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«Il rapper è omofobo», cancellato a Roma il concerto di Sizzla

«Il rapper è omofobo», cancellato a Roma il concerto di Sizzla

Dopo le proteste della comunità Glbt romana, con tanto di petizione on-line, l'Ex Dogana ha scelto di annullarela data del 2 luglio del rapper giamaicano Sizzla Kalonji. I testi delle sue canzoni si contraddistinguevano per la violenza nei confronti dei gay (“salite in prima linea, fuoco sugli uomini che fanno sesso con gli uomini dal di dietro, sparate ai gay e alle lesbiche, la mia grossa pistola fa bang”, cantava in uno dei suoi brani più controversi).

La cancellazione è stata decisa insieme al Just Music Festival: «Viste le diverse preoccupazioni mosse nei confronti della sua esibizione da diverse parti sociali e considerate le posizioni di tutte le realtà coinvolte nella manifestazione, è stato deciso di annullare l’esibizione del musicista giamaicano, per rispetto verso i temi sollevati e soprattutto in linea con la propria visione della musica e dell’arte come linguaggio che unisce anziché dividere». La direzione del festival esprime inoltre il proprio dispiacere per una campagna dai toni «a volte troppo duri nei confronti di un artista di fama mondiale che, se in passato è stato accusato di omofobia, ha intrapreso da anni una strada ispirata al rispetto e all’uguaglianza, con dichiarazioni pubbliche, un rinnovato impegno nel sociale e i concerti che continua a tenere in giro per il mondo.Certi che discutere una problematica come quella dell'omofobia nella cultura reggae-dancehall sia una cosa importante, rimaniamo contrari ad ogni forma di censura e pensiamo che per capire e prendere posizione nei confronti di una cultura che presenta grandi contraddizioni interne, storiche e sociali, come quella giamaicana, vadano usati soprattutto gli strumenti del confronto e dell’inclusione diretta di chi rappresenta quella cultura». La petizione promossa negli ultimi giorni aveva fatto segnare oltre 600 adesioni.

«Il Just Music Festival – continuano ancora nella nota gli organizzatori - si è sempre distinto per la varietà dei temi, degli artisti e dei pubblici che è riuscito ad intercettare anche quando si tratta di musica pop: dai Pet Shop Boys a Bjork, dai Massive Attack ai Public Enemy, icone di comunità, scene e minoranze che trovano nella musica la loro voce».



 

 


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Martedì 13 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 21:33

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