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Asta dei record a New York, quasi un miliardo per la collezione Rockefeller

L'asta di Christie's

Un’asta da tanti record, ma l’agognato target del miliardo di dollari non è stato raggiunto.
La collezione di opere d’arte, porcellane e arredi accumulata nell’arco di una lunga vita dal banchiere David Rockefeller è stata dispersa da Christiès per un totale di 828 milioni di dollari.

Cento per cento di lotti venduti e cento per cento in beneficenza, esattamente come stabilito per testamento dallo stesso Rockefeller, morto l’anno scorso a 101 anni. La volontà di liberarsi di tutto ha fatto sì che alcuni pezzi siano passati di mano a prezzo di saldo: un piccolo Seurat è stato pagato la metà di quello che il banchiere aveva sborsato a suo tempo; ancora peggio per il Boulevard des Batignolles di Pierre Bonnard, stimato tra 800 mila dollari a oltre un milione alla vigilia e battuto per appena 250 mila. Nel 2006 Rockefeller aveva pagato per lo stesso quadro 856 mila dollari.

Detto questo, si sono collezionati primati. L’asta è stata da Guinness per una collezione privata (prima di oggi la vendita "number one" con 443 milioni di dollari era stata quella delle raccolte di Yves Saint Laurent nel 2009) e tra quelle con scopi filantropici. A beneficiare del lascito sono ora 12 istituzioni tra cui il MoMA e la Rockefeller University come specificato dal banchiere amico di Gianni Agnelli.

L’oggetto venduto alla cifra più alta è stato Ragazza con cesto di fiori di Pablo Picasso (115 milioni), ma poteva andare meglio: il soggetto della teenager nuda probabilmente ha frenato le puntate. Subito dietro, con 84 milioni, una tela di Monet raffigurante le sue famose ninfee: è volata in Asia assieme all’Odalisca di Matisse da 80,8 milioni, entrambi primati per i due artisti in un’asta.

Da record anche il cestino da picnic, sicuramente il più caro della storia: donato da re Hassan del Marocco, contiene bicchieri color rubino col monogramma del sovrano e un servizio completo per 12 in interno foderato di cuoio rosso. Stima di partenza, 5 mila dollari, saliti a 212.500 sotto il martello del battitore.

Bilanci a cose fatte? Christie's e le charities sono soddisfatti, il critico del New York Times ha storto il naso. La raccolta Rockefeller aveva, a suo giudizio, il sapore del bel tempo andato, ecco perché alla fine non ci sono stati i fuochi di artificio. «Non compravano per investimento, ma per circondarsi di cose che gli piacevano», ha detto il gallerista londinese John Whitehead a proposito del gusto un pò d’altri tempi di David e della moglie Peggy. E c’è chi ha fatto notare che, se avessero investito 800 dollari in un Jackson Pollock negli anni ‘50 anziché spendere in vasi di Sevres, gli incassi di questa settimana da Christiès sarebbero stati di ben altro profilo.


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Sabato 12 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 14-05-2018 08:30

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