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Per Strehler torna alla Scala «Il ratto del serraglio»

Il ratto del serraglio di Strehler

La Scala di Milano celebra Giorgio Strehler a 20 anni dalla morte riproponendo dal 17 giugno il suo allestimento dell'Entfuhrung aus dem Serail (ovvero il Ratto del serraglio) di Mozart che debuttò nel 1965 al Festival di
Salisburgo.
All'epoca il successo fu tale che in Austria venne ripreso altre sette volte e oggi è considerato un classico assoluto. A Milano fu messo in scena nel 1972 e poi ripreso in due occasioni, nel 1974 e nel 1994. Torna ora dunque come omaggio a Strehler, che alla Scala ha firmato la regia di oltre 35 spettacoli, ma anche come tributo allo scenografo Luciano Damiani a dieci anni dalla morte.

Per questo evento il sovrintendente Alexander Pereira ha voluto sul podio Zubin Mehta, che portò il Ratto del serraglio al successo nel 1965. Da allora sono passati 52 anni e la visione del maestro indiano con gli anni è un pò cambiata. «Con quest'opera sono cresciuto. Nel '65 - ha spiegato - ho lavorato sulla musica più che capire cosa succedeva in scena». Mentre ora tiene a sottolineare il contenuto «rivoluzionario» del lavoro di Mozart, che nel 1782 difende i diritti delle donne, a partire da quello di dire di no ben prima che questo diventasse un
argomento di attualità come è ancora oggi con il tema del femminicidio.

E non solo questo. Perché Mozart affida a un musulmano, che è dovuto scappare senza nulla dalla propria terra e in Turchia diventa pascià, la possibilità di essere generoso e dimostrare grande umanità. Anche questo è un segno di grande apertura, ha sottolineato Cornelius Obonya, attore di una grande famiglia di spettacolo (in Italia un equivalente potrebbero essere i Gassmann), a cui è affidato il ruolo del pascià Selim. Ruolo da attore perché Mozart ha scritto per lui una parte solo recitata dato che «non ha alcuna musica in sé. Per lui è finita quando ha
lasciato la sua terra e il suo amore» ha spiegato Obonya che il prossimo gennaio tornerà per firmare la regia del Fledermaus di Strauss. Con lui il cast include Lenneke Ruiten nel ruolo di Kostanze, Sebine Devieilhe in quello di Blonde, Mauro Peter come Belmonte, Maximilian Schmitt come Pedrillo, Tobias Kehrer (Osmin) e Marco Merlini nella parte del servo muto.
«Ricostruiamo lo spettacolo perché diventi globale» ha spiegato Mattia Testi, che riprende lo spettacolo di Strehler,
che andrà anche in diretta in radio il 17 e in tv su Rai 5 e al cinema il 19.
 


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Venerdì 16 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 09:41

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