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La lotta all'usura arriva in classe con lo spettacolo teatrale "Niente per Niente"

La lotta all'usura arriva in classe con lo spettacolo teatrale “Niente per Niente”

“Spezzare insieme la catena dell’usura”. Ecco uno degli obiettivi, che cerca di perseguire lo spettacolo teatrale, nato per sensibilizzare a questo tema i giovani.







“Niente per niente”, storie sospese tra il sovra indebitamento e l’usura, con la regia di Giusi Cataldo e con il testo di Francesco Randazzo è stato messo in scena sul palco della Sala Umberto a Roma.



E’ un’opera teatrale rivolta ai ragazzi del liceo per educarli ad un uso responsabile del denaro e per far loro conoscere la pericolosità del fenomeno del sovraindebitamento.



Il sipario si alzerà poi nei teatri e negli auditorium delle scuole medie superiori. Il 28 aprile si inizierà dall’istituto di istruzione superiore “Enzo Ferrari” a Roma e poi si diffonderà a tutte le città e alle scuole del territorio nazionale.



Un lavoro teatrale per i ragazzi. Giusi Cataldo, regista e attrice del progetto spiega: “I giovani che crescono devono sapere a cosa possono andare incontro e c’è bisogno di educarli all’uso responsabile del denaro”.

Il neo Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, presente nel parterre, ha affermato: "E’ importante fare rete, utilizzare gli strumenti che la legge mette a disposizione per far sì che queste condizioni di oggettiva sofferenza non portino queste persone a compiere gesti estremi”.



Con la crisi economica sono sempre più le famiglie in Italia e nel Lazio che cedono all’usura. A lanciare l’allarme è l’ ambulatorio Antiusura, che nel 2014 ha registrato ben 2.208 persone con problemi di sovraindebitamento, o ancora peggio, di usura. Le vittime non sono solo disoccupati o pensionati: per il 41% sono lavoratori dipendenti e per il 27%, imprenditori.

Secondo i dati elaborati dalla fondazione Adventum, fondo per la solidarietà e l’antiusura, è allarme rosso anche nel Lazio, dove i reati sono aumentati. Gli arresti nell'ultimo anno sono incrementati di oltre il 20% rispetto al biennio precedente.



Un’imprenditrice, un pugile e un’impiegata raccontano nello spettacolo come sono rimasti vittime degli usurai. Alessio Di Clemente, attore, spiega: “Attraverso lo snodarsi di queste vicende umane si lascia trasparire che c’è speranza, c’è la possibilità di salvarsi e di venirne fuori e questo è molto importante perché molto spesso le persone se ne vergognano”.

Lunedì 27 Aprile 2015 - Ultimo aggiornamento: 29-04-2015 17:39

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