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Conto alla rovescia per Umbria Jazz, nel segno di Quincy Jones

Quincy Jones

È conto alla rovescia per la 45/a edizione di Umbria jazz al via a Perugia il 13 luglio con due concerti evento: i festeggiamenti per gli 85 anni di Quincy Jones e un’opera multimediale dedicata al genio di Caravaggio. All’arena Santa Giuliana sarà festeggiato Quincy Jones, considerato un’icona della musica, non solo del jazz, e uno degli artisti afroamericani più influenti e rispettati. Un’autentica leggenda vivente. Più di 70 anni trionfalmente passati nello show business, aveva infatti 14 anni quando a Seattle cominciò a girare con un ragazzo della Florida di due anni più grande, che suonava il piano e purtroppo aveva gravi problemi di vista, Ray Charles.

Da allora il genio di Chicago non si è più fermato. Proprio lui ha prodotto il disco più venduto della storia, Thriller di Michael Jackson, e Fly Me to The Moon, da lui arrangiata per Frank Sinatra con la big band di Count Basie, fu la prima canzone suonata sulla Luna da Buzz Aldrin nella missione della Nasa, nel 1969. Sul palco si alterneranno, presentati dallo stesso Jones, grandi artisti che in passato hanno lavorato con lui: la star della canzone americana Patti Austin, i virtuosi della vocalità jazz Take 6, la jazz singer Dee Dee Bridgewater, Noa, un grande della musica brasiliana, Ivan Lins, e, da Cuba, Alfredo Rodriguez e Pedrito Martinez. In più, ci sarà come ospite speciale Paolo Fresu.

Dietro a loro, con gli arrangiamenti originali di Quincy Jones, la Umbria Jazz Orchestra diretta da John Clayton con Nathan East & Harvey Mason. «I Caraviaggianti», nel pomeriggio al Teatro Morlacchi, è invece una produzione originale che sarà presentata in anteprima a Umbria Jazz. È stata ideata da Rita Marcotulli che ne ha scritto anche le musiche, eseguite dalla stessa pianista romana con una band di eccellenti musicisti di diverse nazionalità: la giapponese Mieko Miyazaki, il messicano Israel Varela, il norvegese Tore Brunborg, il franco-algerino Michel Benita, gli italiani Michele Rabbia, Marco Decimo. I testi sono di Stefano Benni. Regia e Visual Designer di Karmachina. Si tratta dunque, più che di un concerto, di un lavoro multimediale in cui musica, parole, immagini concorrono a creare visioni e suggestioni attorno alla figura e ai capolavori del Caravaggio. Un’opera che, attraverso strumenti e arie, si muove in modo trasversale e liberamente attraverso il jazz, la musica classica e quella contemporanea, l’elettronica. Un omaggio all’arte di un genio e nello stesso tempo all’arte italiana.


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Mercoledì 13 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:34

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