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In arrivo per Natale un romanzo inedito di Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi

Un viaggio nella vita di uno scrittore e di un uomo che si considerava «cittadino libero di un mondo libero», dove l’elemento dominante è l’aria «di cui è fatta la vita. Un soffio e via». Si spinge sulle tracce di Antonio Tabucchi, “Se di tutto resta un poco”, il primo film documentario dedicato all’autore di “Sostiene Pereira”, che arriva al cinema e in tv con la regia di Diego Perucci e la voce narrante dell’attore Giorgio Colangeli. E per Natale 2018 è prevista «l’uscita di due Meridiani Mondadori dedicati allo scrittore, a cura di Paolo Mauri e Thea Rimini, che comprenderanno un romanzo inedito» annuncia la vedova dello scrittore Maria Josè De Lancastre. 

Il film di 55 minuti sarà nelle sale delle principali città italiane dal 16 aprile con Movieday.it - la prima piattaforma italiana di film on demand nei cinema - e in tv mercoledì 25 aprile alle ore 21.10, in prima visione assoluta su laF - tv di Feltrinelli (Sky 139), dopo l’anteprima nazionale alla fiera internazionale dell’editoria Tempo di Libri, a Milano. 
“Se di tutto resta un poco. Sulle tracce di Antonio Tabucchi” è stato proiettato in un evento sold out anche a Lisbona che la scorsa settimana ha dedicato allo scrittore il convegno “Galassia Tabucchi” e inaugurato, alla Fondazione Gulbenkian, la mostra iconografica “Tabucchi e il Portogallo”, dove resterà fino al 7 maggio. «C’è una galleria di 50 metri con una parete intera, cromaticamente molto bella, tutta sull’azzurro-blu, in cui si possono leggere le interviste fatte a mio marito da quotidiani e riviste portoghesi» racconta la vedova. «Il film - aggiunge - mi è piaciuto. È molto interessante. Era difficile farlo perché non c’era il protagonista. Le testimonianze sono molto intense. C’è anche quella dell’amico e traduttore giapponese Tadahiko Wada». 

L’eredità che ci lascia Tabucchi per la donna che gli è stata accanto 46 anni «è la sua opera e l’esempio di una persona che lottava, che cercava sempre la cosa giusta e che voleva dare voce a chi non l’aveva». 
Scrittore visionario e autore impegnato, Tabucchi, morto il 25 marzo del 2012, viene raccontato nel film - prodotto da Giuseppe Cassaro e Samuele Rossi per Echivisivi, in associazione con Dottor Cardoso - attraverso le testimonianze di scrittori, attori, pittori, critici letterari, amici famosi e persone comuni come Maurizio Bettini, Paolo Di Paolo, Massimo Popolizio e Paolo Mauri, oltre che attraverso la voce della moglie e del figlio Michele Tabucchi. Le parole più toccanti restano, in questo percorso, prevalentemente narrativo-didascalico, quelle dello scrittore. 
«Forse il viaggio può dare questa piccola saggezza: il terreno che noi calpestiamo è tutto in prestito. Un giorno voliamo via» dice lo scrittore. «Raccontare Tabucchi - afferma Perucci - significa perdersi in un viaggio ai quattro angoli del mondo». E in chiusura, la moglie, conosciuta in Portogallo quando lui aveva 22 anni e lei 19, racconta: «Mi diceva sempre, perché io sono un pò timida: parla, parla perché un giorno avremo la bocca piena di terra e non potremmo dire la nostra». 

Maria José De Lancastre apre il suo cuore e spiega: «È dovuto passare molto tempo prima che riuscissi a parlare di Antonio. Il nostro rapporto è durato 46 anni. Ci siamo conosciuti giovanissimi, in Portogallo, e subito lui ha amato questo Paese, nonostante fosse sotto una dittatura. Antonio aveva un’enorme curiosità di conoscere la gente».
Autore di tanti romanzi che sono diventati film come “Notturno indiano”, docente universitario, Tabucchi, grande traduttore di Fernando Pessoa, da cui tutto è partito, ha diviso la sua esistenza tra il suo paese d’origine e Lisbona, che ospita le sue spoglie, senza dimenticare Parigi, dove è conservato il Fondo Tabucchi.

«Il suo patrimonio di scritti e intelligenza lo hanno i francesi, non noi. Antonio amava il suo Paese», sottolinea il suo amico pittore Davide Benati nel film. E il figlio Michele dice: «lui si sentiva toscanaccio». E resta molto da scoprire: «ci sono ancora pagine molto belle di Tabucchi. Ha lasciato molti inediti. Non aveva la smania di pubblicare tutto. C’è un piccolo romanzo, ci sono dei racconti. Tante cose scritte negli ultimi anni e altre più antiche. Anche i taccuini e gli appunti di viaggio sono interessanti, non sono mai banali. Ma non c’è fretta. Un po’ alla volta li pubblicheremo» dice Maria Josè de Lancastre.


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Domenica 15 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 20:03

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