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Ovazione per Muti a Washington con la Chicago Symphony

Riccardo Muti

Lunghi applausi e standing ovation finale per Riccardo Muti e la sua Chicago Symphony orchestra (Cso), tornata ieri sera al Kennedy center dopo un’ assenza di 13 anni, grazie al Washington Performing arts. Era la prima volta dell’orchestra nella capitale americana con il maestro italiano, che la dirige dal 2010 e che proprio nei giorni scorsi ha firmato l’estensione del contratto come direttore musicale per altre due stagioni, dal 2020 al 2022 (dieci settimane di concerti in abbonamento, concerti speciali e attività a sfondo benefico a Chicago, oltre a un tour, fino a quattro settimane per ogni stagione, negli Usa o all’estero).

Quello di ieri è stato il suo 350mo concerto alla guida dalla Cso, una delle “big five” americane e una della migliori orchestre del mondo, con all’attivo 62 grammy awards, compresi i due per la “Messa da Requiem” di Verdi registrata nel 2010 proprio con Muti. L’attesa era alta, anche se qualche posto è rimasto vuoto, e il pubblico è rimasto soddisfatto di un’esecuzione impeccabile, cristallina, dove hanno brillato in modo particolare gli ottoni, eccellenza storica dell’orchestra. 

Accattivante anche il programma, che spaziava dall’opera italiana al romanticismo passando per la musica contemporanea: ouverture dei “Vespri siciliani” di Verdi, Many words of love composto da Samuel Adams nel 2016 su commissione della stessa Cso, e la seconda sinfonia di Brahms, vero pezzo forte della serata.
Nessun bis, ma Muti - che ha salutato mandando baci in sala - e la Cso hanno riscosso lunghi, calorosi applausi dagli spettatori. In platea anche l’ambasciatore italiano in Usa, Armando Varricchio. L’orchestra prosegue il suo tour nella east cost alla Carnegie Hall di New York (9 e 10 febbraio). Il maestro ha spiegato così l’estensione del contratto, che lo traghetterà verso il suo 80mo compleanno (nel 2021): «Provo un profondo rispetto e affetto per i grandiosi musicisti della Chicago Symphony Orchestra. Il nostro rapporto sta crescendo sempre più forte di anno in anno ed è questo il motivo per cui ho deciso di continuare per altre due stagioni. Non vedo l’ora di fare altra musica meravigliosa con la mia Chicago Symphony Orchestra e di condividerla con il pubblico nella grande città di Chicago e in tutto il mondo. E sono felice anche di procedere nei prossimi anni con i tour e le incisioni con l’Orchestra». 


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Giovedì 8 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 15-02-2018 10:32

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