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Roma, la Beat Generation alla Gnam: foto di viaggi di Ginsberg, Corso e Ferlinghetti

Fernanda Pivano

Ci sono gli scatti che li mostrano in strada o in mezzo alla gente, attorno a un tavolo o sul palcoscenico. Poi ecco apparire anche i ritratti dei volti, intensi, sorridenti e segnati dalle rughe, e tanti altri momenti del loro passaggio in Italia mentre, da Milano a Venezia, da Roma a Firenze e poi giù fino allo stretto di Messina, parlavano di poesia, ribellione e libertà sperando in un futuro migliore. È una finestra aperta sui pensieri di tre grandi autori come Allen Ginsberg, Gregory Corso e Lawrence Ferlinghetti la mostra che la Galleria Nazionale d'arte Moderna e Contemporanea di Roma dedica alla Beat Generation fino al 2 aprile.

Intitolata "Beat Generation. Ginsberg, Corso, Ferlinghetti. Viaggio in Italia" e a cura di Enzo Eric Toccaceli, l'esposizione accende i riflettori sul movimento giovanile statunitense nato negli anni '50 e sulla sua storia fatta di cultura non convenzionale, innovazione, sperimentazione e grandi espressioni in campo artistico, poetico e letterario. Il percorso espositivo, semplice e lineare, si snoda attraverso 200 fotografie, tutte inedite e acquisite dalla Galleria Nazionale: sono immagini in bianco e nero che sono state realizzate dallo stesso curatore Toccaceli a partire dal 1979 (quando al Festival Internazionale dei Poeti a Castelporziano incontrò di persona i tre poeti) per arrivare fino agli anni 2000. Il visitatore scoprirà scatti emozionanti e pieni di verità, proprio perché queste immagini ritraggono i tre protagonisti in atteggiamenti naturali, senza filtri, mentre magari ammiccano alla macchina fotografica o al contrario neppure si accorgono della sua presenza.

Tra le immagini, sono molte quelle che ritraggono Fernanda Pivano accanto a Ginsberg, Corso e Ferlinghetti: la giornalista e scrittrice fu infatti la prima in Italia a parlare del movimento Beat, oltre a essere amica e traduttrice dei tre autori, e l'idea della mostra ha preso avvio nel 2017, nel centenario della sua nascita e nel ventennale della scomparsa di Ginsberg. Il racconto che ne scaturisce si colloca a metà strada fra arte, cronaca e storia e rappresenta un vero e proprio on the road sul territorio italiano. A renderlo ancora più efficace intervengono anche i circa 600 documenti esposti (fra libri, ritagli di stampa, manifesti, inviti, cartoline, locandine e varie rarità), nei quali il visitatore potrà soddisfare molte curiosità e rendersi conto dell'impatto che la Beat Generation ebbe in Italia.


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Domenica 18 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 19-02-2018 18:30

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