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Dal trap di Tedua alle cinquanta canzoni di Claudio Baglioni

Claudio Baglioni

Tedua - Mowgli
 
Ha solo ventiquattro anni, viene da Cogoleto, venti chilometri da Genova, è cresciuto a Milano, fra una casa famiglia e genitori affidatari vedendo la madre la domenica, con un ritorno in Liguria a Arenzano e di nuovo a Cogoleto, definisce la sua breve ma complicata vita «una specie di telefilm», in arte si chiama Tedua, fa il rapper, il suo vero nome è Mario Molinari ma lui si vede come una sorta di Mowgli (il personaggio di Il libro della giungla di Rudyard Kipling e del film disneyani), oggi è la nuova star del trap made in Italy con oltre mezzo milione di followers su Instagram e ha deciso di intitolare Mowgli il suo nuovo album, che è subito arrivato in testa alle classifiche di vendita. I titoli dei 16 brani del disco? Da Sangue misto a La legge del più forte (pezzo che ha avuto più di 6 milioni di visualizzazioni su Youtube), da Vertigine a Dune, da Il fabbricante di chiavi a Al lupo al lupo, Cucciolo d’uomo, Natura, Party privato, tutti più o meno autobiografici, o se preferite ispirati ai tanti difficili momenti che ha vissuto, alla solitudine, ai suoi problemi ai tempi della scuola dove tutti lo prendevano in giro per la sua storia familiare. Il suo hip hop è solido e personale, si muove fra tante diverse sfumature, la voce sembra non andare a tempo con le basi ma è solo il suo modo di tenersi in equilibrio fra ritmi trap molto complessi e decisamente all’avanguardia, e nel nuovo disco, preannunciato dal teaser intitolato Il disco nella giungla e prodotto da Chris Nolan (il milanese Christian Mazzocchi, 21 anni, che per il nome d’arte si è ispirato al regista inglese Christopher Nolan), ha al suo fianco anche Sfera Ebbasta.
Tedua ha cominciato a apprezzare il rap a 15 anni, quando la madre gli ha regalato un disco di Eminem, e due anni fa ha debuttato con l’album Orange Country (poi rieditato come Orange County California) che ha avuto un notevole successo ed era ispirato al serial televisivo sulla storia di Ryan, il bad boy di una zona malfamata di Los Angeles affidato a una coppia benestante della zona più ricca della California, come dire una vicenda che assomiglia molto alla sua. Il ragazzo Tedua è diventato una star, una delle figure più rappresentative del nuovo rap, e il disco è a dir poco interessante: una dimostrazione che la vita è la miglior fonte per chi sia bravo a raccontarla. Se volete vederlo live dovrete aspettare fino al 19 maggio, giorno in cui il suo tour arriva all’Orion Club di Roma.


 
 
Claudio Baglioni – Al Centro
 
E’ passato quasi mezzo secolo, per l’esattezza 48 anni, dal quel 1970 che vide uscire il primo album di Claudio Baglioni, ed è l’ultimo brano di quel disco, Signora Lia, ad aprire Al Centro, il nuovo quadruplo cd del cantautore romano che offre in cinquanta canzoni (più un ricco booklet fotografico) un viaggio quasi completo e ricco di ricordi della sua lunga avventura musicale. Ventisette anni fa, nel caldo luglio 1991, il vostro cronista, che abita a 300 metri dallo Stadio Flaminio, la notte usciva dal Messaggero verso le due e stramazzava a letto un’ora dopo o giù di lì, fu svegliato alle nove del mattino dal suono di una chitarra, che dopo una breve ricerca scoprì provenire dallo stadio, dove Baglioni aveva in programma tre concerti tutti andati esauriti e cominciava a fare le prove presto, da solo, piazzato in mezzo al palcoscenico e armato della sua chitarra: quel suono, per uno strano effetto di riverbero, arrivava nella camera da letto del vostro cronista come se lo strumento fosse a pochi metri, quasi sul pianerottolo, e quel triplo concerto era organizzato da David Zard, impresario di un mare di tour, da Bob Dylan ai Rolling Stones e Madonna. «Alla fine degli anni ' 70 – raccontava il leggendario Zard, scomparso a fine gennaio - dopo il concerto di Elton John fummo tutti invitati sulla via Appia nella villa affittata da Roman Polanski, che girava un film a Roma, e la colonna sonora della festa era Questo piccolo grande amore. Io gli chiesi perché, e Polanski mi rispose: perché ha un testo meraviglioso”.
Ecco, è una delle mille storie che si possono raccontare su Claudio, la cui vita è stata ed è piena di episodi del genere. Ai tempi in cui tutti, pensando alla loro ragazza dei sogni, cantavano fra sé e sé «…quella sua maglietta fina…», e lui era un ragazzo che gli adulti avrebbero definito tout court un qualsiasi capellone, Questo piccolo grande amore fu un piccolo colpo di genio che coinvolse almeno un paio di generazioni, se non di più, e diede il via al successo dei suoi dischi, arrivati ormai a 60 milioni di copie vendute: un fenomeno che oggi, causa i download sul web, è praticamente irraggiungibile.
Gli hit di Baglioni si sono susseguiti anno dopo anno, e non si può dire che non si sia meritato il trionfo che ha avuto. Ne potete trovare la prova, sempre che ce ne sia bisogno, fra i solchi di questo cofanetto che contiene appunto ben cinquanta canzoni, molte delle quali ricollegabili a varii momenti della vita non solo dei coetanei di Claudio (nato a Roma il 15 maggio 1951 e cresciuto fra Montesacro, Centocelle e Ficulle, in Umbria, dov’erano nati i suoi genitori: il maresciallo dei carabinieri Riccardo Baglioni e Silvia Saleppico) ma anche dei ventenni di oggi, che vanno ai suoi concerti, vedi il tour Capitani Coraggiosi insieme a Gianni Morandi (altro personaggio che appartiene di diritto a diverse generazioni) e ascoltano i suoi brani sia quelli d’annata che recenti. Può sembrare banale che chi come noi è cresciuto fra Beatles, Woodstock, l’isola di Wight, Led Zeppelin, Pink Floyd, Barry White, i Blues Brothers e Bruce Springsteen, fino a Amy Winehouse, Jovanotti, Lady Gaga, Ermal Meta o Negramaro, vi segnali l’ultimo lavoro discografico di Baglioni, un quasi settantenne più vispo che mai ma dai capelli bianchi. Eppure quelle cinquanta canzoni (delle quali evitiamo di citare i titoli, tanto li conoscete tutti) raccontano, come abbiamo già detto, quasi mezzo secolo della nostra storia, e nella maggior parte dei casi lo fanno regalandoci emozioni e ricordi dell’altro ieri, di ieri e di oggi. Fate la prova, e anche se siete metallari, amanti della classica, fan dell’hip hop o appassionati di jazz ci troverete comunque qualche momento della vostra vita. 
 


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Mercoledì 21 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 23-03-2018 09:14

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