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La nuova stagione del Teatro Eliseo: la terza per Luca Barbareschi direttore artistico

Luca Barbareschi (foto Davide Fracassi agenzia Toiati)

«Io voglio collaborare con tutti, voglio essere il capofila per la nuova legge dello spettacolo». Luca Barbareschi, direttore artistico del Teatro Eliseo, alla presentazione della stagione 2017/2018, scavallando le polemiche sul Fus («non me ne occupo né me ne sono mai occupato, sono impegnato a lavorare»), si dichiara pronto a dare il suo apporto per una legge sul teatro. E intanto presenta il nuovo cartellone dell'Eliseo e del Piccolo Eliseo, a cui fanno da corollario appuntamenti vari.


Inaugura la stagione dell'Eliseo il 26 settembre un classico del Novecento "Finale di partita" di Samuel Beckett, interpretata da Glauco Mauri e da Roberto Sturno diretti da Andrea Baracco, mentre il 17 ottobre va in scena "Un borghese piccolo piccolo di Vincenzo Cerami, interpretato da Massimo Dapporto nell’adattamento del regista Fabrizio Coniglio. Immancabile David Mamet con l'opera "Il penitente" nella traduzione e regia di Luca Barbareschi e "La Guerra dei Roses" di Warren Adler con Ambra Angiolini e Matteo Cremon per la regia di Filippo Dini (19 dicembre).

Massimiliano Bruno e Francesco Bellomo riscrivono invece il classico shakespeariano "Sogno di una notte di mezza estate": Bruno dirige Stefano Fresi, Giorgio Pasotti, Violante Placido e Paolo Ruffini tra mito, fiaba e quotidianità (9 gennaio). Dal Piccolo all'Eliseo viene promosso Silvio Orlando con "Lacci" di Domenico Starnone (dal 30 gennaio) e Alessandro Preziosi si trasforma in "Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco" (dal 13 febbraio). 

«Credo che l'Eliseo sia la più bella operazione di questi anni. Quando da giovane facevo il barista, se mi avessero detto che oggi sarei stato proprietario e gestore di un gruppo multimediale, avrei risposto che erano drogati. Invece sono qui». 


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Mercoledì 14 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 19-06-2017 23:01

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1 di 1 commenti presenti
2017-06-14 23:38:40
hanno detto barbareschi non merita ascolto troppo arrogante

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