un'estate al mare, La vita è una cosa meravigliosa, Mai stati uniti, Sapore di te, Non si ruba a casa dei ladri ispirato a Mafia Capitale. L'ultimo film, dell'anno scorso, è Caccia al tesoro, omaggio a Operazione San Gennaro.

Ma nella filmografia di Carlo c'è anche posto per le serie tv (Anni '50, Anni '60, Piper, Vip) e prodotti diversi dalla commedia come l'avventura in costume intitolata La partita interpretata nel 1988 da Faye Dunaway («quanti capricci sul set!», raccontava il regista), il nostalgico Pranzo della domenica, il noir Tre colonne in cronaca (1990) con Volonté. «Sembrava un'eresia che fossi io a dirigere un gigante come lui», ricordava Carlo, ma poi ebbe la soddisfazione di vedere il film considerato un cult.

LA CITTÀ
Vanzina era nato a Roma il 13 marzo 1951, l'anno in cui Steno dirigeva a quattro mani con Monicelli il mitico Guardie e ladri, e nella Capitale (ai Parioli) ha sempre vissuto. Con Enrico, divide gli studi al liceo francese Chateaubriand, l'amore per la letteratura, la padronanza delle lingue straniere e un'adolescenza scandita dalla frequentazione dei grandi del cinema. Dai Vanzina sono di casa Totò, Sordi, Monicelli che fa debuttare Carlo sul set come suo assistente: «Mio padre e Mario mi hanno insegnato che la sceneggiatura è tutto», raccontava il regista.
Cinefilo appassionato, vedeva tutti i film andando al cinema da solo nel primo pomeriggio. Spesso, abitudine quasi eversiva nel suo ambiente, telefonava al regista per complimentarsi. Sarà intitolato a Vanzina l'Ischia Global Fest e la Festa di Roma programma un omaggio. Piangono il regista Francesco Totti, Christian De Sica, Massimo Boldi, Fausto Brizzi, Silvio Berlusconi, la sindaca Raggi, l'ex premier Gentiloni, la presidente del Senato Casellati. I funerali si svolgeranno domani alle 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, in piazza della Repubblica. Ci saranno tanti amici, colleghi, fan. Ma il vuoto che lascia un artista gentiluomo come lui, erede schivo della tradizione della grande commedia italiana, è davvero grande.


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Lunedì 9 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 11:10

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