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Addio a Babar, il disegnatore del mitico elefantino mette la matita nel cassetto

Addio a Babar, il disegnatore del mitico elefantino mette la matita nel cassetto

Addio a Babar, l'elefante più elegante del mondo. A 92 anni suonati, il suo creatore Laurent de Brunhoff che sette decenni fa ha ereditato il marchio dal padre Jean, ha deciso di rimettere per sempre la matita nel cassetto. Nato a Parigi sette anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, l'anziano de Brunhoff ha pubblicato oltre 50 libri di Babar, molti in coppia con la moglie americana, Phyllis Rose. Ma adesso, dopo 32 anni di vita oltreoceano e dopo aver completato l'ultimo volumetto della serie «Babar a Parigi», il papà (o, sarebbe meglio dire, il fratello maggiore dell'azzimato elefantino) ha deciso che è ora di dire basta.

Babar, uno dei tre o quattro personaggi più popolari della letteratura per l'infanzia e con il Piccolo Principe il più duraturo tra gli eroi francesi per bambini, è stato creato da Jean de Brunhoff nel 1931 con «La Storia di Babar»: un giovane elefante vede la madre uccisa dai cacciatori e scappa in città per salvarsi la pelle. Lì viene adottato da una vecchia signora che gli insegna le buone maniere della civiltà francese. Più saggio di tutti gli altri elefanti, Babar torna nella giungla e quando il re dei pachidermi muore ucciso da un fungo velenoso, l'elefantino ne prende il posto regnando felice e contento con la moglie, la regina Celeste.

Papà de Brunhoff morì nel 1937 dopo aver dato alle stampe un totale di sette libri. Laurent, più abile di lui con matita e pennelli, ne ereditò il ruolo. Il Wall Street Journal, che lo ha intervistato, riporta oggi che non pubblicherà più. «Babar mi ha reso felice, ma ormai sono vecchio e non ho l'energia di fare un altro libro», ha spiegato l'anziano artista. Laurent disegnava gli elefanti e Phyllis, professoressa di letteratura inglese alla Wesleyan University, aggiungeva i testi: «Non è un segreto per nessuno, ho il credito nella pagina del copyright», ha confidato lei. L'ultimo libro, «Babar a Parigi», vede l'elefante e la figlia Isabelle in giro per la 'Ville Lumierè: «Sono io che mi diverto nella mia città», ha spiegato Laurent: «Perché alla fine della mia vita, anche se per decenni ho vissuto in America, sono rimasto sempre un francese. E volevo rendere omaggio a Parigi».


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Mercoledì 29 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 30-11-2017 22:25

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