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​Sanremo, ecco le canzoni in gara: le pagelle

I brani migliori e peggiori in gara

Dall’ascolto in anteprima dei brani in gara al Festival di Sanremo 2018 emergono temi di attualità, violenza e terrorismo, mentre la musica guarda al passato anche tra i giovani.


ANNALISA - Il mondo prima di te
La voce c’è. Ma la ballad è a tratti stucchevole. La monotonia non si sblocca nemmeno nel ritornello quando canta “ci toglieremo i vestiti”. VOTO 4



AVITABILE/SERVILLO - Il coraggio di ogni giorno
Il coraggio di ogni giorno - Una world music sempre più melodica e made in Napoli («ed ho gli stessi occhi/di Scampia»). VOTO: 8



LUCA BARBAROSSA - Passame er sale
«Io non c’ho le parole che c’hanno i poeti/nun è robba pe’ me». E invece alla fine le parole ci sono e la musica trascina. VOTO: 8



MARIO BIONDI - Rivederti
Dal pianismo dell’intro alla voce del crooner in italiano che canta l’amore. Sembra la scena di un film anni ’60 con Sinatra. VOTO: 7



GIOVANNI CACCAMO - Eterno
Un recitativo in crescendo che non convince. Scritta con Cheope, cerca l’amore («Prendimi la mano scappiamo via lontano»). VOTO: 4


RED CANZIAN - Ognuno ha il suo racconto
Ognuno ha il suo racconto - Un accenno di rock per quel che resta dei Pooh. «Ma non c’è mai una storia uguale a un’altra». VOTO: 5



DECIBEL - Lettera dal duca
Un epistolario immaginario da Bowie. Strofe italiane mischiate all’inglese per un pop rock che affonda nella storia. VOTO: 7



NINA ZILLI - Senza appartenere
Una donna che parla alle donne. E non può non parlare di violenza («non li chiamo più lividi sono colori e ci gioco»). VOTO: 6



VANONI/BUNGARO/PACIFICO - Imparare ad amarsi
La voce della Vanoni è garanzia. Novità non ce n’è, l’eleganza sì. («Bisogna imparare ad amarsi in questa vita»). VOTO: 8



THE KOLORS – Frida
Una canzone che gioca troppo con parole e ritmica. Cantano in italiano ma non basta. («Nessun amore è per sempre mai»). VOTO: 4



DIODATO/ROY PACI - Adesso
È il “qui e ora” di un presente che si chiama “Adesso”, senza cellulari e cambiando prospettiva in un ritornello ripetuto tre volte (troppo). VOTO: 4



RENZO RUBINO - Custodire
Troppa essenzialità. E forse si poteva osare di più. «Come abbiamo fatto a esistere/senza mai resistere/troppo giovani». VOTO: 5



RON - Almeno pensami
La scrittura di Lucio Dalla si sente. E l’interpretazione toccante di Ron arriva forte. «Ah fossi un piccione...». VOTO: 9



NOEMI - Non smettere mai di cercarmi
Equazione o slogan? Si canta l’amore e l’incontro per una richiesta d’amore senza fine («Non smettere mai di cercarmi». VOTO: 6



ERMAL META/FABRIZIO MORO - Non mi avete fatto niente
A Londra «piove sempre» e a Nizza «il mare è rosso di fuochi e di vergogna». Allegria per esorcizzare la guerra. VOTO: 4



LO STATO SOCIALE - Una vita in vacanza
Radiofonia pura. Il dilemma è: lavorare o andarsene in vacanza? E per la risposta scomodano influencer, cuochi e il “rottamatore”. VOTO: 7



LE VIBRAZIONI - Così sbagliato
Ritmi rockeggianti e la voce di Sarcina fanno un salto negli anni ’70 («ma tu che colpa hai/ se sono io sbagliato»). VOTO: 6



MAX GAZZÉ - La leggenda di Cristalda
L’opera sinfonica anni ’70 è servita con  tanto lieto fine.(»Si dice che adesso/e non sia una leggenda/la bella Cristalda/ risalga/ dall’onda»). VOTO: 8



FACCHINETTI/FOGLI - Il segreto del tempo
I Pooh ridotti ma si sentono come se ci fossero tutti. Stesso suono per una canzone che non sorprende. VOTO: 5



ELIO E LE STORIE TESE – Arrivedorci
La fine dell’onorata carriera degli ELST. La memoria è beatlesiana. E i saluti alla Stanlio e Ollio. Ironia non facile. VOTO: 6


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 19 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 26-01-2018 17:42

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2018-01-19 06:03:50
Se facessero con i film quello che lei ha fatto con le canzoni di Sanremo assisteremo allo svuotamento dei cinema. Non sopporto Sanremo ma immagino come si senta un fan della manifestazione dopo questo articolo
2018-01-19 11:32:05
Spero solo che la Hunzicker non c'ammorba pure qui con la figlia Aurora.
2018-01-19 15:16:51
ecco perche si paga il canone rai, per mantenere ogni anno un inutile festival, contornato da una armata di finti, plasticizzati cantanti e presentatori
2018-01-23 10:07:01
Oddio la Hunzicker è quelle risatine stridule...
2018-02-04 17:34:57
Ma no, il canone si paga anche per il festival, cioè la possibilità per chi ama la musica italiana di vedere in una serata i nomi che di solito, fanno musica italiana nel resto dell'anno. Sulla qualità dei pezzi portati e scritti per Sanremo si può discutere e non piacere, ma il resto è il solito gioco a sparare sempre e per forza sul Festival. Nessuno lo guarda e poi tutti sanno cosa succede in quelle sere. Fa troppo intellettuale dire di non vederlo.

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