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Raoul Bova e Chiara Francini, durante lo spettacolo i cellulari non smettono di suonare: l'attore furioso non torna sul palco

Raoul Bova e Chiara Francini, a Catania i cellulari non smettono di suonare: l'attore furioso non torna sul palco

«Chi non è capace di spegnere il cellulare resti a casa». Si può cominciare dalla fine, con le parole stizzite di un produttore, per raccontare un episodio decisamente poco edificante avvenuto a Catania due sere fa, al teatro Metropolitan, durante lo spettacolo Due, con Raoul Bova e Chiara Francini.



Alcuni spettatori, infatti, non solo non avevano spento il cellulare, continuando ad utilizzarlo anche durante lo spettacolo, ma avevano lasciato attive anche tutte le suonerie. Durante la performance i due attori sono stati disturbati continuamente dai vari suoni provenienti dagli smartphone e più volte il pubblico era stato richiamato a disattivare le suonerie. «Al prossimo disturbo, interrompiamo lo spettacolo», l'avvertimento di un membro della produzione durante una pausa. Al rientro degli attori, Raoul Bova, decisamente stizzito, dopo aver sentito l'ennesimo suono provenire dalla platea durante un monologo della collega, ha lasciato il palco.

Lo spettacolo si è concluso del tutto, nonostante ennesimi disturbi da parte del pubblico. Com'è possibile notare anche in questo spezzone girato da una spettatrice, dalle poltrone provengono diversi suoni di smartphone, tra cui quello inconfondibile di WhatsApp. Alla fine, al momento di prendere gli applausi, Raoul Bova, ancora decisamente infastidito, è tornato dietro le quinte prima di Chiara Francini.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 13 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2018 09:32

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 20 commenti presenti
2018-03-13 14:27:28
Anche questo si definisce attore..............MA !!!!!!!!!!!!!!
2018-03-13 15:08:36
X fortunatone. Quindi a teatro è giusto tenere i cellulari accesi se chi sta sul palco non è Lawrence Olivier? Non sarebbe più pratico restarsene a casa?
2018-03-13 15:27:37
E che dire dei cafoni che sulla metro o sugli autobus ti si mettono accanto o dietro a parlare ad alta voce dei fatti loro, magari pure convinti che interessino ai presenti? Proporrei di tornare a com'era prima: nessun campo in metro, perché sperare nell'educazione altrui è pura utopia! (Poveri autisti degli autobus, non vorrei essere nei loro panni).
2018-03-13 15:55:16
Attore ? Una volta li chiamavano "fumettari" ; gli Attori,sono un altra cosa !
2018-03-13 17:10:57
hahaha ma se sono i tuoi poveri autisti i primi ad utilizzarli

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