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“Gli orchi non sempre sono verdi”: un noir in una Roma surreale per il nuovo romanzo di Valerio Molinaro

Copertina Gli orchi non sempre sono verdi

Un’insolita amicizia tra un detective alcolizzato e un immigrato colto scappato dal suo Paese d’origine. Ma anche un’avida contessa, un chirurgo sospettato di tradimento, un viscido portiere e una barista asiatica, strani personaggi che nel corso della storia avranno a che fare con i due protagonisti del romanzo “Gli orchi non sempre sono verdi” di Valerio Molinaro, autore e regista teatrale romano. Edito da Newton Compton e disponibile in ebook, il libro racconta di una Città eterna senz’anima che ha perso tutto il suo fascino. Riccardo Gaston è un investigatore alla deriva, con un’ex moglie zingara e un passato doloroso alle spalle. La sua vita si muove senza colpi di scena, mesta. Solo quando il detective incontra Baasim, un giovane africano di grande cultura arrivato da poco in Italia, che gli chiede aiuto per ritrovare due sorelline scappate insieme a lui dalla Tunisia, qualcosa comincia a cambiare. È così che nasce un rapporto forte tra i due che, in un viaggio quasi surreale e grottesco tra sfasciacarrozze, luna park abbandonati, squallide stanze d’albergo e borghi toscani, cercheranno disperatamente di spuntarla in una violentissima corsa contro il tempo e la crudeltà degli uomini.
 
«Dopo “A sei miglia da l’Avana”, mio romanzo d'esordio, avevo in mente un giallo differente, più ‘nostrano’, ambientato in Italia – spiega l’autore - Gli orchi descritti nel libro, come si evince dal titolo, non sempre sono verdi, perché io racconto di esseri umani in carne ed ossa, che poco hanno a che fare con il mondo della fantasia. Sono sempre mostri, ma per altri motivi. E saranno proprio Gaston e Baasim a capire, a loro spese, quanto gli uomini, a volte, possano raggiungere livelli di crudeltà inimmaginabili. Si scoprirà leggendo il romanzo, ma non voglio svelare troppo – aggiunge lo scrittore – che il male si nasconde là dove non avremmo mai pensato, in persone che si celano dietro un finto perbenismo. Ma anche gli aiuti più importanti, inaspettatamente, arriveranno proprio da coloro contro cui la società punta sovente il dito». 
 
Riccardo Gaston, protagonista del romanzo, incarna perfettamente la figura dell'antieroe moderno, un investigatore privato che non ha niente a che vedere con i tipi alla Cary Grant o alla Gary Cooper. Il detective, come si legge nelle pagine del volume, “è un ciccione stempiato di mezza età che soffriva di colite”. Un tipo taciturno con un cuore enorme, che è stato indebolito dal destino, ma non sconfitto del tutto: «Me lo sono immaginato come un vecchio zio, uno di quelli con cui trascorri la Vigilia di Natale, ma che se ne sta sempre in disparte a fumare sigari e a giocare con le molliche di pane», spiega Molinaro. A lui fa da spalla Baasim, un professore africano fuggito dalla Tunisia per aver pestato i piedi alla persona sbagliata. Per l’epilogo del noir, l’autore sceglie il lieto fine: l'uomo, come un moderno Odisseo, alla fine di questa avventura riuscirà a trovare la serenità tanto agognata. 
 
“Gli orchi non sempre sono verdi” di Valerio Molinaro (Newton Compton editore, pagg. 138, euro 4,99, disponibile in ebook)


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Martedì 25 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 26-04-2017 17:03

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